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Brunetta Renato - Sud. Alcune idee perché il Mezzogiorno non resti com'è |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Forges Davanzati, G., L'Indice 1996, n. 4
La tesi di fondo del volume di Brunetta è che, per sorreggere il rilancio produttivo e occupazionale del Mezzogiorno, si rendono necessari due ordini di intervento: il potenziamento della dotazione infrastrutturale e il rafforzamento dei cosiddetti "regolatori sociali". Il superamento del gap infrastrutturale - empiricamente documentato - che divide il Sud dal resto del paese è valutato dall'autore come condizione necessaria ma non sufficiente per un'efficace politica di sviluppo. Condizione necessaria è anche l'investimento in legalità, inteso come produzione di "beni relazionali"; beni intangibili, concepibili come "quell'insieme di culture, rapporti, interconnessioni e sinergie" che accrescono la produttività media sociale. Per dar credito a questa proposta, Brunetta si avvale di una convincente evidenza empirica, di un'analisi raffinata - che utilizza per lo più strumenti concettuali tipici della nuova teoria delle istituzioni - e di uno stile piano, spesso incline a un taglio divulgativo. Al lavoro di Brunetta va riconosciuto l'indubbio merito di aver proposto un disegno articolato di intervento, che poggia su una diagnosi in larga misura corretta (sebbene non sempre pienamente condivisibile, per esempio, quando si afferma, a p. 39, che "al Sud la scuola è cattiva... e, di conseguenza, i tassi di abbandono nella fascia dell'obbligo" sono elevati), che ribalta la logica di analisi di equilibrio parziale che sottende le correnti proposte di differenziali salariali (cfr., a questo proposito, l'acuta argomentazione svolta nel capitolo II). Quella di Brunetta ci sembra una proposta che meriti di essere oggetto di attenta riflessione.
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