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Londra 1862. Il destino di due orfane cresciute a poche miglia di distanza in ambienti sociali molto diversi si incrocia in modo nel tutto casuale. A Sue Trinder, orfanella figlia di un'assassina, cresciuta felicemente tra ladri e piccoli delinquenti del West End di Londra, viene offerta una chance: guadagnare duemila sterline in un colpo solo. Il suo compito sarebbe di farsi assumere come cameriera da Maud Lilly, una signorina ricca e ingenua. Con l'aiuto di Sue l'ideatore del complotto dovrebbe sedurre la vittima per sposarla e impossessarsi del suo patrimonio. Naturalmente a nozze avvenute il piano proseguirebbe con l'eliminazione della giovane. Sue accetta la proposta.
Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti. Media Voto: 4.34 / 5Lenni erailduemilaquattro@yahoo.it (02-09-2009) Per MARVY:
Aspettiamo trepidanti un tuo romanzo con dei colpi di scena meno banali allora... dai dicci... quando esce?
Devo ammettere che un colpo di scena in particolare, io, nella mia mediocrità, non lo avevo immaginato e, quando è arrivato, mi ha deliziata.
In ogni caso non è solamente in questo che sta la bravura della scrittrice.
E' l'unità del libro, in cui le parti sono saldate e coerenti nonostante i balzi nel tempo e nello spazio.
(Cosa che ho trovato anche in "turno di notte")
L'elemento potentemente ma sottilmente unificatore è proprio .. "ladra", che non è solo l'iniziale attività della protagonista, "ladra" è il nocciolo della storia, l'essenza del libro se così si può dire.
Chi ha rubato cosa a chi? Chi è il vero ladro? E qual è la "cosa" sottratta?
Tutti hanno rubato - o ne hanno l'intenzione - qualcosa a qualcuno, non solo oggetti ma nomi e identità, speranze e destini.
Non tutto quello che è stato rubato viene restituito, ma alla fine una sorta di giustizia punisce di qua e risarcisce di là.
Il finale, è vero, è piuttosto "lungo". Sembra non terminare più e tiene sulle spine.
Si può dire che a fronte della chiarezza della situazione e dell'intreccio dei primi due grandi capitoli, la terza parte sembra inutilmente intricata.
Forse avrei preferito una conclusione piu semplice e lineare, ma non basta questo a farmi cambiare opinione sul romanzo: l'ho trovato avvincente e ben fatto.
E poi, parliamone, finalmente una scrittrice che si dedica alle lesbiche senza scrivere di psicodrammi o storie di repressione e infelicità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Albatross (14-05-2008) Fantastico! 500 pagine sono volate letteralmente via in 3 giorni, era da molto tempo che un libro non mi prendeva così.
Una grandissima storia, molto d'atmosfera, ottimo stile, trama ben congegnata e con numerosi colpi di scena, molto bella la storia d'amore (quest'ultima in effetti un pochino di approfondimento in più poteva riceverlo, ma è ottima ugualmente). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
angela (02-07-2007) Mi associo al commento di silvia, ma diminuendo l'enfasi. Nulla a che fare con Ian Pears. Diciamo che, visto il talento, l'autrice poteva sicuramente risparmiarsi qualcosa e nel contempo fare qualcosa in più per rendere il romanzo di maggiore qualità letteraria. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marvy (07-05-2007) Non capisco tutto l'entusiasmo dimostrato per questo romanzo banale. L'ho trovato di una noia mortale e per nulla accattivante, per non parlare dei "colpi di scena" che per me sono stati assolutamente prevedibili! Lo sconsiglio vivamente, a meno che non abbiate bisogno di un libro per addormentarvi la sera... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
chi chi-val-a@libero.it (04-07-2006) Senza sonno (© jemmy I/05)
