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Cattaneo Carlo - Le più belle pagine scelte da Gaetano Salvemini |
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Titolo | Le più belle pagine scelte da Gaetano Salvemini |
| Autore | Cattaneo Carlo | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,93
(Prezzo di copertina € 17,56 Risparmio € 2,63)
|  | | Dati | 1993, XII-244 p., rilegato |
| Editore | Donzelli
(collana Biblioteca) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Carlo Cattaneo (1801-1869) presiede un'area assai particolare della cultura e della storia italiana. Il molto citato e poco studiato protagonista del Risorgimento «perdente», federalista e democratico, apparteneva a una rara specie di intellettuale e scienziato sociale. Allievo e interprete di Gian Domenico Romagnosi, avvocato che mai esercitò, politico coerente e audace, trascinato ad una non amata politica più dal rigore morale che dalla eccezionalità degli eventi, creatore della rivista più moderna ed europea che l'Ottocento italiano abbia potuto vantare, quel «Repertorio mensile di studi applicati alla cultura e alla prosperità sociale» cui altri darà il nome di Politecnico, fu un grande studioso e al tempo stesso un acuto e partecipe testimone dell'economia e della società ottocentesche. Cattaneo attraversa il suo tempo con un'idea semplice e magnetica: il motto «scienza è forza», che riecheggia il Knowledge is power di Francis Bacon, costituisce il punto vero di raccordo di interessi e ricognizioni che spaziano in campi così diversi. Quello stesso motto attraversa anche la raccolta di testi scelta da Gaetano Salvemini e pubblicata nel 1922 presso l'editore Treves di Milano, in una prestigiosa e fortunata collana diretta da Ugo Ojetti, con un'introduzione che è a sua volta un piccolo classico della riflessione civile della nostra Italia.Un «fardello di stracci» - come il grande lombardo definiva la propria produzione con sincero e affatto ingiusto rammarico - in cui ritroviamo le strade ferrate e le monete, le città e le nazioni armate, la letteratura «non ciarliera» e la vita civile, le mentalità e le istituzioni, la scuola e la milizia, i «frammenti di storia universale» e l'avvento del quarto stato, insieme a temi di forte e discussa attualità, come i federalismi e i nazionalismi, l'accentramento e le autonomie locali: «stracci» imbevuti di rigore e umiltà intellettuale, intessuti di fervore politico e lungimiranti visioni sovranazionali, sorretti da limpide geometrie delle idee e degli intenti.
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