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Vargas Davide - Racconti di qui | Un uomo cammina su un marciapiedi in una controra assolata. L'uomo è attratto dalla strada. Le crepe, le cicche, i tappi di bottiglie ingoiati come fossili, i dislivelli del cammino, la ragnatela come di vetro fratturato che si apre nell'asfalto. Dove sta andando? In nessun luogo, non c'è più un luogo vero dove quell'uomo possa andare, perché lui sta andando qui. È cosi che si muove il protagonista dei "Racconti di qui", un uomo risucchiato dal mondo e convinto che prestando più attenzione alle cose esse finiranno per rivelargli il loro segreto [...] e le racconta come se narrasse la vita di un personaggio fatto di asfalto, cemento, fogne, pontili, facciate, crepe, discariche, buche, piazze, sabbie, vie, vicoli, mare: inseguendo nella fisionomia delle cose ferite che gridano quella verità che le fisionomie umane ammutolite o complici tacciono.
Media Voto: 4.5 / 5mario marioschiav@virgilio.it (11-05-2009) Un libro con cui tirare tardi la notte, in compagnia di un buon bicchiere di vino.
Un libro da regalare a qualcuno che abbiamo nel cuore.
Un libro che smette di essere carta e inchiostro per diventare carne e sangue: a raccontare una terra come la campania si finisce per toccare materia viva.
Solo un editore coraggioso come Tullio Pironti poteva credere in questo libro.
Buona fortuna Vargas!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
martino blabla83@virgilio.it (10-04-2009) Ottimo quest'esordio di Vargas.
Un autore dallo stile asciutto e dallo sguardo caleidoscopico.
I racconti su Nazione indiana già mostravano il suo talento.
Queste storie lo candidano a buon diritto fra quella schiera di scrittori "sud-italiani" che pensano e raccontano la propria terra in maniera arguta e profonda.
martino, libraio romano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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