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Corona Mauro - Il volo della martora |
20 recensioni presenti. Media Voto: 4.8 / 5piero (02-04-2010) Ventisei racconti, più di duemille morti, più di quaranta anni dopo, grazie a persone como Cortona si puo rimanere nel mondo senza dimenticare. Questo non è l'ultimo proposito della letteratura, rimanere nella mente della gente, sia dove sia, con lo stile che si racconti. La naturalezza detta con naturalità. Autonomo scrittore come diceva Magris, come scrive la gente che non ha paura, soltanto voglia di dire le cose come si sentono, la letteratura in qualsiasi modo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
guido guido-dacqui@tele2.it (02-02-2009) Ho letto parecchi libri di Corona, sono esempi di saggezza e spontaneità, leggerezza, purezza e contengono tanta di quella forza morale, intellettuale, fisica direi, capace quasi a rimettere tutta l'acqua dentro alla diga maledetta.
Grazie ancora Mauro.
Guido Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (12-11-2008) In questo libro di esordio ci sono ricordi dell’infanzia, ma anche di epoca più recente che sembrano percorrere una strada, secondo un filo logico che li concatena, fino al tragico evento del 9 ottobre 1963 che, oltre a mietere migliaia di vittime, provoca di fatto una frattura insanabile, con la perdita di una realtà fatta da anni di vita legati alla terra, alle tradizioni e al paese, e rende i superstiti orfani della loro storia.
La frana gigantesca del monte Toc, causata indirettamente da chi progettò la diga sul Vajont, rappresenta una scure che divide nettamente due epoche e che proietta nel futuro i superstiti, con un domani tuttavia incerto, per non dire inconcludente, proprio per quello sradicamento dal proprio passato.
Sono racconti che trovano nella semplicità dell’esposizione una freschezza che consente di assaporare i rapporti che esistevano fra i valligiani, le relazioni con la natura, mai vista ostile, in un lungo viaggio che porta il lettore alla consapevolezza che quel mondo che non tornerà più era, pur nelle difficoltà della vita, un microcosmo di comuni sentimenti e modi di agire che connotava una comunità a suo modo strutturata perfettamente.
Ritorno sullo stile dell’autore, semplice, ma non scarno, e con un notevole senso della misura, soprattutto quando si lascia andare a riflessioni, sempre apprezzabili, senza mai diventare greve.
Del resto, anche il prefatore (nientemeno che Claudio Magris!) è rimasto colpito da questo stile e pur non sbilanciandosi, cioè non gridando ai quattro venti che questa raccolta è un capolavoro, ha tuttavia evidenziato la sua ottima valenza, anche con un certo stupore, trattandosi di opera prima.
Da allora Mauro Corona ha fatto molta strada, ma non ha perso, anzi ha affinato le sue caratteristiche, già riscontrabili in modo chiaro e inequivocabile in questo volume di cui raccomando vivamente la lettura.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giuliopez (15-12-2007) E' il primo libro di Mauro Corona che leggo. Stupendo! 26 racconti emozionanti che toccano le corde dell'anima, facendole vibrare e facendoti capire che pur nelle difficoltà della vita i ricordi, anche se tragici o malinconici, ci accompagnano e ci sostengono... Magico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Leonello Vesentini (13-11-2007) Essenziale, poetico...bellissimo! Il primo libro di Mauro Corona e, a mio parere, il migliore. L'unico dubbio è se la nostra fantasia vola in montagna o se la montagna stessa viene a trovarci a casa nostra. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara (27-06-2006) Sono arrivata a questo libro sopo aver letto "Nel legno e nella pietra".. stesso sapore, stessa semplicità.. alcuni racconti che si rincorrono da un libro all'altro...
Io sono giovane, questo liro mi ha fatto riflettere molto.. pensare a quante sovrastrutture in questi anni la società ci ha buttato sulle spalle, facendole ritenere indispensabili... lo conosiglio soprattutto ai giovani...attraverso le parole dell'Autore si riscopre un mondo nuovo per noi seppur antichissimo.. un mondo da non far scomparire.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio Marchioni macchia76@tele2.it (11-01-2006)
Splendida questa lettura che sa di natura, di saperi antichi e del tempo che fu. La forma del racconto si addice perfettamente all’intento di Corona che, con il suo libro, vuole raffigurare un mondo scomparso . Gli inverni freddi, le fate, i pascoli e le interminabili bevute di cui parla l’autore sono echi lontani di universi arcaici spazzati via in pochi decenni dall’arrogante forza della modernità. Il racconto che narra della tragedia del Vajont è memorabile, quasi una parabola contemporanea sui limiti della scienza e dell’ agire umano. Per conoscere e apprezzare Corona è necessario partire da qui. Una libro che non si dimentica.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alberto caronni (07-12-2005) Ma quanto hanno sofferto i "fortunati" che si sono salvati dalla tragedia del Vajont? Leggendo questo libro si soffre con loro. Ma corona riesce anche a far comprendere come, grazie al legame con la propria terra, questi "fortunati" sono tornati a vivere veramente.
