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Wharton Edith - L' età dell'innocenza | Nel ricco mondo dell'alta società newyorkese di fine Ottocento un uomo e una donna si incontrano, si amano, si consumano di passione, si lasciano. E' la storia di un amore distrutto dalle regole di una società ipocrita, dalle sue rigide convenzioni e dai pettegolezzi spietati. E' la storia di una donna che per amore sarebbe andata contro tutto e tutti, e di un uomo che a quel mondo falso e pettegolo non ha saputo sottrarsi.
12 recensioni presenti. Media Voto: 3.83 / 5luisa (16-10-2011) non mi è dispiaciuto leggerlo ma l ho trovato lento e non riuscivo più a arrivare alla fine. comunque non me la sento di sconsigliarlo Voto: 3 / 5 |  |  |  |
dani70 (26-03-2011) Ho adorato i protagonisti di questo romanzo: Newland e Amy, sposi, e la contessa Olenska, che rinuncia al suo amore per lasciare spazio alla vita dei giovani sposi nonchè cugini.
In particolare Amy perchè, pur conoscendo la reale passione del marito, continua a stargli vicino con eleganza e discrezione, anche se con occhi tristi. In fondo, era questo che la società di allora richiedeva.
Newland ci prova ad uscire dalle regole imposte dalla società, ma non ci riesce perchè alla fine vince il dovere.
E dopo trent'anni pare aprirsi di nuovo una speranza per questa grande storia d'amore.
Un grande romanzo ambientato alla fine dell'Ottocento, scorrevole e di buona compagnia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberta (29-09-2008) Questo racconto oltre ad una storia d'amore e' la descrizione perfetta di uno spaccato di vita nella societa' americana, cinica, ipocrita e convenzionale il cui complesso di inferiorita' verso il vecchio continente segna le vite di alcuni dei protagonisti Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Ardid79 giuliacorradi1979@libero.it (09-05-2008) Credo che sia la storia d'amore più crudele e spietata che mi sia capitato di leggere, narrata con l'acutezza di sentimenti inconfondibile della Wharton. La contessa Ellen Olenska, torna in America dopo un matrimonio naufragato per cercare affetto e comprensione tra parenti e amici. Ma la buona società di fine ottocento a New York, dietro una facciata di cortesia e sorrisi, è un mondo rigido e spietato dove contano solo le apparenze e dove le parole più pesanti sono quelle non dette. Anche la passione tra Ellene e newland il protagonista maschile (promesso sposso a sua cugina May), dovrà fare i dolorosi conti con il muro fatto di convenzioni, abitudini e falsità. Un romanzo quasi perfetto, dove ogni parola e la parola giusta, dove ogni sentimento viene analizzato e dove ogni oggetto prezioso descritto riflette la vacuità di un mondo senza sentimento. Un mondo dove gli uomini sono manichini capaci di tante parole e pochi fatti, dove le donne perbene nascondo dietro un sorriso di circostanza rabbia, tristezza e manipolazione. Un romanzo pieno di parole e di scene perfette e di una malinconia struggente, dove però, alla fine, ti rendi conto che ciò che era più importante non è mai stato detto, ed è ciò che non è mai successo. E questo rende il libro non datato, assolutamente moderno, al di là della cornice storica a volte irritante, è una storia di rimpianto. Una parole per consigliarvi la visione del film che ne è stato tratto, con la regia di Scorsese (e Michelle Pfeiffer, Daniel day lewis e Winona Ryder come attori), uno dei pochi esempi di film tratti da libri che non sfigura con lo l'originale ma lo completa ed è anche a sé stante un bellissimo film.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lucia (12-10-2007) Cristallina e vivace è la condanna di una società ipocrita, fatta di maschere e manichini, di parole non dette, di sguardi carichi di parole mai udite, in cui di due protagonisti, dopo aver tentato inutilemente di liberarsi da maglie troppo strette, rimangono invischiati nella tela tessuta dai loro stessi familiari, involucri vuoti, prigionieri inconsapevoli di convenzioni apparentemente immutabili. Romanzo ricco, in cui il peccato non viene perdonato e in cui il mancato lieto fine è inevitabile. Solo l'ultimo capitolo, di una malinconia struggente e di una poesia nostalgica che tocca il cuore, riabilita appena ciò che per l'intero romanzo è stato condannato e coloro che hanno portato, agendo in modo a volte anche inquietante, alla separazione dei protagonisti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sdazio s.dazio@virgilio.it (16-04-2007) Storia di Ellen e May.
Vicenda dolorosa, di struggente passione e uomini pavidi, di quelle in cui un guanto slacciato e un bacio sul palmo della mano valgono più di trenta notti fra le lenzuola. Mirabile e spietato il giudizio su Newland, e il punto di vista dello stesso dalla cena di addio per Madame Olenska in poi.
Scene memorabili parecchie, fra cui scelgo:
May nei giardini al fianco di Newland, palleggia con l’idea di una fuga d’amore
Ellen di ritorno da messa incontra Newland, fra la neve
Ellen seduta e Newland al camino di casa di madame Olenska: si conferma un amore impossibile
Ellen e Newland conversano a Boston
May ricama un cuscino e Newland si sporge dalla finestra della biblioteca
Esperienza indelebile; delicatissimo il tratteggio con cui i contorni della moglie di Newland vengono sfumati sino a rendere May più sorniona e indecifrabile rispetto a quanto si vede nel film.
