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Flamigni Sergio - La sfinge delle Brigate Rosse. Delitti, segreti e bugie del capo... |
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Titolo | La sfinge delle Brigate Rosse. Delitti, segreti e bugie del capo terrorista Mario Moretti |
| Autore | Flamigni Sergio | Prezzo Sconto 10%
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€ 17,10
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 1,90)
|  | | Dati | 2004, 362 p. |
| Editore | Kaos
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 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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14 recensioni presenti. Media Voto: 2.78 / 5Silesius (18-07-2010) Lo scenario del rapimento Moro è affollato di moltissimi personaggi. E questo pare un dato accertato, così come sono state accertate complicità più o meno dirette di P2, servizi, malavita mafiosa (il killer che sparò col mitra un mare di colpi con maestria pare fosse un professionista venuto da fuori), la banda della Magliana col famoso falso comunicato ecc. Non solo, ma è anche emerso che la condanna a morte di Moro fu in qualche modo agevolata dalla DC la quale non riteneva per niente utile che Moro ritornasse vivo dopo il rapimento. Ora, in questo scenario complesso è naturale pensare che le BR facessero parte di una operazione più vasta e coordinata. Si tenga presente che al momento del rapimento, al fine di consentire la fuga dei rapitori, tutti i telefoni della zona di via Fani non funzionavano. Chi aveva tolto le linee telefoniche di una intera zona di Roma dalla centrale SIP? Forse le BR? Però a quel tempo la SIP era in mano ad un uomo della P2. Quindi le tesi di Flamigni sono molto, ma molto palusibili. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pigi22 (14-03-2008) C'è forse una tesi che Flamigni sta cercando di far quadrare: un tesi logica, ma difficilmente dimostrabile. Terrorismo di destra e di sinistra furono i due bracci della bilancia che consentirono di tenere il timone saldamente al centro, ossia servirono a garantire 40 anni di potere democristiano in Italia. I due "terrorismi" furono quindi protetti e favoriti dallo stesso centro di regia che aveva trasformato l'Italia (paese - ricordiamolo - che aveva perso la guerra e di fatto ancora occupato) in una repubblica "a sovranità limitata". L'apertura di Moro al PCI aveva completamente scombussolato questa strategia e scatenato la reazione del sistema di controllo occulto del paese (di cui facevano parte Gladio, BR, Servizi, apparati militari afferenti alla NATO, Mafia, P2). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Sarri (17-05-2007) Quella di Flamigni ormai non e' piu' ricerca storica, ma autentica ossessione, che parte da un preconcetto e analizza tutti i fatti sulla base della propria convinzione, eliminando a priori tutte le prove che la smentiscono.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giorgio Ferranti gcocchius@yahoo.it (14-03-2007) Premetto che non credo che Moretti sia mai stato infiltrato nelle BR, credo al contrario che Moretti incarni l’anima “pura” (tra virgolette ovviamente) di quella organizzazione.
Tuttavia vorrei precisare che il fatto di essersi fatto diversi anni di carcere non significa automaticamente che Moretti non abbia goduto di un trattamento privilegiato, visto che questo presunto trattamento non si riferirebbe agli anni vissuti in carcere, ma a quelli vissuti libero di scorazzare per tutta l’Italia, nonostante le decine di segnalazioni che a buon titolo lo avrebbero dovuto collocare tra gli individui più pericolosi in circolazione dal 1970 in poi. In questo contesto alcune delle coincidenze cui si riferisce Falmigni (ripeto alcune) come quella con Dotti, personaggio davvero equivoco, lasciano pensare che qualcuno, gli stessi che per anni avevano ordito con le trame nere per alimentare il clima di terrore, oggi avevano puntato su altri personaggi in grado di “spontaneamente” fare il loro gioco.
