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Krakauer Jon - Nelle terre estreme |
 Zoom della copertina |
Titolo | Nelle terre estreme |
| Autore | Krakauer Jon | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,11
(Prezzo di copertina € 16,60 Risparmio € 2,49)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2008, 267 p., rilegato | | Traduttore | Ferrari L.; Zung S. |
| Editore | Corbaccio
(collana Exploits) |
Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo | | 
 | Questo prodotto dà diritto a 14 (solo per acquisti con carta di credito). Per saperne di più, clicca qui. |
Nell'aprile del 1992 Chris McCandless si incamminò da solo negli immensi spazi selvaggi dell'Alaska. Due anni prima, terminati gli studi, aveva abbandonato tutti i suoi averi e donato i suoi risparmi in beneficenza: voleva lasciare la civiltà per immergersi nella natura. Non adeguatamente equipaggiato, senza alcuna preparazione alle condizioni estreme che avrebbe incontrato, venne ritrovato morto da un cacciatore, quattro mesi dopo la sua partenza per le terre a nord del Monte McKinley. Accanto al cadavere fu rinvenuto un diario che Chris aveva inaugurato al suo arrivo in Alaska e che ha permesso di ricostruire le sue ultime settimane. Jon Krakauer si imbattè quasi per caso in questa vicenda, rimanendone quasi ossessionato, e scrisse un lungo articolo sulla rivista "Outside" che suscitò enorme interesse. In seguito, con l'aiuto della famiglia di Chris, si è dedicato alla ricostruzione del lungo viaggio del ragazzo: due anni attraverso l'America all'inseguimento di un sogno. Questo libro, in cui Krakauer cerca di capire cosa può aver spinto Chris a ricercare uno stato di purezza assoluta a contatto con una natura incontaminata, è il risultato di tre anni di ricerche.
Recensioni 1 - 20 di 86 recensioni presenti. Media Voto: 4.05 / 5Giuseppe Cocuzza (04-01-2010) Insieme di storie inerenti all'alpinismo ed alla vita immersa nella natura selvaggia. La tanto magnifica quanto tragica esperienza del protagonista fa solo da sfondo a questo libro meraviglioso che insegna come davvero bella ed importante sia la natura e di quanto stupida sia la nostra razza nell'ignorarla e sottovalutarla. Voto: 4 / 5 |
zombie49 (19-11-2009) Da una storia vera. Nel 1990 ChrisMcCandless subito dopo la laurea abbandona la famiglia, appartenente alla borghesia benestante di Washington e inizia a vagabondare x gli USA, senza denaro, vivendo di lavori precari e trascorrendo molto tempo in solitudine nei luoghi più remoti del paese. Due anni dopo, la sua ultima avventura in Alaska: alcuni cacciatori lo troveranno in un autobus abbandonato, morto x la fame e le privazioni. Accanto al corpo, il suo diario. Krakauer cerca di capire cosa ha spinto il ragazzo a questa scelta estrema: idealismo romantico, una sorta di ascetismo, arroganza, sfida incosciente ai pericoli della natura, rancore verso i genitori. In parte, come Krakauer mi identifico nelle scelte di Chris: a 20 anni ho lasciato la famiglia, senza però provare rancore, ma una sorta di non- rapporto; ho viaggiato molto x le “terre estreme”del “mondo senza gente”, dai roventi deserti africani e australiani a quelli gelidi della Patagonia e delle Ande boliviane, dalla foresta pluviale del Congo alla Selva dell’America Centrale, dalla Terra del Fuoco all’Artico canadese. Tuttavia, a differenza di Chris non ho mai scelto di affrontare questi viaggi senza denaro, viveri, mezzi ed equipaggiamento adeguati. Amo la Natura e solo in essa trovo la pace. Ma la Natura non è buona né cattiva, semplicemente è, ed uccide chi non la rispetta e la teme, xchè non ha bisogno di noi. Il pericolo esiste comunque, ma ignorarlo conduce al disastro. Penso che Chris fosse un hippy con 20 anni di ritardo, e che alla fine avesse ragione quel lettore dell’Alaska che ha scritto a Krakauer: “Avventurarsi nella natura di proposito impreparati e sopravvivere a rischi mortali non rende una persona migliore, ma solo molto fortunata”. L’autore si chiede cosa avesse Chris di speciale rispetto ad altri che hanno fatto le sue scelte e la stessa tragica fine: che qualcuno abbia raccontato la sua storia, appunto. Il libro è molto migliore del film, che presenta un’Alaska da cartolina e proprio non mi è piaciuto. Voto: 4 / 5 |