Malinconico ma da leggere........soprattutto dopo una giornata lavorativa andata storta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
camillo (24-11-2005) Lo dovrebbero leggere in tanti Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Val.Heria (28-02-2005) La dura vita di montagna, attraverso brevi racconti incentrati sul contatto con la Natura e riflessioni riguardanti l'impotenza dell'uomo di fronte alla sua energia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nemea (20-12-2004) letto tutto d'un fiato!!!!!!! bellissimo!!!!!
il racconto di un bambino povero, semplice, non colto, dall'infanzia dura, dal genitore duro, dalla vita attraversata da colpi duri (la tragedia del vajont è solo una!!) e per cornice la montagna: imponente madre rigida che con grande difficoltà concede i suoi frutti, che fà faticare tanto, che fa morire per poco, che fà pagare caro chi non la rispetta!!!!!!!!!!!!
un vita povera, durissima come era allora lassù!!! ma con tante tradizioni, con la solidarietà che c'era tra la gente povera!!!! la montagna non concede per il corpo, ma in compenso concede per lo spirito!!!!!!! e lui questo l'aveva capito e aveva imparato a prendere a piene mani i regali della montagna: il canto del cuculo, le scalate, le piante, le foglie,...!!!!!! semplice, puro, limpido come un ruscello di montagna ma con una forza che può può buttar giù pezzi di montagna dentro alle dighe!!!!! andare indietro per non dimenticarsi da dove si viene!!!!!!!!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sabrina (30-10-2004) E' stato il primo libro di Corona che ho letto e, dopo aver letto gli altri, è per me il migliore, le sue storie, i suoi pensieri, così semplicemente raccontati, mi hanno comosso.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
bmx (13-09-2004) Nella sua semplicità un libro che ti lascia qualcosa, dopo averlo letto, riscopri che tutto ciò che ti circonda ha una sua importanza. Ogni piccolo racconto è un capolavoro; bravo Mauro continua così! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (18-06-2003) Un libro che dovrebbe far capire a noi giovani che una volta la vita era dura per tutti, anche per i piu' piccoli, e che non era tutto scontato e dovuto come ora nemmeno il vestiario ed il cibo. Un libro scritto con sentimento che a tratti mi ha veramente commosso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
LUCA avellini@sbcglobal.net (17-05-2003) Non viviamo forse tutti un po' di, o almeno con, ricordi di un mondo piu' bello. Forse piu' duro, ma piu' bello, piu' vero. Mi inchino a Mauro Corona che non solo ha rievocato ricordi di grande bellezza ma ha messo in comune con noi lettori pensieri senza dubbio anche intimi, segreti. Non ha avuto paura, lui, nel suo primo libro, di esprimere i sentimenti (spero) di molti. Ebbene, nonostante la globalizzazione, questo e' il suo primo libro che ho letto. Ed e' il 2003. La martora forse mi perdonera' i quasi 6 anni di ritardo guardando alle migliaia di chilometri di distanza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
eddy (14-08-2002) Il libro è stupendo. Leggi una storia e non vedi l'ora di conoscere la successiva. Se poi conosci la Valcellina impossibile non immaginarsi i luoghi, le persone,le storie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio ghard@tin.it (17-11-2000) un libro che tanta gente dovrebbe leggere. La frase di Walt Withman che Corona richiama è da antologia Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Aurelio auarbiz@tin.it (05-11-2000) Mi è piaciuto moltissimo il modo in cui ricorda la sua giovinezza anche perchè assomiglia molto a quella vissuta quando ero giovane come lui. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandro ale_ale31@hotmail.com (19-11-1999) In questo libro Mauro ci fa partecipi del suo mondo e ci comunica con estrema semplicita ma con tanta profondita dei valori ormai dimenticati.Un libro che puo far crescere in noi nuovi sentimenti e che ci fara guardare la natura con nuovi occhi. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20
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