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Narrativa straniera  Avventura  Avventura storica 

O'Brian Patrick - Primo comando

Primo comando TitoloPrimo comando
AutoreO'Brian Patrick
Prezzo € 9,00
Prezzi in altre valute
Dati1997, 395 p.
TraduttoreMerla P.
EditoreTEA  (collana Teadue)

Disponibilita immediata
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Descrizione
Jack Aubrey, uomo di mare temerario e orgoglioso soldato della Royal Navy del diciannovesimo secolo, ha un solo grande sogno: comandare una nave della Marina Britannica, incrociare lungo le coste del Mediterraneo e dell'Atlantico all'inseguimento di navigli nemici. Quando tutto questo sembra avverarsi, con il comando della corvetta "Sophie", Aubrey scopre i mille pericoli del potere: il peso della solitudine, la difficoltà di governare un equipaggio di uomini duri e assetati di denaro, la durezza dei superiori, la logica crudele della guerra sui mari. Solo l'amicizia con il medico di bordo, Stephen Maturin, gli sarà d'aiuto davanti alla corte marziale.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti.  Media Voto: 3.85 / 5

Rousseau (16-11-2010)
La condizione di estimatore di O'Brian impone franchezza. Questo è ben lungi dall'essere uno dei migliori romanzi della serie. Ne è infatti il meno rappresentativo. Chi fosse interessato ad avvicinarsi all'autore, magari stimolato dal film "Master and Commander" (titolo originale inglese di questo primo volume, nonostante la pellicola sia una collazione rimaneggiata di episodi attinti da altri romanzi ed adattata parzialmente ad "Ai Confini del Mare"), diffidi del razionale ordine cronologico e cominci da un qualsiasi altro titolo, scegliendolo magari dalla copertina, lasciando che a guidarlo sia l'istinto e il piacere. In questo primissimo romanzo lo stile è infatti più secco, ancora in cerca di una giusta via, non ancora maturo, la resa dei personaggi più fioca di quanto non lo diventi in seguito, quando, raffinata ed arricchita in breve tempo, raggiunge e si installa in vertici impensati. L'abbondanza poi di termini marinareschi, per quanto indispensabile a fornire la giusta verosimiglianza, se unita come in questo caso alla penna dell'autore ancora in fieri, potrebbe facilmente scoraggiare il neofita. Un'opera insomma nella quale, in genere, solo il lettore già navigato (è il caso di dirlo) è in grado di vedere qualcosa di più di un libro piacevole ma non eccelso. Quanto poi all'inesattezza di UNA PARTE di UNA nota a margine del traduttore, sfatiamo il principio del "falsum in unum, falsum in omnibus", e rendiamo merito alla degna Paola Merla, traduttrice, non storica, il cui eccellente lavoro può scusare un errore di questo tipo. Si abbia inoltre il buonsenso di riconoscere che la genuinità di una serie di romanzi non si misura né dal primo, né dall'ultimo "episodio", e che all'autore non si può certo rimproverare l'aver sviluppato un passaggio diversamente da come noi l'avremmo ritenuto opportuno.
Voto: 4 / 5
Luigi da Urbino (12-03-2009)
Se vi piace il mare ve lo consiglio.. ma li dovete leggere tutti altrimenti non vale. La storia di Aubrey e Maturin si svolge nel tempo e nella storia come un piatto che va assaporato pian piano.
Voto: 5 / 5
Voltaire (27-02-2009)
Dopo aver sentito tanto magnificare i romanzi di O'Brien e dopo aver visto l'eccellente film di Peter Weir "Master and Commander" mi aspettavo molto da questo libro. E, invece, lo giudico una mezza delusione. Innanzitutto: lo stile di O'Brien è davvero povero, oltre che "strano". Ci sono imprecisioni e "salti" spazio-temporali che presumibilmente l'autore vuole usare per dare maggior "agilità" alla scrittura ma che uno si potrebbe attendere in un film, mentre sulla pagina stampata rischiano di confondere il lettore. Un solo esempio: Aubrey va di notte in scialuppa a incendiare velieri nemici in porto, poi torna con difficoltà verso la Sophie mentre viene avvistata una squadra navale francese e improvvisamente ... lo ritroviamo a bordo che ha già impartito tutti gli ordini necessari! E tutta la suspence del difficoltoso ritorno a bordo, mentre le navi nemiche si avvicinano, il rendersi conto della situazione, ecc. ecc.? O'Brian la salta a piè pari. E molte delle battaglie, soprattutto all'inizio, sono descritte in maniera striminzita. Qualche perplessità la suscita anche la traduzione, anche se bisognerebbe fare il confronto con l'originale. Quello che è certo è che non si capisce cosa si fosse bevuto la traduttrice prima di scrivere la nota storica a pag.292: il Giovane Pretendente NON venne "sorpreso nel sonno" a Culloden e NON morì in quella battaglia. Mi chiedo se le altre sue note storiche siano altrettanto inaffidabili ... Passando ai personaggi, la superficialità impera. L'unico personaggio con un certo spessore psicologico è Maturin e perfino Dillon viene tratteggiato con più profondità di Aubrey. Sulla questione dei termini marinareschi, non credo che siano di effettivo ostacolo al godimento del testo (e se qualcuno vuole sapere cosa significa "lapazzare l'albero di parrocchetto" c'è sempre il glossario ...). Quello che è di vero ostacolo è che la scrittura è povera a non sfrutta neppure bene le situazioni narrative. Mi auguro che nei libri successivi O'Brian abbia migliorato il suo stile.
