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Atwood Margaret - L' assassino cieco | "Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura precipitò con l'auto giù da un ponte." Sono queste le prime parole, semplici ma inquietanti, con cui Iris Chase, la voce narrante del romanzo, decide, a ottantadue anni, di raccontare le tormentate vicende della sua famiglia nell'arco di quasi un secolo. Ma sin dall'inizio il racconto di Iris viene interrotto dagli stralci di un altro romanzo, una scabrosa storia d'amore scritta dalla sorella tragicamente morta e pubblicata postuma con enorme successo: "L'assassino cieco". Il protagonista del romanzo, un uomo in fuga, inventa per la sua amante una storia di fantascienza su un pianeta inverosimile, dando, così, vita a un terzo livello narrativo.
17 recensioni presenti. Media Voto: 4.05 / 5silvia (08-11-2011) Le memorie di un'anziana signora, pervase di amarezza per un'esistenza trascorsa senza opporsi, si alternano a un fantomatico romanzo amoroso, il cui protagonista narra dozzinali storie di fantascienza. Il disvelamento di ogni mistero viene relegato nelle ultime pagine del libro, quando ormai non c'è più spazio per indulgere nei dettagli, largamente impiegati in precedenza per costruire una suspence che verrà poi disattesa. Si trae beneficio maggiore dalla lettura del romanzo immediatamente precedente: "L'altra Grace", più fluido, verosimile e positivo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
missfarfalla (24-03-2011) Intenso, doloroso, emozionante. Una narrazione che parte lentamente, poi si avvolge in giri sempre più stretti, come una spirale; mi ha catturata come da tempo non mi succedeva con nessun libro. Come già è stato scritto in un altro commento, non informatevi prima sulla trama: meno ne sapete, più lo assaporerete. Semplicemente "entrate" in questo racconto, fidatevi dell'autrice, e lasciate che Iris Chase vi porti per mano nel suo mondo finto-dorato e ormai lontano; cercate di sentire le sue emozioni, la sua amarezza e il suo tormento: se ci riuscirete, farete una lettura di quelle che non si dimenticano per molto tempo.
Ovviamente non tutti abbiamo gli stessi gusti, ma se siete su questa lunghezza d'onda è un romanzo di quelli che toccano qualcosa dentro, che lasciano qualcosa, mentre li si legge ed anche dopo: e questo succede solo con pochissimi libri, i più speciali. Incontrarne qualcuno è' una fortuna rara (e ancora di più da adulti, quando la capacità di sorprendersi ed emozionarsi si è ormai appannata), ma per me questo lo è stato, ed ho una grande gratitudine per chi me lo ha consigliato.
Leggerò altro della Atwood: peccato però che l'altro titolo che mi era stato consigliato, "La donna che rubava i mariti", a quanto pare non sia più in commercio. Se era al livello di questo, è veramente una perdita! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Overseasl overseasl@yahoo.it (01-07-2008) L'assassino cieco è un libro a volte duro, a volte cinico, a volte ironico, sempre poetico. Racconta i sogni infranti e le speranze,i rimpianti e fallimenti di Iris e sopratutto della dolce Laura, l'imperscrutabile sorella "diversa" in tanti modi. Ma è anche la storia di un assassino cieco che amava una fanciulla, bellissima e muta, e della loro tragica morte, insieme così fantastica e così umana. L'assassino cieco racconta di inganno e di vendetta, di affetto negato e di solitudine, lunga 50 anni. Parla di rancore e, infine, di giustizia. Perché giustizia è ciò che vuole Iris, per la figlia,morta , per la nipote, tratta in inganno da una donna crudele, per Laura, tragica vittima di una tragica colpa. E la vuole per sé stessa, burattino infelice e stanco, prigioniera di una vita scelta da altri. Pretende giustizia, è lo farà fino all'ultimo: "Nonna, mi dirai,e con quelle parole non sarò più una rinnegata". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ceia ceiaceia@alice.it (01-04-2007) Il suicidio di una donna, Laura. E un fascio di quaderni legati da uno spago, trovati da un’altra donna, Iris - è sua sorella.
E una fotografia, anzi no. Non proprio. La descrizione di un pezzetto di fotografia. Vecchia di anni. In bianco e nero. Una fotografia scattata una vita fa che ritrae giovani sorrisi spensierati. La Atwood parte da qui, e scrive un capolavoro. Potrei sprecare aggettivi, per descrivere le emozioni che mi ha trasmesso questo romanzo durante i giorni che mi ha fatto compagnia: bellissimo, seducente, misterioso, intrigante, malinconico, pregnante, importante, doloroso, dolce, romantico, cinico.
Ognuno di questi aggettivi lo racconta e racconta i miei stati d’animo in fase di lettura.
