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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Zanin Bruno - Nessuno dovrà saperlo

Nessuno dovrà saperlo TitoloNessuno dovrà saperlo
AutoreZanin Bruno
Prezzo € 13,00
Dati2006, 229 p., brossura
EditoreTullio Pironti   

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26 recensioni|Invia recensione
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Descrizione
Più che il racconto d'una infanzia innocente, d'una adolescenza violentata e di una giovinezza infelice, questo è un libro di espiazione e redenzione, il libro di un'anima ferita e di una coscienza incapace di perdonarsi. In ogni riga si sente il tormento, il bisogno di dire di sé tutta la verità, anche la più infamante, perché tutto va detto e tutto va registrato se si vuole arrivare alla resa dei conti. Ma questo è anche un libro con una sua poesia nascosta che affiora quasi all'insaputa dell'autore e racconta del tempo ormai perduto, quando col nonno, lui bambino, andava in visita alla villa padronale portando il tributo dovuto al padrone, descrive i suoni, i rumori e i colori della campagna e i ricordi di un Veneto agreste non ancora travolto dalla modernità e dalla smania di arricchirsi e la vita del contadino non ancora trasformato in padroncino. Ed è ancora un libro di realismo aspro e crudele, che non nasconde nulla e nulla abbellisce dei rapporti etero e omosessuali e dei loro risvolti, anche quelli più scabrosi e violenti subiti da bambino.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 26 recensioni presenti.  Media Voto: 4.61 / 5 | Invia recensione

piero fa. (15-11-2009)
Essendo abituato a leggere per lo più 'classici' ho trovato "Nesuno dovrà saperlo" diverso dai libri che ho letto nella mia vita. Non mi sembrava di trovarmi di fronte ad un colosso della letteratura, certo, non è il Gattopardo.. però non pensavo che avrei notato questo stacco rispetto alle precedenti letture. Ovviamente questa non è una nota negativa, è una personale impressione che ha suscitato in me il libro. Quando uno legge Il ritratto di Dorian Gray si rende conto che è un libro condiviso nel tempo e nello spazio con milioni di persone in tutto il mondo. Ci sono secoli e secoli di analisi e chiavi di lettura del romanzo già acquisite. Per questo ho trovato 'strano' leggere un libro così fresco. La prima parte presenta contenuti che mi hanno catturato molto, forse per l'esperienza comune di vita in un piccolo paese. Questo bambino che si reca con il nonno dal proprietario dei terreni inoltre evocava un periodo storico a me molto caro, o forse, più che il periodo, i tempi in cui ancora si percepiva una certo rispetto reciproco non nello specifico tra 'acculturati' e 'lavoratori', bensì un rispetto generalizzato, inconscio nei confronti di ogni uomo. Trovo che l'inizio sia uno spaccato di vita che poteva essere più o meno comune a chiunque, c'è una collocazione storica e ambientale ben precisa. Mentre ciò che segue è l'evoluzione personale, singola di uno specifico individuo. E' il punto di vista del protagonista, con le sue letture. Sempre di più durante il raccointo gli altri personaggi sono quasi delle tangenti. Non è possible un'analisi accurata delle loro posizioni. Sarà per la mia curiosità ma, da lettore, avrei gradito qualche pagina in più sui personaggi che sono stati in qualche modo 'formativi' per il protagonista (dai genitori al 'Rosso', dai fratelli agli amicii vari parenti e l'ambiente del seminario). Non mi permetto di criticare comunque, perchè il libro è bello perchè è stato scritto in questo modo. Piero
Voto: 4 / 5
Cristian (08-09-2009)
la sensazione che ho avuto io è che Alessandro, l' alter-ego narrativo dell'autore, sia un personaggio estremamente interessante e complesso, che cerca di sfuggire costantemente a tutto ciò (personaggi, situazioni, riflessioni) che vede "più grande di lui" nonostante ne sia intimamente, e tra mille turbamenti, attratto. dal mio punto di vista, è un ragazzo omosessuale che, avendo vissuto il sesso con altri uomini soltanto in modo brutale, fugace e spesso ipocrita e coatto, tende a identificare l'omosessualità con "il peccato" e cerca di redimersi illudendosi di poter percorrere un'altra strada. ora, io non so quanto di questa interpretazione sia effettivamente rispondente alle intenzioni, e soprattutto non so se rifletta più o meno fedelmente anche l' autentica esperienza di vita dell'autore, ma, da quel che ho potuto leggere, mi pare di capire che il romanzo sia uno specchio abbastanza fedele del suo vissuto, soprattutto quello emotivo e psicologico. Credo che sia inevitabile che, nelle nostre condizioni sociali e culturali, si sia inevitabilmente destinati a portarsi addosso per sempre la puzza di quando (per usare una sua immagine) ci si voltava verso il muro di una stalla?
