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Picouly Daniel - Paulette e Roger |
 Zoom della copertina |
Titolo | Paulette e Roger |
| Autore | Picouly Daniel | Prezzo Sconto 50%
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€ 6,50
(Prezzo di copertina € 13,00 Risparmio € 6,50)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2002, 256 p. | | Traduttore | Bruno F. |
| Editore | Ponte alle Grazie
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Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | Attenzione! In questo periodo il titolo è disponibile entro 6 settimane a causa della chiusura temporanea del fornitore. | | 
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| Il 5 novembre 1943, un bambino viene letteralmente paracadutato nel suo stesso passato: cinque anni prima della sua nascita, questo bimbo un po' testimone e un po' voyeur, osserva e frequenta trepidante i suoi genitori, commentandone le azioni e, spesso, intervenendo nel corso della Storia del mondo e in quello della storia della Famiglia. Si ritrova ad essere, come il protagonista di "Ritorno al futuro", spettatore e attore al tempo stesso del suo passato.
| La recensione de L'Indice |

Le storie di famiglia si trasmettono di genitore in figlio, e acquistano sapore e magia a ogni passaggio generazionale. In una famiglia numerosa come quella di Daniel Picouly, questi racconti acquisiscono un vero e proprio carattere epico, suscitando modi di dire e parole d'ordine che i più piccoli non sono in grado di decifrare. Cosa vorrà dire, ad esempio, "ho fatto un bel progresso con vostra madre grazie al mio primo volo planato"? Perché papà è geloso del mitico comandante del Graf Spee? In cosa consiste la Maledizione delle Cinque Mani? Infine: quale vicino denunciò papà alla Gestapo? Le risposte a domande di questo tipo restano un mistero per la maggior parte delle persone, ma non per Daniel Picouly, che in questo romanzo riesce a paracadutarsi in piena Francia occupata cinque anni prima della propria nascita, con l'aspetto di se stesso bambino. Questa situazione gli permette di essere testimone oculare della storia della sua famiglia, e di capire finalmente l'origine di frasi, atteggiamenti, superstizioni, che hanno accompagnato la sua infanzia. Gli episodi si fondono l'uno nell'altro, sull'onda di un dialogo interiore, e trascinano il narratore in momenti diversi della manciata d'anni che ha visto il corteggiamento e il matrimonio dei genitori. Le avventure vissute dal protagonista non possono essere che frammentarie, perché "la posterità é una sclerosi a placche", e la molla che provoca questi salti nel tempo pare proprio la memoria, la rievocazione di frasi udite dai genitori. Nonostante un intersecarsi un po' macchinoso dei piani temporali e narrativi, Paulette e Roger riesce a raggiungere una certa freschezza, soprattutto quando indugia nel colore della provincia francese degli anni quaranta. Quando un personaggio secondario dice di dover approfittare dell'assenza dei figli per andare a letto con la moglie, che in quelle occasioni è "un po' chiassona", il commento del narratore è: "Chiassona! è incredibile tutto quello che si può mettere in una sola parola!" Le boutades e i bisticci linguistici (che hanno spesso messo in difficoltà il traduttore) sono lo stratagemma adottato da questo romanzo esuberante per inserire il lettore nel microcosmo familiare vivacemente descritto, e iniziarlo al lessico della tribù. La cocasserie del romanzo non riesce tuttavia a dissimulare la commozione del narratore di fronte alle gesta della propria famiglia, e in particolare a quelle dei genitori, in un momento storico delicato come quello della drôle de guerre e della prima parte della seconda guerra mondiale. Il delicato frangente politico ha il pregio di variare un quadro familiare che si presta a essere romanzato, ma che i lettori di Picouly già conoscono: Paulette, vedova con nove figli, sposerà Roger, di sette anni più giovane di lei e di origini martinicane. Che le avventure di Paulette e Roger si ispirino alla realtà, o che servano esclusivamente a rendere ancor più efficace la formula narrativa di Picouly poco importa: "Quello che dico è vero. Quello che non dico lo è altrettanto. Quello che invento lo è molto di più", ammicca l'autore dalla prima pagina. |
Media Voto: 3.5 / 5claudia ercolone@libero.it (17-06-2003) Sono pochi i libri che non termino di leggere, questo è uno di quelli. Forse non ho colto il senso nascosto di questo racconto, sta di fatto che mi sono annoiata a morte. Voto: 2 / 5 |
Mauro (16-03-2002) Un libro stupendo. Un inno alle mamme, ai papà, ai fratelli ed alle sorelle. Lo sconsiglio tuttavia a chi cova nel cuore il desiderio di un altro figlio, se la ragione gli suggerisce di lasciar perdere. Voto: 5 / 5 |
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