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A seguito della morte del padre e di un tentativo di suicidio, Margaret Prior, giovane di buona famiglia nella Londra vittoriana, decide di svolgere attività di volontariato con le detenute della prigione di Millbank. Il suo compito sarà dispensare aiuto e consigli a quelle donne sfortunate: ladre, assassine, truffatrici, disturbatrici della quiete pubblica. Tra loro c'è Selina Dawes, di professione medium, giudicata colpevole di frode e aggressione. Margaret prova compassione per quella giovane apparentemente innocente, ma si sente anche attratta dalla sua indole enigmatica e dai suoi inquietanti poteri. Presto si trova impantanata in un mondo crepuscolare di sedute spiritiche, spettri e passioni proibite e dovrà liberare Selina, ma anche se stessa.
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.69 / 5federica (21-06-2009) All'inizio la storia è lenta ma dopo un pò ti prende e lo leggi con piacere anche se a dire il vero rimane un pò monotono...lo stile narrativo è comunque buono, la trama si basa senza dubbio sull'ambiguità, su cose che si intuiscono ma nn vengono dette.
Il finale ha dimostrato un colpo di scena soddisfacente ma è come se qualcosa non quadrasse (secondo me).
In ogni modo l'ho trovata una lettura interessante e mi piacerebbe leggere altri libri della Waters. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alina (17-11-2008) Dopo un inizio un pò lento, la storia decolla alla grande e ti trascina in un turbine di emozioni. Consigliato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
chi chi-val-a@libero.it (04-07-2006) Come è finita Margaret Prior? (© jemmy II/05)
“In due anni mi sono trasformata in una zitella. C’erano molte zitelle oggi mi pare… più certamente, di quanto ricordi. Forse, però, è lo stesso per le zitelle e i fantasmi: si deve appartenere alle loro schiere per scorgerne la presenza.” Waters ci invita ancora nel suo salotto vittoriano debordante, con classe infinita, di aristocratiche inquiete e problematiche, di storie piccole e forse intuibili (ma Dio non voglia che se ne parli!) di rapporti frantumati dalla struttura sociale e dai modi del vivere, di famiglie che stritolano gli individui nel tentativo perenne di proteggerli dalla vita di fuori. Dal mondo. Se non fosse che. Ogni uomo è un mondo ogni stanza è un mondo, in questo romanzo anche il carcere di Millbank è un mondo. Margaret Prior è una giovane donna colta e delicata che pare quasi incapace di muoversi tanto è concentrata su un pensiero di un passato che non può tornare e su un presente che non avrebbe dovuto essere ma che figlia e cresce e mette denti e rallegra l’ambiente circostante. Helen ha un bambino. Margaret ha un fratello che ha sposato Helen e una sorella che sta per sposarsi e andare in viaggio di nozze in Italia. Anche Margaret avrebbe dovuto ma suo padre è morto e la vita diventata stanziale e i libri polverosi e sua madre querula. Selina Dawes è una giovane donna che se pure non avesse poteri da medium avrebbe intenzioni e quand’anche decidesse di mutare intenzioni o di lasciarle in un cassetto a seccarsi avrebbe una cameriera fedelissima pronta a rammentarle ogni passo del suo percorso di vita. Ogni passo e ogni proprietà. Selina Dawes è rinchiusa nel carcere di Millbank per truffa e aggressione e certamente, pensa il signor Shillitoe, caro amico del padre di Margaret, Alla signorina Prior farebbe bene uscire da questa casa e avere uno scopo nobile come è certamente quello di ricondurre sulla via del pentimento le donne perdute del carcere. Se non fosse che. Ogni carcere, e questa, è una perdizione comunque, così alienante… dall’ar... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ale stryker1976@libero.it (18-11-2005) Leggendo le recensioni sul sito mi aspettavo un po' più di suspence psicologica...
In realtà del libro ho apprezzato moltissimo le descrizioni del carcere di Millbank e delle sue guardiane che per me sono i veri protagonisti del racconto. Ho trovato le due eroine un po' inconsistenti. Comunque interessante e ben scritto (a parte quando l'autrice si perde nei drammi passionali della protagonista), nel complesso lo consiglio.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
laura lauta78@yahoo.it (01-07-2005) mi è piaciuto molto....ho preferito ladra ma anche questo merita, ottime le descrizioni e il colpo di scena verso la fine. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesca (18-06-2005) Avevo letto il primo romanzo dell’autrice (Ladra…. anzi, la traduzione letterale sarebbe Borsaiola), sempre ambientato nell’epoca vittoriana. Lì la trama è più scoppiettante, l’ambientazione è più variegata e i colpi di scena sono moltissimi. Questo è più intimista, la vita della protagonista trascorre in giornate apparentemente “normali” e in un circoscritto spazio d’azione. Mi sono piaciuti moltissimo entrambi i romanzi. Ma direi che mentre Ladra ti coinvolge più che altro per l’ottima suspense, Affinità ti convolge di più sul piano emotivo e quindi alla lunga ti rimane più impresso. In ogni modo la Waters è una bravissima scrittrice. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dodo (04-05-2005) Inizialmente la stesura sembra frivola, ma dopo le solite presentazioni la storia diventa coinvolgente e trascinante,pur di finirlo non sono andata a dormire ieri, il finale è amaro ma originale e ti lascia uno strano sapore in bocca. La protagonista sembra a tratti (grandi tratti) Emma Bovary nel pieno della sua follia e delle sue crisi per mancanza d'affetto. Il patos è bello ed è un dispiacere interrompere la lettura, anche se magari la storia è un pò...