Voto: 4 / 5
Bernardo BIanchi Bellini (13-01-2009)
Se qualcuno è capace di smuovere un pigro come me e farmi leggere un libro per intero allora è davvero Unico e Mitico! La cosa che mi ha colpito di piu del libro"Nessuno dovrà sapelo" a parte il titolo che mi ha incuriosito e convinto a comperarlo alla Feltrinelli di Napoli è che, da subito, dal momento stesso in cui l' ho acquistato, io mi sono sentito, preso, rapito, folgorato!!!!! :-) E ogni momento era buono per leggerne un pezzo, mezzo capitolo....in strada,al parko, nel bus;ogni momento era buono per continuare a scoprire altre vicende di Alessandro Maniero un ragazzo buono e sfigato nel quale in qualche modo tutti noi ragazzi gay o bisex possiamo rispecchiarci ( Chi da ragazzetto non ha subito direttamente o solo intenzionalmente un tentativo di seduzione da parte di un adulto sconosciuto ... in spiaggia, nel parco pubblico, durante un viaggio in treno, all'oratorio... quando non si trattava di un vicino di casa ma anche un parente stretto!!!???..) Complimenti Bruno Zanin, io le auguro che molti altri ragazzi come me possano avere l'opportunità di leggere questo testo molto bello triste e doloroso. Un saluto Bernardo ragazzo napoletano un po' confuso ...
Voto: 4 / 5
Sandra Aragonese (23-12-2008)
Nessuno dovrà saperlo” letto tutto d'un fiato in una notte in treno.Padova-Salerno. Se vogliamo sinteticamente descriverlo, possiamo dire che è un libro fortemente autobiografico, pregnante di esperienza vissuta in ogni pagina. Racconta di una infanzia e adolescenza particolarmente difficili e irrimediabilmente distrutte da esperienze traumatiche ,che in vario modo intaccano il candore, la fiducia , l’incanto del bambino prima e dell’adolescente poi. Narrato con uno stile realistico e graffiante è un libro che si distingue perché si percepisce fortemente onesto nel suo realismo, un libro che non ha paura di affrontare la realtà più segreta e di andare in fondo nelle cose . Va in fondo nello scavo psicologico anche quando questo diventa doloroso.. e …miracolosamente….nonostante tutto… il protagonista rivela in ogni pagina, persistente e testardo, l’anelito alla rigenerazione, alla rinascita psicologica. Alessandro, nonostante appaia un’anima ferita ,(abusi pedofili e omosessuali) non perde mai la tensione affettiva e si percepisce in ogni pagina , sempre presente la richiesta , incontrollabile, di un grande bisogno di affetto e di considerazione , affetto e considerazione ,peraltro, sempre cercate e purtroppo sempre deluse. (Alla fine però si percepisce la libertà riconquistata di quell’anima forte e sensibile mai del tutto incatenata dagli eventi .) Questo romanzo conquista perché