La scrittura femminile ben si adatta alla minuziosità della società newyorkese e alla presenza scenica della voce narrante; fondamentale la scelta di escludere i bambini dalla narrazione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nonna pokernonna@yahoo.it (03-07-2006) Ho molto apprezzato il libro, come tutta la produzione della Wharton, del resto; il film contiene però un raro studio di immagini, delle citazioni dell'Impressionismo etc. Ma vorrei che qualcuno mi dicesse (né il film né il libro lo fanno) chi è l'autore del quadro che ispira sia il libro che il film, ossia "L'età dell'Innocenza", del quale ho avuto notizia tramite un racconto di Carson Mac Cullers, Wunderkind, del 1936. Grazie Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Princess (14-03-2006) Trama banale e scontata che viene "abbellita" da abili descrizioni e punte di sentimentalismo. Mi ricorda un pò gli Armony da cui mi sono sempre tenuta alla larga ... Delusione! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (23-02-2006) Siamo nel 1870, dopo un matrimonio naufragato, la Contessa Ellen Olenska torna a New York dall'Europa, per cercare conforto e affetto dalla propria famiglia. Ma la tribù che l'accoglie con apparente comprensione è solo una facciata, dietro c'è tutta una serie di ipocrisie e convenzioni sociali che sgomentano un po’ Ellen, isolandola nella propria solitudine. L'unico che le viene in aiuto è Newland, fidanzato di May, cugina di Ellen che con coraggio la difende e la protegge dalle malignità cosidette "aristocratiche".
Inevitabilmente tra i due nasce l'amore. Ellen è uno spirito libero con una forza di carattere eccezionale. Newland la segue fino ad un certo punto, poi subentra il dovere sociale e soprattutto famigliare.
Probabilmente è uno dei più bei libri sull'amore che abbia mai letto. La descrizione dell'alta società americana, i dettagli che aiutano a capire come anche il solo spostamento di una forchetta possa fare inorridire chi nelle buone maniere di facciata è immerso fino al collo.
Libro coraggioso, scritto con critica feroce, anche se mascherata molto bene e con l'educazione dei tempi che furono.
May è una fragile creatura di porcellana persa in una serenità vacua, il cui unico pensiero è conformarsi alle regole e non farsi distrarre da nulla; si tratti di un libro o di persone non idonee al suo modo di vivere.
Ellen Olenska diventa, in mezzo a tutti questi sorrisi e tradizionalismi inutili, la donna che si vuole affermare come persona e non come appendice del marito, tra l'altro poco gradita e molto umiliata.
Con tenacia difende se stessa e l'amore che prova per Newland, ma nello stesso tempo arriva la consapevolezza che le proprie scelte non potranno mai basarsi sulla sofferenza di tutto il mondo che la circonda.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo gmpaolo.gambirasio@iol.it (14-01-2006) D'accordo su tutto quanto scritto dalla precedente recensione.
Fa meditare come nella societa' di 150 anni fa tutti sapevano di tutto di tutti (scusate il gioco di parole) mentre al giorno d'oggi probabilmente molti di noi non conoscono neppure il vicino di casa.
Non do un 5 perche' e' un voto che riserverei solo ai grandi capolavori, comunque e' un bellissimo libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Elena Marchetti elemarchetti@yahoo.it (23-08-2004)
Edith Wharton “ L’Età dell’Innocenza” ed. Teadue
Reduce da un matrimonio infelice con un conte polacco, Ellen Olenska torna alla sua città natale, la New York del 1870 con la ferma convinzione di trovarvi affetto e solidarietà dopo aver tanto sofferto. In realtà quello che troverà sarà un ambiente ostile, artificioso e legato a regole sociali imprescindibili e di conseguenza ostile verso chi, per educazione e vissuto si dimostri diverso e il folle amore, ricambiato ma impossibile, per l’unico uomo che le offrirà solidarietà disinteressata, Newland Archer, fidanzato della cugina di lei, May.
Al di là della trama ,comunque avvincente ,il libro merita di essere letto per l’accurata analisi che l’Autrice fa dei caratteri della società newyorchese di fine Ottocento e delle sue ipocrisie e e per la caratterizzazione della psicologia dei personaggi, quasi degna del primo Proust ma senza averne la complessità sintattica che a volte rende pesante la sua prosa.
Da questo libro è stato tratto il film omonimo che ha come protagonisti una splendida Michelle Pfeiffer, una compita Wynona Ryder e un distinto Daniel Day Lewis nei panni rispettivamente della Contessa Olenska, della cugina May e di Newland Archer. La regia è di Martin Scorsese ed è un film che merita di essere visto per l’accuratezza dei particolari, per come Scorsese si sofferma sulle minuzie che costituivano quel mondo, i gioielli, l’abbigliamento, gli interni (si notano alcuni pezzi della Freak Collection) con la professionalità di un Visconti ne “ Il Gattopardo”.
Di per sé è un bel film anche se, nonostante alcuni accorgimenti come la voce narrante, indispensabile per far capire il gap esistente tra pensiero dei protagonisti e la realtà in cui vivono, non riesce a rappresentare tutte le sfumature presenti nel testo.
Guardate prima il film e poi leggete il libro ; il contrario potrebbe essere deludente.,
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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