Il libro di Flamigni però non va letto in questi termini, il suo principale obiettivo è quello di sconfessare la tesi dell’album di famiglia. Ci riesce solo in parte perché, documenti alla mano, Moretti effettivamente non è mica quel sovversivo comunista che tutti si aspetterebbero, tuttavia glissa colpevolmente sulla componente Emiliana delle BR che fa capo a Franceschini, Gallinari, Pelli, Ognibene, Paroli (quelli dell’appartamento per capirci) che invece provenivano proprio dalle file del PCI. Per fortuna i due libri di Franceschini e Pellgrino (entrambi interviste con Giovanni Fasanella) ristabiliscono un pochino le cose!
Quanto al presunto coinvolgimento del KGB con le BR, mi fa specie che chi attribuisce a Flamigni un comportamento al limite del parossistico, poi eccede in dietrologia tirando in ballo storie fantastiche sul KGB che la storia recente della Mitrokhin (una commissione creata solo per inventare delle calunnie), smentisce categoricamente! Perlatro la stessa gente tira in ballo il libro di Satta, per suffragare Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luca (14-02-2007) Faccio presente che Moretti non è libero.
Gode della semilibertà ed ogni notte torna in carcere a scontare la pena.
Basta questo a far crollare le tesi di Flamigni, di un Moretti protetto. Moretti è uno dei brigatisti che più anni di carcere si è fatto.
Ovvio che chi non si informa, poi si fa abbindolare da tesi del tutto priva di fondamento. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alberto (12-01-2007) libro interessante e documentatissimo come tutti quelli scritti da flamigni.si può essere o non essere d'accordo sulle tesi dell'autore ma non si può negare l'esistenza di spazi oscuri presenti nella storia delle br e nella vita di moretti.il libro ci svela dettagli poco noti e coincidenze sorprendenti sul capo brigatista che personalmente non conoscevo.contrariamente a chi sostiene che tutto è chiaro, tutto è svelato, ritengo che coltivare il dubbio sia sempre opportuno.da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro (01-07-2006) Veramente Moretti è effettivamente uscito in base alla legge citata, dopo aver scontato quasi 15 anni di carcere.
Ergo, Moretti è fuori in base a quanto stabilito dalle leggi italiane. Non per grazia ricevuta.
L'obiezione di Roberto è fuori luogo.
Il libro di Flamigni nulla aggiunge di veramente decisivo alla vicenda Moro, visto che è solo la riproposizione di tesi ormai dette centinaia di volte.
Se poi la prova principale contro Moretti è il fatto che, a Milano, egli abitava a poca distanza dalla casa di Allegra..... bhè francamente mi cadono le braccia...... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Roberto (26-06-2006) ERRORACCIO: documentatevi prima di parlare: Moretti NON si é MAI dissociato,anzi. A dirla tutta ha personalmente votato la condanna a morte di parecchi suo ex-compagni che nelle carceri di tutta Italia hanno sottoscritto vari documenti di dissociazione dalle BR e dalla lotta armata. E poi commentare un libro dicendo in partenza "non l'ho letto e non lo leggerò mai", dandone un giudizio così duro... insomma non é una cosa intelligente. Si parla quando si crede di sapere di cosa si parla, altrimenti si DEVE tacere Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Andrea (22-03-2006) Non ho letto questo libro e probabilmente non lo leggerò. Conosco Flamigni. Ho sempre guardato con occhi stupiti chi per 30 anni ha cercato di nascondere a se stesso la semplice verità: le brigate rosse e i vari gruppo armati di sinistra, erano davvero di sinistra, appartenevano a pieno alla sua storia, al suo rapporto con la violenza. Altra cosa è il terrorismo di stato, le bombe etc... e altra ancora la "lotta armata" portata avanti da destra.
Ci sono tre modi per fare i conti con il passato.
Uno, quello al quale aderisco in pieno, è non tacersi nulla delle proprie responsabilità, dei propri errori e ripercorrere la propria storia evitando di chiamarsi fuori;
Uno è quello di negare parti del proprio passato e scegliere la parte migliore (leggi: PCI-PDS-DS) non accorgendosi che così facendo si amputano parti della propria storia che diventa così del tutto incomprensibile;
terzo, agire da vero stalinista (e purtoppo anche questo ha fatto parte dell'agire del PCI-PDS-DS) e ridurre tutto al complotto del nemico. In quest'ottica le BR possono diventare addirittura "fasciste".