è molto vero, è un’ introspezione sofferta, dolorosa ma autentica e curiosamente .. ……il fascino che emerge da questo racconto è dovuto anche al contrasto che crea una imponderabile presenza poetica che, pur nascosta e forse non voluta, emerge inaspettata con poesia,lirismo, emozioni e delicatezza ……… un piccolo capolavoro di ricomposizione paesaggistica di un territorio ahimè oramai inesorabilmente perduto, quello della campagna veneta lungo il Brenta. Complimenti a Bruno Zanin Sandra
Voto: 5 / 5
Fabio F. (24-11-2008)
Volevo condividere la gioia di aver letto il libro"Nessuno dovra saperlo"che ha scatenato in me tanti sentimenti. Sentimenti di scoperta del vivere, del dolore, dell'amicizia, della fraternità e della speranza. Ogni rigo letto, mi ha fatto soffrire con Alessandro, ho condiviso con lui la strada irta della sua vita, carica di speranza, tradimenti, sofferenze e pochissima gioia, ma poi la storia ci insegna che c'è un varco dove abbiamo la nostra riscossa. E Alessandro l'ha avuta con la bella esperienza fraterna con Licurgo, anche la delicatezza della loro soffusa omosessualità è trattata magistralmente e con poetica pietas- Complimenti all'autore, storia sicuramente di vita vissuta che ti prende il cuore, ma ti apre ad orizzonti positivi. Grazie dunque a Bruno Zanin per le belle emozioni che mi ha donato, augurandomi di poter leggere presto un'altro libro suo. Riccardo P.
Voto: 5 / 5
Mario (18-11-2008)
Ho letto il libro"Nessuno dovrà saperlo" con un misto di interesse e di fastidio. Si tratta di un libro indubbiamente ben scritto, che fornisce un'immagine convincente di un mondo contadino un po' selvaggio, ormai scomparso, ma che non mi pare meriti troppi rimpianti. Purtroppo la mia educazione, forse un po' troppo "bacchettona" mi fa provare fastidio alla lettura delle descrizioni dettagliate di attivita' sessuali. Sono abituato a pensare che esista una "sfera del privato nel privato" alla quale, se si vuole, si accenna, ma che non si descrive. Considero, pero', questo un difetto mio, non dell'autore. A parte questo fastidio, la trattazione e' brillante e convincente, e la descrizione dei "Lehrejahre" (riferimento a Wilhelm Meister) e' coinvolgente. Tanto che si riprende fiato quando, alla fine, si legge che sia Alessandro che Licurgo, gli ultimi due personaggi trattati, sono usciti dal tunnel. Non importa che non si sappia come: basta uscirne, che' il percorso tra il collegio e la fine del racconto e' buio assai. Faccio quindi i complimenti a Zanin per la sua scrittura. Vedo che il volume si tratta della terza edizione, quindi ha anche avuto un certo successo letterario: mi sembra che il libro lo meriti. Mario J.