Impossibile parlare del romanzo senza far cenno alla trama, ma ancor più impossibile è farlo senza rovinare la sorpresa a chi volesse leggerlo e consiglio, CALDAMENTE, a chi avesse intenzione di leggerlo di lasciar perdere recensioni e quarte di copertine per dedicarsi al libro stesso: ha una storia avvincente come poche, non è un thriller ma si legge come tale. E, aggiungo io, meno se ne sa e meglio è.
Per quanto riguarda la struttura:
L’Assassino cieco è tre romanzi, uno dentro l’altro, come le matrioske che stavano in camera dei miei genitori tanti anni fa, e che mi appassionavano e mi intrigavano: una bambolina bella e finita che quando l’aprivi ne conteneva un’altra altrettanto perfetta ma solo più piccoletta, all’interno della quale ce n’era un’altra ancora…
BELLISSIMO. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
corona (26-08-2004) Uno dei più bei libri che abbia mai letto.
Coinvolgente , tecnicamente impeccabile , e molto originale.
Mi è piaciuto veramente tanto lo consiglio a tutti anche se è vero che l'inizio è un po' difficile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
io (07-07-2004) La prima volta che ho provato a leggerlo, l'ho abbandonato perchè non riusciva a coinvolgermi...ma la seconda volta, superato lo scoglio, francamente arduo, delle prime pagine mi ha stupito per la rara maestria con cui le storie, gli stili e i personaggi si fondono. Bello davvero, ma tanto complesso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alessandra uncinett@freemail.it (09-01-2004) non riesco ad andare avanti!non mi coinvolge, la trama è troppo frammentata in una lunga serie di descrizioni! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
georgia (08-01-2004) bellissimo - appassionante e ben congegnato. Suggerisce senza dire, fa capire senza spiegare. veramente una bella sorpresa per me che non conoscevo l'autrice. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elena (02-06-2003) la bravura di questa autrice si evidenzia nella sua capacità narrativa dal momento che il romanzo racchiude in realtà tre storie che si sviluppano secondo lo schema della cornice. la vicenda principale è quella maggiormente avvincente che riesce a catturare il lettore fino all'ultima pagina.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fernando Montrasio montras@tin.it (08-07-2002) Ritratto di ambiente ed epoca molto dettagliato, gioca sul contrasto tra i due (tre) filoni narrativi, e coinvolge in maniera lenta, ma sempre più profonda, fino a colpire al cuore. Il fatto che il finale sia prevedibile è sicuramente volontà dell'autrice, che lascia trasparire la verità poco alla volta, suggerendola con dettagli disseminati qua e là ben prima delle ultime cento pagine del romanzo. Il vero centro narrativo non è però la conclusione, ma la ricostruzione, profonda e convincente, della lenta deriva della protagonista, e della sua apparente passività, che non può non concludersi con la ribellione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
minou (04-06-2002) Coinvolgente, appassionante, crudo in alcuni momenti e contemporaneamente tenero e struggente nella epica storia che si snoda pagina dopo pagina. Uno dei libri più entusiasmanti letti ultimamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maria attellor@yahoo.com (01-05-2002) un romanzo, uno e trino. Tre storie, tutte e tre avvincenti.Entusiasmante! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giulia (06-04-2002) Un palazzo perfettamente costruito.Perfetti sono anche la scelta della famiglia che lo abita e il modo in cui la scrittrice sposta i personaggi di stanza in stanza, di capitolo in capitolo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Diana (29-09-2001) Una pizza incredibile. uno dei pochi libri che non ho finito. Inutile, sconclusionato, supponente, dimostra la presunzione della scrittrice. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gianna Dalle Rive giannadr@yahoo.it (03-07-2001) Un bel libro: grande intreccio e passaggi memorabili. Non riesco a liberarmi dalla sensazione incombente della "eccessiva" intelligenza della Atwood. Troppo ben architettate le tre trame convergenti (convergenti nella quarta dimensione della narrazione di Iris, che dovrebbe essere sorprendente, ed è invece sorprendentemente prevedibile, tanto che per gioco l'avevo prevista, chiudendo il libro a cento pagine dalla fine, ed immaginando il resto prima di finire di leggere, o forse voleva proprio questo?)Insomma: mi sembra che manchi il sentimento, ma temo di sbagliarmi. Mrs. Atwood ha preso il Booker Prize, ergo devo sbagliarmi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Maria Francesca Gnudi mariafrancesca.gnudi@azimut.it (12-06-2001) Ho sempre letto, tanto, ma ultimamente non riuscivo a trovare un romanzo che riuscisse a trascinarmi, a farmi sfogliare avidamente le pagine, una dopo l'altra, sperando di arrivare alla fine ma nello stesso tempo di non arrivarci mai. "L'assassino cieco" rientra perfettamente in questa categoria: è assolutamente catalizzante.
Non ci si può non appassionare ad Iris, Laura, Alex e alla loro turbinosa storia che si snoda nel corso degli anni; si sorride, a volte si ride, sempre ci si immedesima nei personaggi.
Complimenti, Mrs. Atwood! MFG Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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