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Grande Carlo - La cavalcata selvaggia |
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Titolo | La cavalcata selvaggia |
| Autore | Grande Carlo | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,05
(Prezzo di copertina € 13,00 Risparmio € 1,95)
|  | | Dati | 2004, 264 p., brossura |
| Editore | Ponte alle Grazie
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Nella promozione Ponte alle Grazie fino al 11 giugno |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Un'avventura di umano coraggio all'interno di una cornice naturale e selvaggia. Il protagonista, Pribaz, è un pilota da guerra italiano fatto prigioniero dalle truppe britanniche durante la Seconda guerra mondiale e deportato in un campo di prigionia ai piedi dell'Himalaya. Costretto a far fronte alla durezza di un'esistenza che pare ormai senza scopo, giunto allo stremo delle forze dopo un fallito tentativo di fuga, Pribaz rinnega il fascismo e ottiene il permesso di compiere escursioni con i compagni di prigionia. Compirà una lunga marcia verso il lago Tso Moriri attraverso una terra popolata da pastori, orsi e carovane. Una marcia che sancirà il suo riscatto.
Media Voto: 4.6 / 5Stefano Alfonso alfoste@tin.it (17-01-2005) Libro intenso ed appassionante, a tratti poetico. Pribaz è l'incarnazione della speranza, del "non mollare", del corraggio e del rispetto per la vita. Nel libro Pribaz si trova ad essere un protagonista pensante, dettando ritmi e donando atmosfere. Atmosfere che acquisiscono forma ed immagine grazie alle accurate descrizioni. Da leggere e rileggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Fiorenza Verde (21-10-2004) “La cavalcata selvaggia” ha permesso di approfondire con i miei allievi contenuti storici ben documentati, presentati in un contesto di letteratura scritta e visualizzata con elementi d'alta poesia.
Così alcuni commenti dei giovani lettori: -“..coinvolgente intreccio di sentimenti umani, emozioni e poesia..”-“..ci ricorda che la vita è preziosa e non bisogna mai abbandonare la speranza..”-“..l’eroismo non è l’atto singolo della persona, ma è condivisione del dolore quotidiano con i compagni..”-“..tutto ciò ne fa un romanzo di guerra e prigionia particolarmente raro..”-
Il dramma di Gaspare Pribaz, uomo sensibile e coraggioso, vittima e complice di un destino che l’aveva già prescelto, rappresenta per lettori, d'ogni formazione ed età, motivo di riflessione su valori irrinunciabili, quali il rispetto per la vita, la libertà e la pace.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mat (15-10-2004) un libro intenso, che ti spinge dove i tuoi pensieri non immaginerebbero... e cioè nei pensieri di un uomo che, in quanto prigioniero, diviene un numero, una nullità, ma che poi recupera il suo io e si libera. il destino però è atroce. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Simona Margarino - Traspi.net ma.ss@libero.it (21-06-2004) Ci sono resti di ricordi che per qualche motivo vale la pena non sprecare: il motore di un aereo da guerra nei cieli, l'uniforme sbagliata in un campo di prigionia, l'India misteriosa dietro i cartelli "proibito", l'alcol -pure vietato- tirato fuori dal niente, la noia che fa a pezzi, il ghiaccio sentito sotto i piedi dell'Himalaya, un vento che picchia forte su lago e silenzio, la libertà di riprendersi la vita là dove si credeva perduta, persino una Cavalcata Selvaggia che lancia un anello in uno stagno e confonde le acque solo perché di montagne, neve, luna, mondo, dolore, errori non si sa mai abbastanza. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Carla Di Matteo (11-06-2004) Anche in questo secondo libro di C.Grande troviamo un uomo e le montagne. Però questa volta l'autore ci porta lontano e non solo perchè le montagne sono quelle dell'Himalaya, ma la sua scrittura raffinata e sensibile entra ad esplorare il mondo dei pensieri. Il protagonista pensa, ed i suoi pensieri scandiscono le atmosfere ed i ritmi della lettura.
Pribaz è un uomo solo in mezzo ad una moltitudine di persone, come sempre più spesso capita a tanti di noi e questo, unito alla poesia del pudore dei suoi sentimenti, sono, per me,il motivo dominante del libro.
Lo stile narrativo alterna efficacemente le atmosfere rarefatte dei pensieri a quelle potenti, pure e grandiose delle vette incombenti dell'Himalaya.
Ho trovato le prime tre pagine le più belle in assoluto: nitide, essenziali e intense, da rileggere più volte, soprattutto alla fine del racconto Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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