Voto: 4 / 5
giorgio (19-10-2008)
E' davvero autobiografico? Ma quanto è autobiografico? Sono di fantasia solo i nomi o anche molti fatti sono romanzati, o inventati, per far funzionare meglio il romanzo? mentre leggevo il libro me lo domandavo, perché è un libro tristissimo: l'infanzia costretta in collegio, lontano dagli affetti famigliari e dalle prime amicizie, la maledetta violenza del giovane prete, e poi quella solitudine che accompagna come un veleno l'adolescenza di Alessandro, l'ossessione del sesso e degli incontri omosessuali, l'aria greve degli istituti di correzione, e poi le continue ricadute dopo ogni tentativo di rialzarsi. Se fosse un romanzo di fiction non mi avrebbe così amareggiato, anzi, forse non l'avrei neanche apprezzato, avrei forse trovato tutte quelle esperienze di sesso, e l'atteggiamento derisorio della ragazza amata eccessivi, poco realistici, espedienti pruriginosi per colpire e tenere il lettore attaccato al libro (un po' come diceva di fare Bukovsky: "scrivo un libro, poi cimetto dentro il sesso così vende meglio"). Ma se è cronaca di vita. be', allora il significato è tutto diverso. E ho pensato che il significato del libro sia stato quello di liberarsi, in qualche modo, del peso di un passato doloroso, dandogli forma attraverso la scrittura, il racconto. Quella scrittura che può avere un effetto taumaturgico, togliendo il proprio vissuto dalle nebbie delle emozioni, del sentimento e dei ricordi e raffinandolo nel campo della creazione artistica, per guardarlo in faccia, farci i conti e disinnescare la carica di dolore che può avere nel nostro presente. Per fortuna la vicenda di Alessandro è finita bene. E per fortuna ho conosciuto Bruno Zanin nelle mie vacanze a Vanzone, ché incontrarlo è sempre una sana boccata di simpatia, di anticonformismo, di umanità, in un paese timido e chiuso.E che coraggio, esporsi a Vanzone con un libro del genere, dicendo chiaro e tondo nel riasvolto di copertina: guardate che è un libro autobiografico. non è stato un po' come mettersi alla gogna da solo? Be', complimenti Giorgio
Voto: 4 / 5
gianni (09-10-2008)
ho comprato per caso il libro "Nessuno dovrà saperlo"e sono qui a fare all'autore i miei piu' sinceri complimenti. Bella la Sua scrittura, scorrevole, molto intensa - sembrerebbe quasi vissuta - la storia. A tratti mi sono quasi sentito parte in causa, per alcuni episodi simili anche a me accaduti . Un particolare... il 29 settembre, quando Alessandro parte per il collegio (il momento quando si rende conto che qualcosa sta cambiando e non sara' mai piu' lo stesso), ebbene - dicevo - anche per me quel momento e' capitato tanto tempo fa' nella stessa data (quando sono partito per militare). Ho un rammarico; non ricordo come Alessandro l'espressione di mio padre che mi accompagnava, non ricordo se il nostro saluto e' stato un abbraccio,un bacio, un semplice ciao, non ricordo se mi sono voltato per guardarlo un ultima volta.... quello che sicuramente avevo ben presente era la consapevolezza che le cose non sarebbero mai piu' state come prima. E anche altri punti ricordano tanto la mia vita. Ad esempio lo splendido rapporto con i nonni, che nella loro semplicita' contadina (montanara) mi hanno insegnato quando e' grande il mondo e quanto piccolo sono io ("nonno quanto e' grande il Belgio?";"Il Belgio? E' un paese grandissimo!"); di qui il mio timore e soprattutto il mio rispetto nei confronti degli altri. Altre analogie in alcune scoperte e incontri particolari.... Dio quanto la vita e la realta' sono spesso piu' ricche della fantasia! Caro autore questi miei complimenti sono sinceri. La saluto Gianni
Voto: 5 / 5
Angelo (08-05-2008)
Senza perdermi in convenevoli complimenti e quantaltro vorrei provare,non so se sarà facile, raccontare le emozioni e le senzazioni che hanno scuscitato in me il libro di Bruno Zanin, mio compaesano. E' stato molto bello ritrovare quei tempi esattamente come li vedevo e li ho conosciuti in quella fase della vita dove, usciti dal collegio timidi e imbranati si cerca disperatamente un po di amicizia e di accoglienza Mi ricordo ancora l'autore con la sua Ferrania al campo sportivo dietro al cinema che mi fece una foto mentre giocavo a pallone e dopo qualche giono è venuto a cercarmi per farmela vedere e, ora capisco che cosa rappresentava per lui tutto cio, era un voglia di recuperare una relazione con chi dai suoi affetti e alle sue amicizie ne era stato strappato. Mi ricordo oggi come allora quanto mi è dispiaciuto non aver fatto qualche cosa per lui , e' incredibile dopo cosi tanto tempo sentire questo con una freschezza come se tutto cio' fosse un fatto di ieri. Mi sono apparsi in modo nitido e inequivocabile delle immagini e dei fotogrammi nitidi e presenti. Leggere questo libro e capire quanto alienante puo essere la solitudine in un paese di provincia ( di solito viene rappresentato questo con la citta' ) e stato per me motivo di riflessione profondo Ho la senzazione che anche i nostri figli qualche volta ,con le loro diversita' lo provino.