“Se i miei pensieri fossero martelli o piccioni, sarei libera diecimila volte. Ma i miei pensieri erano più come veleni. Ne avevo così tanti che mi facevano stare male”. Ci sono due ragazze, un castello, una donna che cresce bambini, un uomo immobilizzato dai libri e dal ruolo, servitù invisibile, espedienti geniali, ladri e ricettatori resi appena vigliacchi e silenti dalle acque melmose del Tamigi. C’è un passato che sta prima delle cinquecentodieci pagine di Ladra e che a fatica riaffiora e qualche volta suppura. Il passato quando risolve, rompe e condanna. Anche se l’unica colpa è quella sancita dalle convenzioni degli uomini e del loro censo. Non ci sono bugie solo invenzioni che sostituiscono perfettamente una realtà ad un’altra. Senza intersecarsi. Una donna bussa a una porta, è incinta, mette al mondo una bambina, la donna scompare la bambina cresce. Una bambina cresce. La potenza dei bambini è quella di crescere indipendentemente dall’articolo determinativo o indeterminativo che si utilizza per identificarli. Sue e Maud vivono all’oscuro l’una dell’altra, una in un castello l’altra nella casa dei ladri e degli assassini. Una pudica e protetta nonostante tutto l’altra libertina e riflessiva a dispetto delle mura di pietra. C’è un errore di percezione, c’è odore di frode. Come è possibile che la furbizia attecchisca in una durata senz’aria e senza tempo, in una brughiera distante dalla corruzione del mondo? C’è un inganno che è una scatola cinese e che richiede sedici anni e libri che bruciati riscalderebbero assai meno. Che libri? “Di quante storie ha bisogno un solo uomo?”. Sue e Maud si incontrano e le realtà si intersecano e cominciano a contraddirsi. Ma come uno scricchiolio. Senza crepe apparenti. Sarah Water costruisce un romanzo paziente. Scrive di gente che, incurante del tempo e delle devastazioni che il tempo impone a corpi cose e animi, rimane uguale a se stessa, motivata motivante e imperterrita. Costante. Paziente. Ladra è un romanzo in attesa, l’autrice compri Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paola alchechengi-@libero.it (08-03-2006) Un piacere che finisce troppo presto, nonostante le 500 pagine. Suspance, amore, passione,intrighi, particolari ed ambientazioni che ti calano nei luoghi e nell'atmosfera anche un po' cupa dell'Inghilterra dell'800. Ma ciò che mi è piaciuto di più, è la capacità dell'autrice di evidenziare come spesso nulla è ciò che sembra. Nulla è come in realtà appare. Ed anche le eventuali affinità spesso non si rivelano per questo motivo. Mi è stato regalato da un'amica e le sono grata! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chicca patty.val@fastwebnet.it (20-07-2005) Scritto molto bene,stupende le descrizioni della campagna inglese,quasi tutti azzeccati i colpi di scena.Veramente bello.Ho fatto un ottimo acquisto.ho trascorso ore piacevoli. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
silvia mordrain@yahoo.it (04-05-2005) Il punto forte dell'opera è la capacità dell'autrice di scrivere un feuilleton ottocentesco, denso dei tropoi che lo caratterizzano, aggiungendo quelle sottili variazioni che consentono ad un lettore contemporaneo di provare le stesse emozioni un tempo ricercate in Dickens & Co.
Plot avvincente, quindi, e delizioso gioco di specchi nella narrazione incrociata delle protagoniste (stile Pears nel La quarta verità). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
laura (14-09-2004) uno dei libri più belli che abbia letto, ti dispiace averlo finito, pieno di colpi di scena. bello, bello, bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mariangela (09-09-2004) Ho acquistato questo libro sull'onda (che con il senno di poi posso definire anomala) delle buone recensioni visionate. Devo dire che sono rimasta alquanto stupita nel constatare quanta "carne al fuoco" viene accumulata nello sforzo di rendere un romanzo avvincente.
Fatico a trovare originale una vicenda, di cui aspettavo soltanto una fine che pareva non arrivare mai, perché troppo somigliava ad una telenovela. Lunga, irta di intrighi artificiosi, pretestuosi colpi di scena senza troppe pretese, situazioni che a tratti la narrazione non riesce a rendere verosimili nemmeno nell’ambito di un romanzo.
