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Pastor Ben - La morte, il diavolo e Martin Bora | Ucraina, 1941.Tutto inizia con l'Operazione Barbarossa, l'attacco nazista all'Unione Sovietica. Tra i primi a varcare il confine tra Germania e Russia c'è un giovane capitano dell'esercito tedesco: il suo nome è Martin Bora, il detective che ha reso celebre Ben Pastor. Colto, distaccato, compassionevole e nel contempo severo, anche in Russia Bora sarà costretto a dare prova del suo talento investigativo, inciampando quasi subito nel cadavere mutilato di una contadina. Ma questo "corpo in cerca di giustizia" è soltanto la prima tessera di un mosaico che dalla Russia si allarga alla Praga del feroce Reinhard Heydrich, per poi dilagare, con nuovi personaggi, in altri teatri di guerra e caricarsi di risvolti sempre più minacciosi. E allora, a poco a poco, tra scene (e messinscene) del crimine, presenze fantasmatiche, intrighi spionistici, ricordi traumatici della Prima guerra mondiale e del conflitto civile spagnolo, ambigui gesuiti e aristocratici dalla doppia vita, questa "sinfonia in giallo" si trasforma in un autentico viaggio di conoscenza all'interno della storia europea (e dei suoi misfatti più vergognosi), fino ad arrivare non solo al cuore degli enigmi ma anche, simbolicamente, alla radice di alcuni archetipi che hanno accompagnato la cultura dell'Occidente: il Cavaliere,la Morte,il Diavolo...
| La recensione de L'Indice |
 Da Lumen (2001) a La Venere di Salò (2006), il lettore ha potuto seguire le vicende poliziesche dell'ufficiale della Wehrmacht Martin Bora attraverso narrazioni esclusivamente di ampio respiro, che accoglievano intrecci complessi e accurate analisi psicologiche. Allo stesso personaggio, l'ultimo lavoro di Ben Pastor riserva poco più di cento pagine, affidandogli tre casi che diventano altrettanti racconti capaci di replicare, in scala ridotta, lo schema narrativo dei trascorsi romanzi. Il primo è ambientato in Ucraina, un mese dopo l'inizio dell'Operazione Barbarossa. Ruota attorno al ritrovamento del cadavere della prostituta di un villaggio in cui si trova a studiare il folclore locale Vladimir Propp. Considerato il suo ruolo nella vicenda, l'autore della Morfologia della fiaba non avrebbe esitato a definire se stesso, in questo caso, un "aiutante" dell'eroe. Teatro del secondo racconto è Praga nel 1942 e Martin Bora indaga sull'assassinio di un informatore civile del Reich, mentre un attentato uccide il gerarca nazista Heydrich. L'Appennino nord-occidentale nel corso del 1944 è sfondo all'ultima storia che, a quattro omicidi, unisce la cattura di alcuni partigiani e uno scambio di persona. L'altra novità di questo testo si rintraccia nelle restanti due sezioni, costituite da un mannello di racconti ambientati in tempi e luoghi lontani da Martin Bora ma a lui legati dal fil rouge della guerra: dal fronte italiano nel corso del primo conflitto mondiale alla Sarajevo in fiamme, dalla Milano secentesca e appestata alla turca Gallipoli nel 1915. Qui, accanto a storie tinte di giallo, si affastellano racconti di altro genere, qualificabili come ghost stories, con il risultato di una miscellanea che manca di sufficiente robustezza per brillare di luce propria. Rossella Durando |
Media Voto: 4.5 / 5lucio (13-03-2009) Niente male, niente male. Divertente, elegante, molto calcolato, molto colto e piuttosto ironico (nei momenti migliori, vedi Panis Angelicus o Tri Brata). Un solo appunto: ma se Martin Bora è un oppositore al nazismo, com'è che tratta così male i partigiani? In fondo dovrebbero stare dalla stessa parte, no? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elena (11-02-2009) Ho comprato questo libro non solo perché sono un'appassionata di gialli e apprezzo Martin Bora come personaggio, ma anche perché ho letto una recensione che concludeva dicendo: finalmente una vera scrittrice. A lettura ultimata confermo il giudizio: finalmente (anche se per me non è una novità) una vera scrittrice. Un libro molto bello, che non annoia mai e che tiene desta l'attenzione con storie e ambientazioni sempre molto indovinate e originali, tra le cose migliori di questa scrittrice grazie al cielo "maschiaccia". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alberto (19-01-2009) C’è una logica da compilation che forse può spiazzare, ma andando avanti ci si accorge che i racconti sono davvero intimamente uniti e il collante è la guerra che, sotto ogni cielo e durante ogni tempo, non cambia mai. L’abilità della Pastor, sia letteraria che di invenzione di storie, di rimanere sempre se stessa anche quando affronta scenari diversi ha davvero qualcosa di diabolico. Un libro incantevole, anche se forse non è l’aggettivo giusto, visto che il sangue scorre a fiumi e c’è almeno un morto ammazzato ogni 10 pagine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lidia (08-01-2009) Belle storie, scritte con grande cura e ottimo stile, dove il giallo va verso il nero o il nerissimo, soprattutto in "Bocca d'Inferno" e nell'eccezionale "Il cavaliere, la morte e il diavolo" (meritevole di essere letto nelle scuole, visto che si riallaccia direttamente, con grande scrupolo storico, alla Milano della peste dei "Promessi sposi"). Un unico appunto: ci tocca aspettare ancora per sapere se Martin Bora sopravviverà alla guerra... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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