Voto: 5 / 5
Paolo di Pietro (30-04-2008)
Allora, ho letto Nessuno devrá saperlo con avidità, il cuore mi si gonfiava e stringeva continuamente il raccontare di Bruno Zanin è straordinariamente semplice, travolgente poetico, ora Vaticano volendo il libro si trova in quasi tutte le librerie. Il vissuto è eccezionale, scorrevole e in qualche modo non so usare il termine esatto, ma penso che vada bene la parola Suspence perchè l'intreccio avventuroso che lo scrittore da di alcuni episodi fanno invogliare il lettore (me) a sapere la fine, mica male no....!!!! Zanin sa coinvolgere il lettore (me) con gli stessi malesseri, tristezze e gioie del protagonista, davvero.... si, spero di leggere la continuazione dell'avventura umana di Alessandro ( io per certi versi gli assomiglio anche) bravo Bruno Zanin :-) complimenti
Voto: 5 / 5
lucrezia baldini frosinone (09-04-2008)
se vi è piaciuto questo libro, ritrovate la storia di zanin sul libro "Viaggio nel silenzio" di Vania Gaito, sul dramma della pedofilia nella chiesa cattolica ed. Chiare Lettere. E vedrete chi è il famosissimo soggetto di cui si parla nel romanzo......
Voto: 5 / 5
diego spano' (21-12-2007)
Leggendo il libro di Bruno Zanin ”Nessuno dovrà saperlo” la mente va dritta alle prime esperienze ed alle iniziazioni sessuali negli ambienti rurali e popolari in genere. La storia ,una esposizione piana ed elegiaca,si svolge in Veneto tra lagune,casolari,chiese,collegi e città patrizie in mano a pochi Signori ma, con qualche lieve mutazione paesaggistica ,potrebbe anche essere ambientata in Sicilia dove le condizioni socio-economico-culturali sono di poco dissimili. Molti vedono lo scandalo per il rapporto sessuale del protagonista ,Alessandro,con un prete del collegio,ma la vicenda ,sia pure non edificante e sicuramente esecrabile, è purtroppo frequente negli ambienti succitati. Il racconto si svolge fluidamente con i suoi adolescenziali colpi di scena subito tacitati dal leit motiv del romanzo:”nessuno dovrà mai saperlo”. Il pudore provinciale non consente che si dia spazio alla “trasgressione”,anche se questa è entrata a far parte dell’adolescenza,dello sviluppo e perfino del comportamento di adulto : il bozzetto della normalità contempla solo casa,Chiesa e marmocchi. Ma in quanti casi non è così? In tanti, invero. Però nessuno “vuole” che si sappia. Certo la magia dello “scoprire” rende la vita più elettrizzante,meno anonima ,ma non sono concessi sconti al perbenismo di facciata. Ciò che si ammira di Zanin ,oltre alla bella narrazione sentimentale,bucolica e nostalgica ,è il coraggio di aver sfidato tutti e tutto mettendo nero su bianco l’intimo segreto di un adolescente che è poi quello di tanti suoi coetanei. Ha rotto un tabù ,e per questo tanti ben pensanti gliene vorranno,ma ha reso onore alla verità dei fatti aiutando il giovane protagonista,che scivola tra Don Giustino,il Rosso,Pua,Elena,Miliziano,Jano e Licurgo,a sentirsi meno solo,meno fenomeno da baraccone,meno mostro.