Roberto (27-10-2009) Prima di leggerlo, ho avuto modo di vedere il film di Sean Penn che mi ha entusiasmato con una storia forte, una fotografia stupenda, una colonna sonora da brivido. La lettura del libro pensavo ricalcasse il film, invece è stata... "diversa". Il libro è più ricco, più complesso, molte citazioni, storie parallele (anche dello stesso Krakauer), in cui Chris ne esce più sfaccettato, i suoi genitori in un certo senso meglio che nel film e complesivamente tutta la vicenda risulta ancora più intensa. Come giudicare Chris?.... non so, ma credo proprio non conti questo. Meglio, dopo questa stupenda lettura, chiedersi quanto Chris c'è dentro ognuno di noi ed eventualmente fare tesoro di quello che lui ha cercato di dirci. Voto: 4 / 5 |
Paolo pagri@virgilio.it (24-09-2009) A dodici anni dalla prima volta ho riletto questo libro. A mio giudizio un capolavoro. Mi ha affascinato allora - e continua a farlo oggi - la storia di questo giovane che ha cercato con tutto se stesso, pagando con la vita, una sintesi tra la profondità dell'animo umano e la natura che sta all'estremo opposto. Quella sintesi che non è rappresentata dagli agi, dalla tecnologia, dalle convenzioni, dai ritmi del quotidiano, ma da qualcosa di più. Qualcosa di inafferabile che ormai abbiamo perso. Ricco di citazioni che fanno riflettere, è un libro che accende la voglia di mettersi sulla strada, senza una meta, con l'unico obiettivo di conoscere noi stessi come non abbiamo fatto prima in un viaggio senza età sia per chi ha venti anni che per chi, quegli anni, li ha superati da un pezzo. Voto: 5 / 5 |
stefano benmalaussene@hotmail.com (18-09-2009) Libro che si legge tutto d'un fiato.
Decisi di leggerlo in seguito alla visione del film di Sean Penn, quando rimasi folgorato da paesaggi, storia, personaggi: tutto.
Certamente l'averlo visto prima ha tolto un po' di suspense al libro, il cui prego è però quello di riuscire a carpirne i particolari più intimi (ma non indiscreti! non siamo in televisione) dei personaggi.
Il protagonista è infatti un icona dei giorni nostri per quanti vorrebbero seguire una vita più legata alla natura, rispettosa dell'ambiente, ma allo stesso tempo soddisfare i propri interessi al di là degli schemi prefissati, binari su cui si muovono gli uomini ed al di là dei quali non possono andare per via delle leggi (scritte e non scritte) della società.
Sicuramente il libro è un più distaccato del film. E' prevalentemente un road-book, basato su un importante articolo del gennaio 1993 che lo scrittore ha pubblicato sul numero di Outside e che l'ha toccato nel profondo, ma non per questo lascia punti scoperti o spazio alla propria fantasia ma scava in ogni minimo particolare della vita di Christopher Johnson McCandless in arte "Alexander Supertramp".
La biografia è estesa anche ad alcuni personaggi che hanno in comune alcune peculiarità con il protagonista, addirittura lo stesso scrittore arriverà a paragonare la propria esperienza di vita e le proprie passioni adolescenziali (e voglia di ribellarsi) con l'avventura intrapresa da Alex descrivendo nei minimi dettagli le proprie sensazioni durante una pericolo ed importante scalata...
Per chi è a digiuno di Alaska ed America, nel libro troverete anche raffigurate alcune cartine su cui potrete seguire meglio i vari spostamenti.
In definitiva un libro che deve essere letto da tutti quanti hanno apprezzato (ed amato) la storia sul grande schermo, da chi non conosce la storia e da chi "scetticamente" l'ha sempre snobbata, potreste ricredervi ed imparare molto su natura, ambiente, il prossimo.
Chi lo critica probabilmente non conosce tutta la storia e questa è l'occasione per farlo. Voto: 4 / 5 |
giannina (02-07-2009) Ho letto il libro dopo aver visto il film che ho profondamente amato perchè avevo bisogno di sapere di più e di sapere se Chris fosse veramente la persona speciale che si vedeva nel film. Ho avuto la conferma.
Il libro è piacevole ma un po' lento.
Voto: 4 / 5 |
FoSK (29-06-2009) Un grande viaggio nella vastità degli Stati Uniti d'America, nella natura selvaggia e nell'animo umano.
La particolare scelta di vita e sfida di Chris; la sua conseguente sparizione, lasciano un enorme vuoto nelle pesone a lui vicine.
Il tragico e purtroppo inevitabie epilogo del protagonista, lasciano poi un profondo insegnamento ; in primo luogo proprio a Chris,
il quale, prima di lasciarci, si rende conto che non è mai tardi per perdonare e cogliere il meglio dalla vita così come essa appare ; condividendola e non vivendola in maniera egoistica. (Happiness is REAL only when SHARED).