Voto: 2 / 5
Luca S. (03-12-2008)
Bellissima storia, bellissima avventura. Chiariamo: tecnicamente non è facile, il libro abbonda di descrizioni minuziose della nave e delle manovre marittime e se non si ha un minimo di conoscenza di termini navali può risultare un pò difficoltoso. Ma basta davvero poco (alla fine del libro c'è anche un glossario) per poter godere di questa bella storia. Tornando al libro trovo bellissima la caratterizzazione del personaggio di Jack Aubrey: non un capitano infallibile, ma un uomo coi suoi dubbi le sue paure e le sue debolezze (come tutti). A lui e al compagno di avventure Stephen Maturin ci si affeziona subito
Voto: 5 / 5
stefano dicianos@hotmail.com (09-02-2007)
Noioso e deludente come non mi sarei mai aspettato.Più che un romanzo storico sembra un manuale,e si perde molto tempo nel descrivere delle cose sciocche e poco interessanti,mentre le battaglie e gli scontri avvincenti vengono talvolta solo menzionati.Spero che nel seguito cambierà lo stile dell'autore altrimenti non credo che riuscirò a leggere tutta la serie.
Voto: 2 / 5
Serena (18-12-2006)
Devo ammettere che ho deciso di leggere questo libro dopo aver visto e apprezzato il film. Non conoscevo assolutamente nulla sulla vita in mare e ho trovato inizialmente difficile districarmi tra i termini marinareschi...ma mi sono talmente appassionata che mi sono anche divertità ha cercare di capirci qulacosa! Comunque consiglio di leggere questo libro solo a chi è davvero interessato e ben disposto a soffermarsi a consultare il glossario dei termini marinareschi perchè chi lo legge tanto x fare qualcosa di sicuro lo troverà difficile e un po' pesante. Aspetto di leggere gli altri con ansia.
Voto: 5 / 5
Paolo (26-10-2006)
E' il primo libro che leggo di questo autore. Effettivamente, in accordo con parecchi che l'han letto prima di me, devo ammettere che per uno poco pratico di mare molti passaggi sono ostici, per non dire poco comprensibili. Pero', applicandosi un poco ed impiegando piu' del normale per un libro di meno di 400 pagine, andando (spesso) a vedere cosa significavano le varie voci utilizzate, si puo' leggere abbastanza bene e si puo' apprezzare appieno la vita marinara del periodo. Man mano che leggevo mi sono mi sono mentalmente costruito (ancora mancante di molte parti pero') un veliero e devo ammettere di aver imparato qualcosa, oltre che a gustarmi il romanzo.
Voto: 4 / 5
Provolino (02-04-2006)
Romanzo strepitoso, si legge d'un fiato e poi di corsa in libreria a comprare gli altri della serie! PS per chi è convinto di saper scrivere romanzi dello stesso livello: visto che di O'Brian ne viene pubblicato solo uno l'anno, datti da fare che noialtri appassionati non vediamo l'ora di leggere per lo meno i tuoi...
Voto: 5 / 5
gabriele (01-11-2005)
uno splendido tuffo nel mondo dell'avventura di mare che mi riporta ai libri della mia infanzia;ho trovato particolarmente interessante la capacità dell'autore di descrivere con esattezza le manovre necessarie alla navigazione ed in particolare la sua capacità di far comprendere al lettore le difficoltà dei combattimenti in mare con grandi imbarcazioni a vela la cui manovrabilità era fortemente determinata dalle condizioni del vento. Dopo aver letto questo libro ho letto in vertiginosa sequenza tutti i libri della saga
Voto: 5 / 5
Albe (18-05-2005)
Questo libro mi ha fatto sognare. Io non ero mai stato esperto o appassionato di navi e cannoni, tanto che inizialmente leggere questo libro mi sembrava una perdita di tempo... ma quando ho cominciato a sfogliare le pagine non riuscivo più a smettere di leggere, ossessionato dal desiderio di scoprire cosa sarebbe accaduto al buon Aubrey e alla Sophie. Dopo aver letto questo libro, mi sono interessato anche al mondo in cui è ambientato, tanto che ora riesco finalmente a distinguere tutti i termini marinareschi del romanzo. Rileggo spesso questo libro con piacere, poiché ormai di romanzi come questo ce ne sono pochi... insomma: fantastico, originale, unico!
Voto: 5 / 5
Giovanni aessew@tiscali.it (03-05-2005)
Uno splendore. Secco, preciso, diretto, senza fronzoli, assolutamente marino ma coinvolgente anche per i rocciatori più incalliti. Un'avventura da mondo reale e non da film di Holliwood.