Voto: 5 / 5
Carlo Orsini c.orso@email.it (27-08-2007)
Ho letto il libro di Bruno Zanin che conoscevo come attore cinematografico e "goldoniano" e sono pienamente d'accordo su quanto Ferdinando Camon su la Stampa del 25 agosto scrive a proposito dell'opera: " Non è un libro, è una vita. E la vita è una sequenza di denunce: contro la famiglia, il padre, il paese, la Chiesa, la magistratura, la Sanità, la fabbrica, tutte le istituzioni che via via han preso in consegna l'autore, prima bambino poi ragazzo. Senza mai capirlo. Sempre tradendolo. Violentato, anzitutto in senso sessuale, e poi abbandonato alla miseria, all'incultura, alla solitudine, il ragazzo alla fine pensa al suicidio: il suicidio è l'omicidio con cui tutte quelle istituzioni, coerenti una con l'altra, tentano di eliminare la vittima. Chi legge questo libro non lo dimenticherà. " Si, è esattamente questo: la storia mi è entrata dentro come una spina e lì vi rimarrà a lungo. Mi viene da pensare a quante di queste brutte faccende accadano anche ai giorni nostri dove non ci si può più fidare manco dei preti modello quale Don Gelmini per esempio da tanti considerato un santo, ma che invece pare tanto santo non lo sia affatto. E sono felice che la Giuria del Premio Letterario “Latisana per il Nord-Est” - Edizione 2007 abbia deciso di conferire una menzione speciale al libro di Bruno. Come debutto niente male. Auguri dunque per il prossimo che leggerò volentieri. Carlo O.
Voto: 5 / 5
Luca Romeo lucaromeo69@libero.it (31-07-2007)
Credo sia difficile, dopo aver letto “Nessuno dovrà saperlo" non fare complimenti al neo scrittore Bruno Zanin per la meraviglia con cui osserva e descrive il mondo contadino di un tempo, quel tempo andato il cui ricordo strazia fino allo spasmo, per come conduce il lettore dentro il dolore e lo smarrimento di Alessandro che non sa da che parte andare che pesce prendere con la sua vita dopo le violenze sessuali subite dai grandi, i sberleffi dell'amore etero, la superficialità e crudeltà di quelli omosessuali (Quel prete pedofilo mi sembra quasi di vederlo, molti preti di oggi assomigliano a lui, il fare simpatico, brillante, moderno, accattivante, ma l'occhio inquieto e felino che, durante la predica in Chiesa, fruga tra la folla dei fedeli alla ricerca di un volto angelico di qualche ragazzino-ragazzina per quietare, appagare la sua infelice astinenza) Come un aratro Zanin ha saputo scavare e riordinare le profondità di quei luoghi oramai scomparsi, di quel tempo tristemente perduto. Leggendolo riaffiorano nel lettore domande sepolte nei silenziosi deserti della sua vita...quante cose ci sono accadute anche a noi da piccoli che "Nessuno avrebbe dovuto sapere?" Confesso una cosa per finire: ho acquistato questo libro solo ed unicamente perchè Zanin mi era fortemente antipatico a pelle, lo trovavo particolarmente ambiguo e stucchevole (Bosnia, eremita tra i monti, Fellini, Premio Oscar ect ect e inaspettatamente ho scoperto che a leggerlo....è meraviglioso, per cui ora mi avventurerò anche nella lettura dei libri successivi che mi auguro presto arriveranno. Complimenti Zanin sei riuscito a vincere un mio preconcetto. Luca di Verbania
Voto: 5 / 5
Gianni M. (03-07-2007)