In secondo luogo, il tragico epilogo fa anche riflettere su altre due cose : su quanto sia giusto dare sempre il buon esempio ai propri
figli ed allo stesso tempo, quanto sia difficile capirli quando questi siano dotati di un animo inquieto ed indomabile, proprio come quello Chirs, disposto a tutto, senza paura, senza freni, con in testa solo i propri obiettivi.
Uno speciale ringraziamento va a Jon Krakauer perchè, senza il suo impegno instancabile non saremmo mai venuti a conoscenza di questa triste ma affascinate storia di vita.
Da non perdere! Voto: 5 / 5 |
AlbertoGola alberto.gola@alice.it (22-05-2009) Un po' difficile da giudicare questo libercolo. Concordo con chi è rimasto più colpito dal film di Sean Penn, ottima pellicola d'avventura con immagini mozzafiato, che da un libro molto ambizioso ma che non decolla più di tanto. Lo stile troppo cronachistico è inadatto ad una vicenda più spirituale che altro. La narrazione troppo dettagliata rimane sempre molto distaccata; Krakauer da il meglio di sè nei libri di montagna, nei quali può pescare nella propria esperienza.
Per il resto, al di là della vicenda particolare e complessa, non riesco a convincermi di un punto fondamentale. Perchè fuggire dal mondo per restare da SOLI? Non si può entrare in contatto con lo splendido mondo primordiale dell'Alaska condividendo con altri questa esperienza? La vicenda sarebbe stata più eroica se fosse stato un gruppo di amici ad aver intrapreso questa avventura. In questo caso scorgo un po' troppa misantropia e idealismo utopistico: McCandless risulta così un personaggio immaturo , con buoni propositi ma poca concretezza. Voto: 3 / 5 |
Libretta alexandra.capo@gmail.com (21-05-2009) Ciao ho sentito parlare di questo libro e del film, cosi' la storia mi incuriosiva molto e comprato il libro. Ho iniziato a leggerlo, e devo ammettere che la lettura prosegue molto lentamente, non so perche' non riesco ad entrare nel nucleo della storia, mi date un consiglio su come poter "sbloccare " il libro ? sono arrivata al punto in cui delle persone stanno testimoniando come hanno trovato un autubus, disperso, oppure l'auto di Alex, ma pensavo che si raccontasse almeno un po le avventure che Alex ha vissuto li'.. Piu' avanti lo dice ? Grazie ciao. Voto: 3 / 5 |
Tatanka (13-05-2009) Chi è Chris McCandless? Sono io. E' ciascuno di noi, perché ciascuno di noi ha sognato una volta di lasciare tutto, di fuggire dagli orari dell'autobus, dagli appuntamenti, dalle finte amicizie, dalle aspettative degli altri. Ma anche Jon krakauer è ciascuno di noi. Perché anche lui è Chris McCandless.
Perciò, questo libro racconta noi stessi. E' una splendida autobiografia dei nostri "chissà". Voto: 4 / 5 |
Mingo mingo75@hotmail.it (13-05-2009) Chissà se Krakauer si era reso conto che, narrando la storia di Christopher McCandless, stava “semplicemente” scrivendo il Grande Romanzo Americano. Perché il racconto del viaggio di Chris verso l’Alaska si inserisce perfettamente nel filone “on the road”, nelle cui opere il viaggio è metafora della scoperta dell’Io. Egli è come il Walden di Thoreau, che sceglie di vivere nei boschi “per non scoprire in punto di morte di non aver mai vissuto”. E non importa se il luogo della rinascita coincide con quello della morte: in poche settimane, egli si spinge oltre il limite, mentre noi rimaniamo qui, al sicuro dai rischi che la ricerca di sé comporta, ma con uno struggente desiderio di libertà. Voto: 5 / 5 |
nigros53 (13-05-2009) Chris McCandless non è un ragazzo dei nostri tempi, la storia rimanda a pulsioni generazionali di 30/40 anni fa, lo scrittore è un po' didascalico.
Oggi Chris aprirebbe un ristorante di lusso italiano nel West End di Londra con i soldi del primo marito di sua madre, che senz'altro esisterebbe e lavorerebbe in una banca privata.
Reputo questo romanzetto un simil-libro di bordo, o anche la versione umanizzata de "Il gabbiano Jonathan Livingston".
La sua immensa fortuna è stata di arrivare dopo la versione cinematografica di Sean Penn-fratello del defunto, grande Chris ed epigono meritevole del meraviglioso Clint Eastwood- e di Eddie Vedder.
La 7a arte eleva al cielo la scrittura, vedi te! Voto: 3 / 5 |
Majakovsk (12-05-2009) Krakauer è un veritiero cronista sull'orlo del confine.
La storia di Chris McCandless è il centro del libro, ma al tempo stesso è periferica.
E' il fatto, che Krakauer ricostruisce, con la sapienza di un detective.
