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Giacobbe Giulio C. - Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita |
Dietro a questo titolo provocatorio si nasconde un manuale "prêt-à-porter" che i nevrotici, o aspiranti tali, dovrebbero tenere in tasca. Esso utilizza tecniche yoga, buddhiste e zen, praticate da secoli dagli orientali (evidentemente anche loro nevrotici) ma esportabili anche a noi poveri uomini e donne dell'occidente. La nevrosi ci sommerge di ansie e di paure che ci impediscono di gioire della vita e dei rapporti con gli altri. Eliminando il pensiero nevrotico (le seghe mentali) e ritornando a quella realtà da cui esso ci allontana, possiamo imparare a godere delle vita e delle cose che ci stanno intorno. L'autore insegna Fondamenti delle discipline psicologiche orientali all'Università di Genova.
Recensioni 1 - 20 di 130 recensioni presenti. Media Voto: 3.6 / 5antonio (23-11-2009) Libro regalato. E' uno dei più brutti che abbia mai letto. Mischia concetti spicci di Zen, Yogha, Buddismo e psicoterapia cognitiva per ricavarne uno sciroppo psicoterapeutico buono per tutte le nevrosi. L'autore o la casa editrice hanno azzeccato un titolo ad effetto per attirare i molti "onanisti mentali" presenti in tutte le società consumistiche. La cosa triste è che da questo primo libro è nata una saga simile a quella del Signore degli Anelli che ha avuto molto successo.
Zero al libro, nove all'idea del titolo. Voto: 1 / 5 |
Katia (01-10-2009) Bisogna non avere assolutamente un senso di umorismo per trovare questo libro offensivo! Saper ridere anche di te stesso è enormemente importante. Per quanto riguarda il contenuto lo trovo favoloso. Sono arrivata alle stesse conclusioni dopo la pratica di yoga e meditazione e rispettive letture (quelle serie e a volte un po' noiose!). Giacobbe te lo racconta in modo leggero e divertente, bisogna soltanto avere la mente e il cuore aperti. Voto: 5 / 5 |
enrico (11-09-2009) una mattina assieme ad un mio amico con problemi analoghi ai miei ( i suoi forse meno importanti dei miei) siamo entrati in linreria per cercare manuali che affrontassero il tema della depressione, io ero talmente provato dai miei problemi che ho lasciato a lui l'onere di scegliere i testi adatti. 2 libri da leggere e da scambiarci, a me capitò proprio questo bè:
non smetterò mai di ringraziarlo per la casualità con cui ha scelto e la stabilità che questo autore mi ha regalato! grazie professore Voto: 5 / 5 |
Giuseppe (04-09-2009) Forse non ho saputo leggere tra le righe, mi dispiace di averlo comprato, lo trovo a tratti offensivo. Non lo consiglio Voto: 1 / 5 |
carneade (29-07-2009) Finalmente un libro che non tratta di psicologia come fosse una scienza riservata a pochi ma fa entrare il lettore in una nuova ottica imparando a ridere di se stessi.Io ho letto fino ad ora tre capitoli e sono veramente soddisfatto del modo dell'autore di esporre i fatti in cui tantissime persone possono riconoscersi e trarne quindi un insegnamento. Basta con la pedanteria di tanti libri e impariamo un po' a prendere le cose alla leggera,il ridere fa bene al corpo e allo spirito. Voto: 5 / 5 |
Berni (12-03-2009) non avendo letto il libro non potrei commentarlo. ma mi va di dare un giudizio su questa "affascinante" tematica delle seghe mentali. è chiaro che le mie parole saranno subito inscatolate quindi da chi le leggerà, in un "pre-giudizio" spinto da motivazioni intime e personali. Ebbene: il mio pre-giudizio nasce proprio da una mia passata esperienza in materia, rispetto alla lettura di libri che parlano di metodi e metodini su come far star meglio la gente e come poter smettere di soffrire. Ritengo quindi che la distanza sia poca dai chiromanti che si vedono in talevisione, a questi nuovi pseudo scienziati e/o profeti in grado di trasmettere metodi del tutto personali a chi è evidentemente interessato alla materia, poichè estremamente sensibile al desiderio di "star bene". Su questo ho una mia filosofia: tale desiderio può portare a risultati eccelsi nella vita, se non lo si nutre troppo di parole e filosofie orientali. Giacobbe l ho letto soltanto in "alla ricerca delle coccole