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Comastri Montanari Danila - Cui prodest? | Roma, inverno dell'anno 46 dopo Cristo. Un efferato assassino si accanisce sugli schiavi della domus di Publio Aurelio. È un sicario crudele, intelligentissimo, senza pietà. I suoi obiettivi prediletti sono gli omosessuali, ma, di tanto in tanto, non disdegna neppure vittime "normali". Chiamato a investigare, gli unici indizi che Publio Aurelio riesce a raccogliere sulla scena del crimine sono un'orma insanguinata e una pedina di latrunculi, gli antichi scacchi romani. Davvero poco per intuire un movente, seguire una pista, identificare un colpevole. Publio Aurelio, però, non ha scelta: deve giocare il tutto per tutto e smascherare l'assassino prima che torni a colpire per l'ennesima volta.
Fabio fabio.tadini@yahoo.it (30-10-2011) Al secondo approccio con i romanzi della Comastri Montanari dopo Parce Sepulto direi che è ufficiale: questa scrittrice ha tutte le carte in regola per essere considerata una delle migliori gialliste italiane. Questa volta siamo davanti alle indagini per smascherare il "solito" serial killer che però nulla hanno a che fare con le trame delle fiction televisive: qui non c'è l'aiuto dei CSI o dei RIS nostrani, per cui niente esame del DNA o accesso informatico a database internazionali del crimine, ma solo logica deduttiva e processo "trial & error". La trama scorrevole ed il tono ironico dei dialoghi tra Publio Stazio ed i suoi liberti (assai libertini invero!) portano il lettore a divorare il libro in poche serate (e questo è davvero l'unico rammarico) ingordo come è di scoprire il nome del colpevole e di comprendere le circostanze che lo hanno spinto alla sequenza insanguinata. Giunti alla conclusione del romanzo restano solo un paio di piacevoli effetti collaterali: il desiderio di leggerne subito un altro della stessa scrittrice e quello di acquistare un libro storico sulla Roma del periodo repubblicano di cui la Comastri Montanari - bontà sua - ti ha fatto innamorare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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