Si dovrebbe giudicare un libro soltanto per quello che contiene e per come è scritto e non tanto per gli elementi-argomenti trattati che potremmo definire" attuali o polemici o scandalistici" come la pedofilia in seno alla Chiesa Cattolica ecc. Quando si intende leggere un libro come questo di Zanin sconosciuto scrittore conosciuto attraverso la rete per via appunto dello scandalo dei preti pedofili è buona norma informarsi sull'autore e la casa editrice. Da questo punto di vista, il biglietto da visita di" Nessuno dovrà saperlo" è dei migliori per la presentazione in quarta di copertina da parte di Raffaele la Capria, uno dei massimi scrittori italiani contemporanei, mentre la Pironti, casa editrice partenopea che pubblica opere fritto misto ( dall'Elogio del Culo di Brass al grande Luzzi) fa come certe madri sciagurate, abbandona le creature che manda alle stampe a sè stesse senza curarsene di distribuirle come si deve per cui nelle librerie è impossibile trovare "Nessuno dovrà saperlo" ( (L'elogio del culo si invece) e se li contatti con una e-mail per avere delucidazioni, silenzio. Detto questo la lettura di questo libro è stata un vero elettroschock, contenuto tremendo e doloroso,poetico e solare, in certi punti straziante non ho molto da aggiungere ai commenti che mi anticipano qui su IBS, sono d'accordo con Naldini che certi scrittori non sono conosciuti nè valorizzati nel loro paese. Un libro come questo fosse uscito da noi in Svizzera sarebbe diventato un caso letterario, male per Zanin che svizzero non è e che ha un editore così pigro e disinteressato che sarebbe meglio perdere che trovare. Michele M.
Voto: 4 / 5
Angelo G. (24-06-2007)
Ecco un libro, quello si Zanin "NESSUNO DOVRA' SAPERLO " dove si incontrano i veri volti della pedofilia. Abbiamo il volto della Chiesa di ieri- un peccatuccio veniale che si assolve con tre pater ave gloria dati a recitare alla vittima dal padre salesiano violentatore fattosi confessore, e tra parentesi: il volto della Chiesa di oggi l'abbiamo visto nella trasmissione di Santoro AnnoZero raccapricciante a mio avviso, volto impassibile o quasi, farcito di distinguo e di 'però' del tutto fuori luogo, laddove l'unico atteggiamento lecito sarebbe stato invece quello dell'atto di dolore. Ricordo il prete pedofilo irlandese, processato in america, cui brillavano gli occhi al ricordo delle violenze, delle bambine, delle occasioni. E va detto che la Chiesa non ha fatto altro che riproporre quello che già la psicoanalisi, poi la cultura, poi la società intera, ha a sua volta fatto: ha rimosso, ha negato, minimizzato, ha criminalizzato la vittima.Parentesi chiusa. Nel libro di Zanin abbiamo altresì il volto tremendo quasi famigliare e subdolo della pedofilia che si incontra a pochi metri dall'aia di casa, nell'appartamento del dirimpettaio sempre persona simpatica, bonaria, insospettabile alla quale i genitori a volte affidano il loro bambino. Bruno Zanin ci racconta questi incontri fatali, drammatici, devastanti e ci racconta la nevrosi che ne è seguita e che mai ha potuto risolvere. Scritto con rigore e in certi punti con tratti struggenti e poetici "Nessuno dovrà saperlo" merita di essere letto e dato da leggere nelle scuole superiori, merita un posto negli scafali delle biblioteche pubbliche. E' un peccato che questo libro scoperto attraverso INTERNET (blog di Bazzato) sia praticamente introvabile nelle librerie colpa forse l'editore dai pochi mezzi o altro, colpa - ma non sarà vero- di qualche mano " Consacrata" che lo fa sparire dalle librerie prima che arrivi la mano "peccatrice" del lettore curioso e interessato a leggerlo. Angelo G.