perdute" (che tra l'altro è stato il primo di una lunga serie lagata a questi argomenti, tipo PNL, ecc..). Le parole confondono le idee. illudono le persone. danno speranze che poi diventano sogni infranti, appena uno apre gli occhi e scopre che la realtà è tutt'altro. Ho letto un commento che parlava di "realtà virtuale". Vi ricordate il famoso film.. MAtrix? Ecco.. ognuno vive il suo mondo. Ognuno resta calmo e fa lunghi sospiri, pensando a come questi lunghi sospiri possano fargli affrontare meglio la vita. Oggi la realtà non conta più un c... (scusate la parola). Oggi conta di più la propria realtà vistuale. Oggi conta di più la pillola blu che la pillola rossa. E quando le illusioni cadono.. poi.. non si sa più a che credere. Crediamo agli ufo e alle tecniche orientali.. e poi.. non crediamo neanche più ai consigli di un amico..semplicemnte perchè li abbiamo "già letti su qualche libro magico". Lapsicologiaè aria. è solo un vestitofatto diconcetti attraverso cui poter inquadrare un problema.Utile, ma solo nelle mani dichi ne compete. Voto: 1 / 5 |
alphaBeth (07-12-2008) Un classico esempio di quella che viene chiamata letteratura divulgativa,non scietifica e dedicata ai non addetti ai lavori.Questo manualetto parla delle nevrosi con un linguaggio semplice,chiaro e a volte fin troppo esplicito(l'unico modo per attirare l attenzione degli acquirenti,come gia' dimostra il titolo).NONOSTANTE QUESTO,ritengo che certi argomenti debbano essere trattati con mmaggiore scientificita' e rigore,altrimenti si rischia di dare della Psicologia una visione distorta,banalizzandola e screditandola. Voto: 3 / 5 |
Karim zio_ka@hotmail.it (26-01-2008) Libro che deve molto al suo titolo,perchè credo che non l'avrei nemmeno preso in considerazione se non fosse stato incredibilmente vicino a me;nel senso che io da sedicenne logicamente sono attratto alla grande da un titolo del genere.Smettere di farsi le cosiddette "seghe mentali"è il desiderio di molti:alcuni preferiscono nasconderlo,altri invece(come me)non si fanno problemi e possono anche gridarlo al mondo.La strategia dell'autore(G.C. Giacobbe che stimo davvero molto)di attrarre il lettore con questo titolo,fargli leggere i primi 5 capitoli aumentando sempre più la difficoltà di lettura senza farglielo notare,fino a quando non ci si accorge di essere immersi in degli argomenti incredibilmente interessanti quanto complessi,ma ormai si è arrivati troppo avanti nel libro per poter smettere di leggerlo e quindi lo si finisce per forza.Cosa mi ha insegnato di utile e cosa mi è rimasto più impresso??La continua ripetizione di una parola qualunque(Mantra),il concentrarmi sul mio respiro,e l'osservare meglio e con attenzione tutto ciò che mi sta intorno.Leggendolo una volta sono queste le cose che mi sono rimaste impresse.Concluderei con una domanda:ma il concorso della cartolina che ti fa vincere una copia del libro è ancora valido??Attendo risposte grazie!!!!Grande Giacobbe!!!Leggerò anche come diventare un Buddha in cinque settimane.^^ Voto: 5 / 5 |
franco francozapata@tiscali.it (26-09-2006) Libro letto, riletto,e l'ho anche regalato a diverse persone. Mi ha ricordato Seneca (l'ozio e la serenità)per la leggerezza, che non è superficialità, con cui tratta temi legati alla costruzione del benessere (star bene). Anche le battute possono sembrare eccessive, ma, trattando codeste tematiche, o le si espone in modo leggero o il lettore si spara (magari dopo aver letto autori pesantissimi).Essendo per me importante semplificare le cose, anche in letteratura, in poesia, nella divulgazione, e trovando spesso chi invece le complica con paroloni assordanti e inconcludenti ringrazio l'autore per questo e gli altri libri: simpatici e interessanti. Qualche nota in meno e togliere il maschile/femminile. Ma poi è anche vero che ognuno è libero di scrivere come gli pare.Lo ringrazio di cuore per avermi fatto riflettere e per avermi "trasmesso" qualcosa che per me è importante Voto: 5 / 5 |
marianna gaspgulpsobsigh@libero.it (19-09-2006) Libro da evitare, a meno che non si sia convinti, come molti, che ogni disciplina debba diventare cabaret e ogni argomentazione ridursi a boutade.