Sintetizzando il tutto: Madame Bovary ha cambiato sponda ed è diventata ancora più debole Voto: 4 / 5 |  |  |  |
isabella (18-04-2005) Finito di leggere ieri mattina. Margaret Prior, zitellona in cerca d'amore da dovunque esso provenga finisce con l'esserne vittima. Da leggere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alba60 (27-01-2005) L'ho trovato banale, una scrittura casalinga senza alcun mordente. Pietosa la figura della Prior, coinvolta e sconvolta e davvero priva di fascino la sua amica di cui ho anche dimenticato il nome, che non riesce a suscitare passione e resta schiacciata sul fondo, fluttuante come doveva essere ma tanto da essere dimenticata. Non mi sento di leggere altro di questa scrittrice Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Dario drecla@unibz.it (11-01-2005) Ottimo libro di cupa atmosfera che riesce a risultare appassionante come un thriller con il solo ritratto psicologico delle protagoniste. La Waters è bravissima - anche il suo "Ladra" merita davvero - nel ricreare il flair vittoriano tanto di moda al momento. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
G. Bragadini - da Gazzetta di Parma del 14/12/04 (14-12-2004) Margaret Prior ha qualche problema: insignificante trentenne da sempre in secondo piano rispetto al fratello (che ha avuto la possibilità di laurearsi in quanto maschio) e alla bellissima sorella minore (in procinto di maritarsi con un buon partito), è reduce da due anni di esaurimento con tentato suicidio, causato dalla morte dell’amatissimo padre e dalla perdita dell’amante, Helen (rientrata nella “normalità” sposando a sorpresa proprio il fratello di Margaret). Come si addice alle zitelle perbene della Londra vittoriana, la signorina Prior è destinata a fare da assistente e dama di compagnia alla madre per il resto dei suoi giorni. Emotivamente fragile, dipendente da cloralio e laudano, per tirarsi su di morale Margaret decide di darsi al volontariato e va a far visita alle sventurate recluse della tetra prigione di Millbank: qui incontra la giovane Selina Dawes, seducente spiritista accusata di truffa e aggressione. La ragazza borghese prenderà come specchio della propria infelicità la popolana Selina, elevandola a possibilità di vita altra senza tener conto dell’astuzia di chi dalla vita ha avuto poco. Romanzo della pluripremiata Sarah Waters edito da Ponte alle Grazie, “Affinità” è giocato sull’ambiguità e sul non detto, protagonista il dubbio che da subito prende il lettore: Selina ci fa o ci è? Storia d’amore e di mistero in salsa gotica costruita su una trama semplice che riserva alle ultime pagine le rivelazioni eclatanti (facilmente intuibili) e sviluppata attraverso i diari incrociati delle due protagoniste, “Affinità” è un romanzo ad alta densità femminile e femminista, dove la debole Margaret viene riscattata da una quantità di coraggio sufficiente a tentare la fuga da un mondo che non la capisce e da un destino segnato; la narrazione mostra i suoi lati migliori nei particolari descrittivi, nelle atmosfere neo vittoriane, nelle relazioni tra i personaggi e in una sensualità esplicita quanto basta. Non lasciatevi ingannare da chi lo presenta come thriller: non succede praticamente niente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Carolina (06-11-2004) Assolutamente coinvolgente..ambientazioni, personaggi.. tutto congeniato in modo stupefacente dalla prima all'ultima pagina..descrizioni eccellenti..500 pagine lette in un giorno!Una grande scoperta questa Waters.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabio da pegli ashi@inwind.it (10-10-2004) bella trama che si articola in un angoscioso penitenziario femminile londinese in epoca vittoriana. la storia ruota, però, su cardini arruginiti, e risulta, tra dissidi familiari, poteri medianici e omosessualità malcelate, un pò lento e pesante.Buono comunque il finale che salva il libro da un brutto giudizio. Lo consiglio?......direi di si ma agli amanti dei "balli lenti"!!!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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