Voto: 5 / 5
Maristella B. (14-06-2007)
Su segnalazione di una amica sociologa di Padova sono arrivata a questo libro gentilmente imprestatami VISTO CHE IN NESSUNA LIBRERIA, IBS, LIBRERIA UNIVERSITARIA COMPRESA NE ERANO SPROVVISTE. Punto. L'ho letto in una serata e devo dire che i crimini di pedofilia all'interno della Chiesa sono noti da sempre. Che tutti abbiano ritenuto fosse giunto il momento per parlarne-scriverne mi sembra una ottima cosa. Chi dice sia una strumentalizzazzione è in cattiva fede, questo romanzo-autobiografico è un esempio di testimonianza dura e cruda scritto molto bene e pubblicato in tempi non sospetti, libro che, come dice il critico letterario Palieri sull'Unità " ci racconta ciò che nessuna inchiesta giudiziaria o giornalistica sullo scandalo della pedofilia nella Chiesa ci hanno mai svelato: il «dopo». Scritto e pubblicato in tempi non sospetti,come dicevo-poetico e straziante- ci conferma che esistono scrittori sensibili talmente attenti ai tempi che corrono che sembrano quasi avere il dono della chiaroveggenza. Zanin è tra questi. Libro da far leggere alla CURIA del VATICANO al Sacro Collegio Cardinalizio, a mons. Bognasco e ai vescovi tutti, nessuno escluso. E magari al Papa stesso . Bravo Zanin. Maristella Bugno Fornasiero
Voto: 4 / 5
Ina Fortini (04-06-2007)
(04-06-2007) Zanin ha raccontato una storia, la sua storia, molto probabilmente, ma potrebbe essere quella di tanti altri, senza troppe postille: i fatti-tremendi, dolorosi, amari- parlano da soli e ogni lettore può e deve trarne le proprie riflessioni. Un libro bellissimo e tremendo, feroce e poetico che consiglio a i vari Mons. Fisichella e compagnia bella del Vaticano... che sappino una volta in più cosa significa il "poi" di un abuso subito da un adolescente da parte di un PRETE PEDOFILO. Ho cercato di trovare anche qualche difetto nel libro, ma sinceramente non ne ho trovati, salvo forse quella sensazione che si prova talora di interruzioni un po' brusche. Inoltre, con in mano la matita rossa e blu dell'arcigna professoressa, stavo per sottolineare quel passato remoto "bevetti", usato al posto del più comune "bevvi", ma poi, con doverosa umiltà, sono andata a controllare sul vocabolario di italiano e ho visto che tutte e due le forme sono ugualmente corrette. Adesso credo proprio che basti, un libro da leggere. Albertina
Voto: 5 / 5
Giovanbattista Pullini (26-05-2007)
È un libro intenso, senza dubbio violento e a tratti urticante. Queste caratteristiche fanno correre il rischio di dimenticare a volte la qualità della scrittura, che è ottima. Sento la difficoltà a commentare un libro in cui vita e scrittura si intrecciano così strettamente ma senz’altro è stata una bella esperienza di lettura. Ben vengano libri come questo, coraggiosi, ben scritti,informativi e spietati. Giovanbattista
Voto: 4 / 5
Alberta (23-05-2007)
Zanin Bruno ha scritto un buon libro, avvincente per il contenuto, dallo stile scorrevole mai banale, usando un'analisi psicologica asciutta che lascia parlare i fatti piuttosto che introdurre frequenti e invadenti riflessioni, ricreando con vivezza luoghi e ambienti, evitando toni didascalici e facili moralismi ,e, infine, dosando sapientemente, come fa la vita, gli elementi drammatici e quelli più quotidiani e talora anche umoristici. Insomma, un risultato niente male, soprattutto per uno scrittore esordiente. Inoltre desidero complimentarmi per il backstage culturale che è sotteso nell' opera e che, da quanto ho potuto capire dalla narrazione, Zanin si è costruito soprattutto da solo, non grazie a studi regolari, bensì grazie alla lettura, all'esperienza di vita e ,soprattutto, alla riflessione personale. Mi sono rattristata, questo sì, perché nulla rattrista di più dell'infanzia e dell'adolescenza violata.Il rimpianto che manifesta per la prima infanzia, quella dell'innocenza e dello stupore, età sempre troppo breve, mi ha trovata particolarmente in sintonia.
Voto: 5 / 5
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