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Druznikov Jurij - Angeli sulla punta di uno spillo |
Mosca, fine degli anni '60. Makartsev, caporedattore della Pravda, è colpito da un infarto vicino al palazzo del Comitato centrale del partito comunista, dove ha partecipato a una importante riunione. Il suo cuore è ormai debole e in un continuo stato d'ansia per il tentativo costante di seguire fedelmente la linea del partito, di fare propaganda ortodossa, di apparire un comunista senza macchia. E la misteriosa comparsa sulla sua scrivania di un manoscritto clandestino - e sovversivo - è il colpo di grazia. Da dove viene? Chi l'ha visto? Che fare? Il romanzo satirico ha venduto 250.000 copie nella sua prima edizione ed è stato prescelto dall'Unesco come il migliore romanzo contemporaneo in traduzione. Nel 2001 Druzhnikov è stato candidato al Nobel.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Denebola francesca.giorgini1@alice.it (31-03-2008) Libro bellissimo;scritto con grande maestria e sapiente umorismo(alcuni episodi sono davvero gustosissimi).Oltre ad essere molto istruttivo nonché stimolante per i neuroni,questo romanzo è anche un ottimo studio di caratteri;Rappoport è a mio parere il personaggio più riuscito,l'ho adorato!cosa manca per il capolavoro?beh,effettivamente la trama è un po' debole(pur con alcune trovate geniali,vedi le apparizioni del marchese de Custine);la struttura narrativa non è molto salda e il finale è forse troppo aperto(eccezion fatta per quanto riguarda Makarcev:da quel punto di vista è perfetto)...ma,in effetti,il plot è solo un pretesto usato dall'autore per fare della splendida satira. Voto: 5 / 5 |
MASSIMO (21-01-2007) Tipico romanzo ben costruito con non pochi richiami al modello di Bulgakov de "Il maestro e Margherita", ma lascia un pò di amaro in bocca il finale. Certo non mi aspettavo il colpo di scena di un giallo tradizionale, ma qualcosa in più si. Inutile sottolineare che i personaggi sono tratteggiati con estrema eleganza, così come con estrema precisione gli ambienti, di cui pare addirittura di percepire i rumori e gli odori, tanto vicina alla realtà è la descrizione che ne fa l'Autore. Assolutamente azzeccato, tra ironia e paradosso il personaggio dell'"urologo del regime". Però quel finale... Voto: 3 / 5 |
maria antonietta (17-11-2006) Libro molto bello, ma certo di non facile lettura. L'ideale sarebbe leggerlo in poco tempo per poi rileggerlo con più calma subito dopo. Voto: 4 / 5 |
Guido (13-10-2006) fatto da piccoli racconti tenuti insieme dal filo della trama. Romanzo molto bello da leggere d'un fiato, ironico, drammatico, fantastico con racconti che fanno pensare al Bulgakov del Maestro e Margherita. Voto: 5 / 5 |
gianluca (21-09-2006) Il migliore libro dell'anno. Dopo averlo letto, può capitare per giorni di citarne brani agli amici. Finalmente un libro di grande letteratura. Voto: 5 / 5 |
Filippo (29-08-2006) Ho acquistato il libro incuriosito da una frase del grandissimo Solzenicyn che l'editore ha messo in copertina. Ma al di là di una denuncia esplicita della illiberalità del regime sovietico anche in tempi assai recenti, il libro non ha nulla a che spartire con le vette toccate da Solzenicyn che viene anche nel libro ripetutamente citato. Ho trovato il libro di Druznikov senza capo ne coda, intramezzato da innumerevoli ritratti e storie personali di personaggi marginali il cui solo scopo è quello di denunciare, in modo totalmente slegato ed avulso dal contesto principale, l'intrusività della dittatura sovietica nella vita delle persone, ma che ha l'unico rislutato - a mio modesto avviso - di rendere ancora meno fluido l'intreccio peraltro volutamente inconsistente (ma a tutto c'è un limite).
Lo consiglierei a giovanissimi che possono comprendere con questo testo semplice e ricco di esempi didascalici il valore della libertà e della democrazia. Per tutti coloro che hanno passato i 18 consiglio di leggersi Arcipelago Gulag di Solzenicyn. Voto: 2 / 5 |
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