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Biondi Mario - Con il Buddha di Alessandro Magno. Dall'ellenismo sull'Indo ai misteri... |
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Titolo | Con il Buddha di Alessandro Magno. Dall'ellenismo sull'Indo ai misteri del Tibet |
| Autore | Biondi Mario | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,28
(Prezzo di copertina € 16,80 Risparmio € 2,52)
|  | | Dati | 2008, 316 p., brossura |
| Editore | Ponte alle Grazie
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Nella promozione Ponte alle Grazie fino al 11 giugno |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nel Quarto secolo prima dell'Era Comune, con un'inarrestabile serie di conquiste materiali, Alessandro Magno raggiunse le sponde dell'Indo: a fianco delle sue schiere viaggiava la grande cultura greco-ellenistica. Dall'India interna, intanto, con una serie di conquiste spirituali altrettanto inarrestabile avanzava l'insegnamento del Buddha. L'incontro delle due culture, simboleggiato da quello dell'eroe greco Eracle con il bodhisattva Vajrapani, diede origine a una sintesi artistico-religiosa destinata a diffondersi fino all'Estremo Oriente. Partendo dalla celebre incisione di Dario a Bisotun, nella Persia achemenide, con la sottostante figurina di Eracle, Mario Biondi ha seguito passo per passo le straordinarie trasformazioni occorse al concetto e alle raffigurazioni del Buddha, viaggiando dal Pakistan alla Cina e al Tibet. Dall'Indo ha raggiunto il Fiume Giallo e il Brahmaputra attraverso interminabili deserti e affrontando le più alte catene del mondo, Karakoram e Himalaya, fino alla base dell'Everest.
Media Voto: 4.75 / 5Linetti (28-05-2009) Credevo di non avere mai sentito parlare della Valle dello Swat (Pakistan), finché in queste ultime settimane non ne ho viste piene le cronache di giornali e tv. Estremismo islamico, talebani, guerra, fughe disperate di popolazioni, morte, sangue eccetera. Finché mi è affiorato una sorta di vago ricordo nella mente e sono andato a pescare fuori dalla biblioteca questo libro comperato e letto qualche mese fa. Letto con grande piacere e interesse, devo dire, ma non essendo un viaggiatore a largo raggio non mi ero preoccupato di collocare nella sua giusta posizione geografica la Valle dello Swat. Perché eccola lì, subito in apertura del libro, la Valle dello Swat, raccontata con grande precisione geografica, storica e socio-politica, e vista in anticipo in tutti i suoi possibili e sgradevoli sviluppi futuri. E tra l'altro è praticamente lì che è avvenuto il fatale incontro ellenismo-Buddha. Ho riletto con vera passione queste prime 20-30 pagine, tenendo spalancata davanti una carta geografica, e le ho trovate ancora più belle e interessanti. Un gran bel libro, ce in questa luce appare quasi profetico, da leggere e meditare Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sergio (07-01-2009) Questo è il più bel libro di ricordi di viaggio che io abbia letto. Dal Pakistan al Tibet attraverso la Cina seguendo l’itinerario percorso dalla figura del Buddha dopo che la sua religione/cultura si era incontrata nel IV secolo avanti Cristo con quella ellenistica portata alle rive dell’Indo da Alessandro Magno e dalla sua corte. Fantastico. Uno scenario (anzi, un complesso di scenari) stupefacente per bellezza, varietà e anche difficoltà dei luoghi. Indo, Fiume Giallo, Brahmaputra, deserti, vette altissime, culminanti negli 8000 e passa dell’Everest ma con tanti altri 6/7/8000. Passi impervi, per andare dal Pakistan alla Cina e poi raggiungere il Tibet e percorrerlo. Templi, monasteri e luoghi di culto di cui non sospettavo nemmeno l’esistenza. Un vero e proprio polittico di storia, cultura, arte, vera e propria avventura. Nonostante l’argomento apparentemente complesso, io mi sono letteralmente appassionato e l’ho letto quasi d’un fiato. E che capacità di humour. E che qualità di scrittura. Un grazie di cuore all’autore.
P.S E ha ragione lui: l'idea che soltanto gli inglesi sappiano scrivere di viaggio è puro e semplice provincialismo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paola Cipriani (19-11-2008) È il mio secondo “viaggio” con Mario Biondi e sicuramente non sarà l’ultimo. Non avendo la possibilità di effettuare viaggi in terre lontane, mi reco spesso in libreria a cercare resoconti di grandi esploratori, reporter e avventurieri. Sono attratta soprattutto da quei testi capaci di comunicare le stesse sensazioni sperimentate dai viaggiatori, soprattutto nei territori poco conosciuti a noi occidentali. Con i libri di Biondi la magia si rinnova ogni volta. Seduta sulla poltrona di casa, scorro le righe e vengo catapultata su strade dissestate, tra panorami di una bellezza impossibile e suoni del tutto estranei alla mia sensibilità linguistica: Karakoram, Kashgar, Tashilhunpo... vocaboli così musicali, evocativi, esotici, che sembrano appartenere a un altro universo. L’autore ci spiega però che non è affatto così, che i legami tra culture diverse sono strettissimi anche se difficili da cogliere a uno sguardo superficiale. Nell’incontro tra la cultura ellenistica e gli insegnamenti del Buddha si possono individuare i primi segnali di quello che oggi va di moda chiamare “multiculturalismo”. L’autore ci racconta la storia di una globalizzazione ante litteram, sviluppando svariati temi con competenza e senza saccenteria, rifuggendo dai pericoli del puro nozionismo. Un viaggio culturale piacevolissimo con una guida d’eccezione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alfredo ungalba@libero.it (13-11-2008) Sono stato attratto a questo libro dal magnifico Buddha in copertina, che avevo visto di persona a Luoyang durante uno dei miei molti viaggi di lavoro (design mobili) in Cina. Non avevo bisogno di scoprire Biondi come scrittore di romanzi e di libri di viaggio, ma questo bellissimo libro mi ha fatto scoprire una cosa che, nonostante le mie discrete nozioni di arte figurativa, ignoravo completamente: l'arte del Gandara, nata dal singolare connubio tra ellenismo e buddismo avvenuto nel 300 circa a. C. Non ne sapevo proprio niente e adesso invece, nel giro di pochi giorni, ho fatto in tempo a vedere una bella mostra di questa arte a Milano e soprattutto le bellissime cose gandariane che ci sono lì al Museo archeologico. Anche per questo ringrazio l'autore. Certi piccoli problemi mi impediscono ormai di fare viaggi lunghi (e soprattutto avventurosi come quelli raccontati nel libro), ma non importa: seguendo la smagliante scrittura e l'incantata capacità di vedere e raccontare di Biondi dal Pakistan nord-occidentale su per i monti Karakoram e poi attraverso il deserto Taklamakan e il Fiume giallo e tutta la Cina, fino a Pechino e Shanghai e poi al Tibet (in treno!) e all'Everest, ho viaggiato con lui. Diversi luoghi cinesi da lui raccontati li avevo visti di persona, e li ho rinfrescati nella memoria; tutti gli altri mi è sembrato di averli lì vivi davanti agli occhi. Una lettura davvero raccomandabile per chiunque ami non tanto viaggiare quanto conoscere il mondo in una maniera quanto più possibilmente obiettiva. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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