Esistono autori che sono stati capaci di unire ironia e profondità (vedi Feyerabend) e altri - purtroppo la maggior parte - che ci riescono solo ridicolizzando l'argomento che trattano.
Consigliato a chi crede che in fin dei conti la stessa psicologia sia una sega mentale, a chi crede che i professori siano tali solo se coincidono con intrattenitori, a chi confonde ironia con superficialità, a chi crede di conoscere la psicologia ma ne ignora persino i fondamentali, a chi crede che 'scientifico' sia solo una parola da usare per nobilitare discipline meno che empiriche, a chi crede che ogni libro debba far sorridere e se ci riesce significa che è un capolavoro, infine a chi è convinto che mischiare con disinvoltura buddismo e orientalismi vari con la psicologia non sia segno sovrano di cialtroneria intellettuale bensì opera meritoria e geniale. Voto: 1 / 5 |
Vittorio Ferramosca (18-09-2006) Ritengo che il pregio di questo libro sia quello di "veicolare" in maniera divertente dei concetti fondamentali sui meccanismi con i quali la mente virtualizza la realtà, fino a costruire una realtà del pensiero più potente della realtà oggettiva.
Voto: 4 / 5 |
AJJ (15-07-2006) Ottimo libro.. lo scopo dell'autore è semplicemente quello di aiutare la gente a migliorare la propria qualità della vita. Egli sfrutta il valore terapeutico delle discipline orientali (buddhismo/zen), nel solco dell'esperienza di vita del figlio Yuri, prematuramente scomparso.
Ritengo errato criticare questo libro. Si tratta di un'opera non destinata all'intrattenimento, bensì scritta con la precisa volontà di aiutare il prossimo, per cui se non vi piace... meglio così: non ne avete bisogno !!! Voto: 5 / 5 |
Pamela (31-05-2006) Contenuto risaputo. Esposizione molto originale. Linguaggio esageratamente confidenziale ed un po' irritante in alcuni punti (imparare da Hitler o "comprami e poi muori" mi sembrano trovate molto esagerate anche se fatte con ironia...). Note infinite, molto spesso non integranti ma a se stanti...Sviano molto dal filo logico del manuale e distraggono (infatti l'ho ricominciato daccapo senza leggere le note e l'ho finito in due ore...Le note si possono leggere in un secondo tempo - e sono la parte più divertente...). Vale comunque la pena di leggerlo. A me ha lasciato una sensazione molto positiva. Due ore e 10 euro li abbiamo tutti. Voto: 2 / 5 |
Massimiliano poggio.max@tiscali.it (03-04-2006) Come non ringraziare il Prof. Di seghe mentali NEGATIVE me ne sono fatte anche solo per chiedere la via perduta. Sapere che a tutti questi comportamenti c'è una spiegazione mi ha dato sollievo ed ho imparato a vivere meglio. La mia ignoranza era un ostacolo insormontabile e se non fosse stato per il linguaggio diretto e amichevole del libro non sarei riuscito a capire i meccanismi della psiche! (Almeno la mia!)