Voto: 5 / 5
Newe (29-12-2004)
Se vi piacciono le avventure sui mari è quello che fa per voi! Forse, inizialmente, si ha qualche difficoltà ad immaginare le scene per via dei termini tecnici ma poi ci si abitua! Se vi interessa capire veramente a cosa ci si riferisce il glossario e le illustrazioni finali sono davvero molto utili altrimenti... lasciate libera l'immaginazione e date inizio all'avventura!
Voto: 3 / 5
Chris christian.zemella@myrealbox.com (02-11-2004)
Lo stile dell'autore in effetti e' molto perticolare, e non aiuta certo a rendere scorrevole la lettura, a volte, come qualcuno ha gia' fatto notare, ci si perde tra le righe senza capire a fondo cosa stia accadendo. La situazione peggiora ulteriromente se non si ha almeno un'infarinatura di termini marinareschi, vero che l'appendice dovrebbe aiutare, ma altrettanto vero che continaure a slatellare tra la narrazione e il fondo del testo non e' certo piacevole. Non lo ho trovato nemmeno molto avvicente, se non per alcuni tratti. Dalla sua ha certamente la buona caratterizzazione dei personaggi, specialmente per i due principali, e fornisce una buona panoramica sul tipo di vita che si faceva per mare a quei tempi; ma se non avete un interesse particolare per le navi da guerra o in generale per la navigazione, probabilmente vi troverete ad accantonarlo dopo un centinaio di pagine, se non prima. Purtroppo mi mancano termini di paragone validi, visto che gli unici romanzi sul genere che ho letto sono dello stesso O'Brian, ma lo consiglierei solo a chi ama il genere e lo puo' apprezzare a pieno.
Voto: 3 / 5
Emilio (01-09-2004)
Assolutamente da evitare nel caso in cui non si possa vantare almeno una partecipazione alla Coppa America. Un condensato di termini tecnici marinareschi che ammorbano una trama di per se scontata e priva di vivacità.
Voto: 1 / 5
fulvia (21-01-2004)
Bellissimo, avventuroso, ricco di spessore umano (la nascita dell'amicizia tra Aubrey e Maturin è grandiosa), non appesantito dai termini tecnici marinareschi che abbondano... Assolutamente da leggere!
Voto: 5 / 5
Claudio (09-12-2003)
Un libro bellissimo. Quello che ha di bello è talmente "ben amalgamato" che non si riesce neanche ad esprimere: si, è vero che i termini "tecnici" lo rendono molte volte incomprensibile, così come è vero che lo stile dell'autore è assolutamente secco (tranne qualche rara pausa descrittiva), talmente secco che a volte non si capisce l'azione - ma quante navi c'erano, una o tre? chi è che parla ora? dove si trovano i personaggi? - tutto sommato, dopo essersi abituati allo stile si scoprono innumerevoli tocchi di classe. Consigliatissimo!
Voto: 5 / 5
Roberto robizzar@icqmail.com (15-11-2003)
Un libro così saprei scriverlo anch'io. L'ho trovato molto banale e ripetitivo, per nulla avvincente. Unico pregio è l'idea che ci si fa sulla vita a bordo dei velieri dell'epoca e sui velieri stessi. Molto fastidioso l'esagerato uso dei termini marinareschi.
Voto: 2 / 5
Fabry effebi10@libero.it (21-07-2003)
Non leggere tutta la saga del comandante Aubrey è stato impossibile. Le battaglie , le astuzie , i colpi di scena , ti prendono dalla prima all' ultima pagina. E per me che vado per mare con la barca a vela è un ritorno indietro agli albori della marineria velica , ritrovando termini ormai desueti; o parole che il tempo ha modificato , ma che lo spirito interpretativo è rimasto costante nei millenni.
Voto: 4 / 5
massimo di padova (05-03-2003)
Ho incrociato P. O'Brian, come spesso succede, per caso, senza alcuna indicazione. Come ogni buona storia, per apprezzarla bisogna un poco soffrirla, ma una volta entrati, una volta lette le prime 40/50 pagine non si molla più. A mio parere, la terminologia marinaresca, per chi non la conosce non è assolutamente un ostacolo, mentre è sicuramente un piacere grandissimo per chi va per mare. Tutta la saga è raccontata in maniera squisita, sia che i personaggi parlino in prima persona o ne vengano descritte le gesta. Bello, emozionante per l'anima.
Voto: 5 / 5
Gabriele Branca vainamoinen@libero.it (04-12-2002)
Primo libro della saga di Aubrey, senza gloria e senza infamia. Storia non eccessivamente avvincente, ostacolata dall'altrettanto non entusiasmante stile dell'autore. Di buona competenza tecnica, O'Brian evita tuttavia un linguaggio eccessivamente marinaresco, limitandosi allo stretto indispensabile. Lettura riservata solo a chi ha come minimo discrete conoscenze dell'ambiente marittimo e una passione per le navi da guerra in particolare. Una succinta appendice dovrebbe aiutare i lettori meno preparati ad interpretare i passi ostici del testo.
Voto: 3 / 5
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