Se poi si spolvera il tutto con un po' di mistero.......
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giacomo (15-03-2006) Non convince. Flamigni ormai da troppi anni ripete pedissequamente tesi trite e ritrite e ampiamente smentite dai fatti.
Come si fa a sostenere che Moretti ha goduto di benefici che ne hanno alleviato la pena?
Questa e' una tesi davvero assurda, giacche' Moretti è uscito di carcere grazie alla legge sulla dissociazione voluta dal PCI e scritta dal comunista Pecchioli
E questa è solo una delle tante topiche prese da Flamigni.
Peccato perche' ai tempi della prima edizione della Tela del Ragno, Flamigni offriva anche spunti interessanti. Ora pero' offre solo dei polpettoni che riciclano tesi vecchissime e ormai prive di credibilita'.
Specie dopo che, come avvenuto negli ultimi anni, si e' cominciato a scoprire quanto pesante fu l'influenza del KGB sulle Br. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luciano Riccardi luciano.riccardi@gmail.com (10-02-2006) Una lettura complessivamente interessante che tuttavia non rispetta i limiti che essa stessa si era imposta: più che di una "biografia" di Moretti è una "rilettura" delle Br e delle vicende a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta. In questo modo però le digressioni su vari temi - ad esempio il Delitto Moro, sul quale vi è un lungo capitolo che sembra essere un condensato di un altro testo dello stesso autore - da un lato rischiano di non essere, evidentemente, approfondite a sufficienza, dall'altro sono troppo estese alla luce dell'oggetto del libro. La sensazione è che la figura di Moretti sia infine quella di una comparsa più che di un protagonista - ma questo potrebbe infine essere proprio l'obiettivo preposto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paolo (31-01-2006) Flamigni, è vero, muove verso una sola direzione, e magari questo libro - pur ben documentato - va integrato con chi muove verso l'altra e vede meno "sfingi" delle br... Ma da qui a dire: "sbagli" e "ossessione"!... di che parli Massimiliano qui sotto? Forse neanche tu "cambierai mai idea", l'opera "certosina" di Vladimiro Satta (Odissea nel caso Moro...) che tu citi contiene diversi buchi: omissioni su via Gradioli e "certosino" quanto supino virgolettare dei rapporti ufficiali fra cui quello del P2 Malfatti, per cui emerge che Moro non sapeva nessun segreto, niente di niente!?! Porsi dubbi non fa mai male, se no si finisce per credere che Oswald uccise JFK sua sponte o su ordine di Castro!!!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimiliano Filiberti massimiliano.filiberti@fastwebnet.it (03-07-2004) Sarebbe ora che Sergio Flamigni cessasse di cercare il "grande vecchio" e riconoscesse, con onestà, di aver sbagliato.
Non si tratta neanche più di elucubrazioni dietrologiche ma di pura ossessione.
"La sfinge delle brigate rosse..." va letto solo per rendersi conto che Flamigni non demorde. Non è stata sufficiente l'opera certosina di Vladimiro Satta ("Odissea nel caso Moro...") a fargli cambiare idea. Non la cambierà mai. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
carla cpellegatta@easyasp.it (16-06-2004) Sergio Flamigni è, come sempre, rigoroso e documentato. I suoi libri andrebbero proposti - mettendoli ovviamente a confronto con altri - nelle scuole superiori, se ci si decidesse a far conoscere e approfondire un po' di più la storia italiana degli ultimi 30-40 anni. Naturalmente Flamigni propone il suo punto di vista (che personalmente condivido) su uno dei periodi più bui della vita politica italiana e su un caso, il caso Moro, che resta - per molti aspetti - ben lontano dall'essere chiarito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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