Saluti Voto: 4 / 5 |
Cristiano (27-03-2006) Sono appassionato di Psicologia e in quanto (ex?) segaiolo mentale ho voluto provare a leggere questo libro con la certezza ( visto il titolo ) di trovarmi di fronte ad una frivola lettura. In effetti non è proprio così frivola come pensavo. Il buon Giacobbe ne sa eccome, è preparato in materia.
Ne viene fuori una esposizione semplice senza troppe prestese.
Mi sembra più uno spunto per letture più impegnate.
Nota negativa: stucchevole a volte l'eccessivo approccio amichevol-giovanile col lettore e anche il continuo uso del maschile/femminile in rispetto della par condicio. Appesantisce inutilmente la lettura.
Voto: 4 / 5 |
Pasquale (04-03-2006) Non ho molto da dire: è un libro che dice alcune semplici, ma niente affatto evidenti, verità e lo fa con ironia, magari un po' grossolana. Da segaiolo mentale quale sono, avevo bisogno di una schematica descrizione dell'evoluzione del pensiero autodistruttivo. Voto: 4 / 5 |
paolo (24-01-2006) i 3 libri di giacobbe li consiglio a tutti; secondo me i contenuti proposti farebbero bene a tanti, anzi a quasi tutti, nevrotici che non siamo altro; sono dei distillati da tenere in vetrina e da offrire agli amici se vogliono apprezzarli, cosa già fatta in diverse occasioni; a me sono piaciuti sia lo stile che le note a piè pagina; tutto è molto chiaro e sta a noi ad avere le capacità di mettere almeno qualcosa in pratica. Voto: 5 / 5 |
Alessia (07-01-2006) Voto 4 a questo libretto che con ironia e sarcasmo descrive il meccanismo della "sega mentale" e dà qualche consiglio per ridurre il suo "malefico" potere. Un po'azzardato in alcune pagine l'accostamento di ironia ad argomenti psicologici e scientifici di per sé complessi, ma è da apprezzare anche questo tentativo. Sconsigliato a chi non sa distinguere comicità dall'ironia, a chi non è uno psicologo preparato ma sente di saperne di più di uno psicologo preparato, a chi critica i professori perché troppo distanti dagli studenti e quando cercano di avvicinarsi li critica ancora di più, a chi crede di trovare il rimedio a tutti i mali in un libro e ancora di più a quelli che quando non lo trovano si incavolano, ma soprattutto sconsigliato a chi non crede che sapere e sorriso possano essere co-presenti nello stesso luogo e nello stesso momento. Voto: 4 / 5 |
Cezzy (04-01-2006) Premetto che non ho comprato il libro (me ne sarei ben guardata dall'acquistarlo!!!!!) ma me l'hanno prestato sapendo che sono un'ingurgitatrice di libri di vario genere e che non ne disdegno nessuno o per partito preso o per giudizio impopolare. Trovo che l'autore sia stato molto bravo ad esprimere un concetto molto breve ed esasperatamente semplice in 121 pagine: girandoci intorno, ripetendosi, scomponendo e ricomponendo concetti, facendo riferimento a figure diverse che hanno il medesimo ed identico significato, frasi d'effetto contorte e talvolta insensate!!! Trovo invece sconveniente e poco serio da parte dello scrittore il comunicare al lettore (dopo aver letto circa 50 pagine) che la prima metà del libro poteva essere saltata poichè (a suo dire) è irrilevante e inconcludente; ripetendo poi questa situazione dopo aver proseguito nella lettura dei 3/4 del libro. Comunque comprendo benissimo che il mio giudizio è soggettivo e accetto che alcuni possano trovarlo inesatto o ingiusto, ma a parer mio il libro non è un gran chè. Voto: 1 / 5 |
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