L'impressione finale è che "Le Terre del Nord", sono uno spazio necessario della nostra anima. L'espressione della necessità di andare oltre, di vivere ad un intensità superiore.
Chris vive e muore in tutti noi. Tutti i giorni. Come noi, trascinato dal eneluttabilità del destino. Chris è la montagna che scaliamo, gli ultimi cento metri, l'amore che vogliamo conquistare.
Le "Terre del Nord" sono in quell'ovunque, verso cui giriamo lo sguardo, con il volto trasognato. Voto: 5 / 5 |
SARAHDJ (12-05-2009) Ci si addentra nella natura più selvaggia... una natura che non ti permette di sopravvivere.
La natura è come il tempo! Scorre e vive senza ostacoli e noi non siamo in grado di fermarla.
L'avventura si confonde con la sopravvivenza che decide di alzare bandiera bianca. Si deve tornare indietro. Ma la natura è troppo forte e ti imprigiona fino alla morte.
La voglia di vivere emozioni uniche e di sfidare se stessi non basta!
Non condanno però la scelta a differenza di tanti altri ma questa esperienza deve far riflettere...
Il ragazzo ad un certo punto ha ritrattato il tutto, ha cercato di rientrare nella società... o forse, se si fosse salvato, avrebbe iniziato una nuova avventura?!? Voto: 3 / 5 |
giano24 (12-05-2009) La forza vitale della natura è qualcosa che non conosce la pietà. libro intenso, carico di suggestioni che parlano all'uomo selvaggio che è in noi. iniziato per curiosità, finito per bisogno. Si, bisogno di confrontarmi con un lato di me che non conoscevo, bisogno di capire per davvero cos'è la solitudine costruttiva, quella non egotica ed autolesionista (un po' da sfigati) ma quella che tenta, attraverso il silenzio e la contemplazione di qualcosa di "più grande", di arrivare al cuore di ciò che conta, lasciando morire i rami secchi della nostra cortese educazione, ove non trova spazio la potenza della natura ma solo il suggerimento della sua schiavitù (pura illusione). Voto: 5 / 5 |
Anna M. (11-05-2009) Libro molto intenso e di piacevole lettura. Narrazione, a tratti critica, a tratti autobiografica, ma sempre interessante e accomunata dalla ricerca del perchè, delle ragioni che spingono una persona a spingersi così ai confini della vita, a rinunicare ad una vita di agi per l'inseguimento di un qualcosa ai più non comprensibile.
Se avete avuto la fortuna di visitare, o l'avrete, l'Alaska potrete maggiormente capire ed apprezzare il senso di selvaggio che ha incantato il protagonista che appartiente a questa terra lontana.
Voto: 4 / 5 |
BINOX (10-05-2009) Il viaggio di Chris Mc Candless ricorda l’inevitabile volo di una delle cinque anatre di Francesco Guccini. Con l’istinto di un uccello migratore egli ha lasciato ogni cosa e viaggiato verso l’Alaska morendo tra le lamiere di un vecchio autobus. Il suo diario è materiale prezioso, inusuale, al quale è difficile dar forma. La scrittura dell’alpinista Krakauer è semplice, fredda e liscia come una roccia ripida e senza appigli, quelli che invece servirebbero per andare davvero al fondo della storia del giovane Mc Candless. Il lettore viene lasciato in superficie senza estrarre alla luce le radici profonde del suo viaggio che probabilmente stanno solo nella necessità del viaggio stesso Voto: 3 / 5 |
Lord Fener (08-05-2009) I paesaggi innevati, i tramonti, gli stormi di uccelli che migrano a sud e via avanti così. Tutte cose interessantissime da vedere. Un po' meno da descrivere. E in questo testo ci sono un sacco di descrizioni. Nelle terre selvagge è un libro noioso, che tratta di un tipo noioso, che incontra persone noiose, fa cose noiose e non smette di essere noioso fino alle fine. Scappare da tutto, dalle responsabilità sembra essere la scelta più facile per il protagonista, la più comoda, ma non necessariamente la più giusta. Le trovate new age della felicità nel granello di sabbia sono residui di filosofie spicciole che ho già sentito tante volte e che non hanno mai cambiato il mondo. E mai lo faranno. Voto: 1 / 5 |
ainwonderland (07-05-2009) Dopo aver letto questo libro ogni cosa della quotidianità sembra perdere importanza e i gesti meccanici che l'uomo compie ogni giorno diventano inutili.Ti perdi in un abisso di bellezza e pace,ti perdi nei sentimenti nobili del giovane Chris e in quello che i suoi occhi vedono....e allora ti chiedi...abbiamo solo una possibilità,come è giusto usarla?Un libro stupendo che lascia un segno indelebile nel cuore di chi lo legge. Voto: 5 / 5 |
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