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Aguèdas Sebastian - La morte nel sacco | Nel 1527 Roma è una città cosmopolita, colta, vivacissima. Tutto però finisce il 6 maggio, quando le truppe imperiali irrompono nell'Urbe. Il loro comandante è morto durante l'assalto, ucciso da Benvenuto Cellini, e gli invasori non riconoscono più alcuna autorità. I lanzichenecchi al servizio dell'impero si avventano sulla città come un branco di lupi. Conventi e case sono presi d'assalto, stupri e assassini sono ovunque. Il famigerato "Sacco di Roma" ha ormai preso avvio. È in questo contesto di inaudita ferocia che si dipana la missione impossibile di due investigatori per caso: lo spagnolo José Garcia e lo stesso Benvenuto Cellini, i quali, per incarico del Papa, dovranno mettersi sulle tracce di un assassino seriale di cui è noto solo il soprannome: il Bagatto. Ma per quale motivo, in una città sconvolta da migliaia di morti, un solo assassino riveste una simile importanza? E che significato ha un libro che il Papa vuole recuperare ad ogni costo? Alla fine dell'inchiesta tutte le domande troveranno le loro imprevedibili risposte... Sotto lo pseudonimo di Sebastian Aguédas si nasconde uno scrittore e saggista che, pur essendo italiano, ha relazioni intellettuali saldissime con l'Andalusia e la cultura ebraico-spagnola. Specializzato nella ricostruzione storica dei rapporti tra pensiero scientifico e tradizione alchemica, Aguèdas ha trascorso sei anni presso archivi e istituti universitari per effettuare le ricerche necessarie alla stesura del libro.
Marcello77 (30-11-2010) Ragazzi, che bella sorpresa! Non so nulla di Sebastian Aguedas, quanto sia spagnolo, quanto italiano o altro (come spiega in modo un po' misterioso la nota biografica), ma "La morte nel sacco" (irresistibile gioco di parole, visto che il racconto si svolge durante il sacco di Roma del 1527) è davvero un thrillerone coi fiocchi. Ottima trama, ambientazione affascinante, splendidi personaggi e dialoghi credibili. Azzeccatissima l'idea di usare Benvenuto Cellini come fosse lo Jena Plisken di "Fuga da New York", incaricato dal Papa di una missione impossibile dentro una città, Roma, messa a ferro e fuoco dai lanzichenecchi. E il finale è quasi filosofico: dopo tanto sangue, violenza, omicidi, tradimenti, sete di potere, sadismo, crudeltà varie e assortite, chi vince davvero, con un ultimo colpo di scena, è... l'ironia. Complimenti, un romanzo davvero riuscito, che sa divertire in modo avvincente e a suo modo sofisticato. Spero che prima o poi Aguedas ce ne proponga un seguito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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