Certo lo stile non è da buttare, tuttavia l’ho trovato sterile, incapace di lasciare una traccia dietro gli occhi del lettore. Nemmeno la relazione amorosa (poco più che accennata) tra le due ragazze riesce a smuovere la lettura che procede alquanto piatta. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
simone simone@caporello.net (07-09-2004) Notevole. Senza altre parole o commenti che possono solo sminuire il lavoro di questa Sunday Times Young Writer of the Year. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Princess (03-07-2004) Bello, bello, bello! Intreccio avvincente, colpi di scena e poi quell'ambientazione un pò cupa ke tanto mi piace! E' un romanzo originale ke ti tiene incollato fino all'ultima pagina. Da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gilraen (01-07-2004) Bello, davvero bello. Un romanzo intrigante, avvincente e appassionante, ben congegnato e ricco di momenti di suspance che ti stupiscono piacevolmente.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
erika (17-05-2004) incredibile, fantastico... tra i migliori mai letti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianna giannadr@yahoo.it (08-03-2004) Le ragazze vittoriane... quelle mammolette pallide con i capelli (unti) pettinati in bande ordinatissime: cosa bolliva in quelle loro menti torbide, forgiate da privazioni e the, da divieti e rispettabilità? Entrambe le protagoniste, la signorina e la ladra, richiamano irrestibilmente (ed esplicitamente) i personaggi di Dickens: Nancy, l'innocente Oliver Twist, il crudele e mellifluo Fagin. Una Londra sporca e gremita, squallida e tentacolare, e una campagna livida, sono lo sfondo meravigliosamente tratteggiato di un romanzo malizioso, cattivo e coinvolgente al punto giusto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
chiara171 chiara171@libero.it (04-03-2004) Intreccio molto ben congeniato ed atmosfera intrigante. Stile a tratti un po' stopposo, ma scorrevole e denso. Finale che rammenta il gotico ottocentesco. Non male. 04/03/2004 Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea Ighina (01-03-2004) Davvero una piacevolissima scoperta,trama mozzafiato, colpi di scena, perfetta ambientazione storica.E' un peccato non vederlo nelle classifiche di questo sito.Assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefania (28-02-2004) Ho appena finito il libro e sono triste perchè quando un libro è così bello, dispiace sempre terminarlo.
E' un romanzo intrigante e completo, storico, giallo e d' amore.
Passate le prime cinquanta pagine, non si vede l' ora di vedere come finisce. E finisce bene, molto bene. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisabetta V. (20-02-2004) Allora… “Ladra”, urka che bel titolo. Cioè, anzi.. il titolo di per sé mi avrebbe fatto schifo (posso dirlo ?) se fosse stato il solito fumettone ambientato ai giorni nostri, magari americaneggiante e inserito nell’ambito di qualche bieca multinazionale o cose del genere. Invece mi piace perché è ambientato nell’Inghilterra dell’800. C’è una bella differenza. Vuoi mettere l’atmosfera ? La nebbia fitta, il cielo bigio (non grigio, bigio), il Tamigi maleodorante ma tanto pittoresco… e il sottobosco della malavita che vive (o sopravvive) a metà fra nefandezze e cordialità. Insomma ho scelto il libro perché amo il genere storico, o finto tale… Fatto sta che fino alle prime circa 40-50 pagine circa la “Lettrice” (cioè la sottoscritta) pensava che la “Ladra” la stesse facendo schiattare per la noia. Troppi dettagli, troppe circonlocuzioni, troppi giri di parole… Poi, verso pagina 100 mi sono ritrovata persa nel gorgo del “chissà adesso cosa succede ?”. Domanda che mi sono posta più e più volte nel corso delle totali 500 pagine. Cosa non da poco. Anche perché l’autrice è abilissima nel buttare lì frasi del tipo: “… al momento sembrava che fosse così, ma poi…”..ecc… Voto: 4 / 5 |  |  |  |
CRISTINA (03-02-2004) 500 PAGINE CHE TI TENGONO COL FIATO SOSPESO. VERAMENTE BELLO Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 23
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