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Kadaré Ismail - Il generale dell'armata morta | A vent'anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, un generale e un cappellano dell'esercito italiano vengono incaricati di ritrovare i resti dei soldati italiani caduti in Albania. La solennità della missione si infrange contro le difficoltà determinate da un clima ostile, da una terra aspra e dalla fierezza di un popolo per il quale sembra che la guerra sia una condizione di vita. Quando il generale sarà pronto a riportare in patria la sua "armata morta" si renderà conto di aver esumato, insieme ai poveri resti, ostilità e rancori di un popolo che sembra conservare l'atavico gusto di uccidere e di farsi uccidere. La violenza grava sul destino degli uomini e la follia della guerra unisce vincitori e vinti nella medesima desolazione.
Media Voto: 4.5 / 5elafos (19-09-2008) Ho letto questo libro nei giorni immediatamente successivi all'8 settembre 2008. Mentre si innescava la polemica sulle affermazioni di alcuni politici di destra incapaci di aderire pienamente all'antifascismo, io mi addentravo nel viaggio del generale italiano in Albania. Un viaggio che mi ha portato ad affrontare i fantasmi di un passato che siamo stati, noi italiani, troppo frettolosi nel rimuovere, non volendo fare i conti con la nostra cattiva coscienza. Evidentemente certi scheletri si preferisce, al contrario del protagonista, tenerli sotto terra e possibilmente dimenticarli. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
E.Selmani (13-01-2008) L'ho letto tre volte questo libro in albanese.Un romanzo sublime che è diventato anche un bellissimo film in Albania.
Grazie Kadarè! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cabiria margotmain@libero.it (14-01-2005) Il generale dell armata morta, il generale italiano alla guida di un esercito di scheletri, di cui il più importante si rivelerà il più maledetto.
Che dire di questo libro? le opere di Kadarè non si leggono, si divorano. Interessanti, profonde, vere e avvolte nel mito.
In particolare questa opera narra di quello che eravamo noi italiani in un paese che doveva essere una nostra colonia, in passato, e che invece si è rilevato essere molto, molto di più. Un generale italiano che torna in albania con tutti gli onori e che se ne ritorna a casa in silenzio, quasi in punta di piedi, quasi come se la sua armata dovesse alfine sssere onorata di aver trovato sepoltura, seppur provvisoria, nella terra delle aquile.
Mi piacerebbe conoscere qualche reduce della guerra in Albania per sapere se Kadarè ha saputo trasmettere il vero animo del soldato italiano, cosi bene come ha saputo descrivere noi italiani visti dagli occhi degli albanesi.
Grande kadarè, è sempre un piacere leggerlo e consocere attraverso lui cosi tanto di un popolo che, ingenuamente, abbiamo sempre considerato cosi diverso dal nostro.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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