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Luzzi Saverio - Salute e sanità nell'Italia repubblicana | L'Italia dell'immediato dopoguerra era funestata da pessime condizioni igieniche, alimentazione carente, tifo. Le innovazioni farmacologiche migliorarono notevolmente la situazione, ma determinante fu il miracolo economico, che produsse un benessere a due facce: alimentazione e igiene fecero un salto di qualità, mentre si diffusero nuove patologie causate dall'inquinamento e da uno stile di vita molto più convulso. Lo sviluppo industriale significò pessime condizioni lavorative, di sicurezza e totale disinteresse per i temi dell'inquinamento. Questo studio, intrecciando la vicenda delle strutture sanitarie nazionali con la storia dello Stato, restituisce un ritratto dell'Italia repubblicana.
| La recensione de L'Indice |

Saverio Luzzi ripercorre in queste pagine sessant'anni di storia della sanità italiana, guardando all'intrecciarsi di vari e molteplici elementi: oltre alle conseguenze delle malattie sulla condizione dei cittadini e sull'assetto sanitario degli italiani, sono infatti numerose le questioni che entrano in gioco, di carattere etico-sociale (case chiuse, manicomi, aborto) e politico-amministrativo (i dissidi circa la gestione della sanità, se pubblica o privata, statale o regionale). La tematica, qui molto ben trattata, funge anche da perfetta cartina di tornasole per lumeggiare le varie fasi attraversate nella storia del costume nazionale e per tornare sulle divisioni politiche del passato. Per non pochi anni ancora dopo la fine della guerra, le "malattie moderne" seppero mettere in seria difficoltà un'Italia che si stava tirando fuori dalle secche di un'economia essenzialmente agricola per imboccare la strada dell'industrializzazione. Le trasformazioni culturali costrinsero anche la professione medica a evolversi, facendo sì che gli atenei di medicina diventassero, da "fabbriche dei consenzienti" (definizione di Giorgio Bert), sedi di un insegnamento meno asettico e volto a formare dottori in grado di porsi meglio in comunicazione con i pazienti. Prima della ricca appendice finale sull'incidenza delle principali malattie e sulle variazioni del tasso di mortalità in Italia, Luzzi conclude per una visione del welfare state come "necessità", visione a suo giudizio compromessa dall'accantonamento della riforma Bindi da parte dell'attuale governo come pure, già in precedenza, del ministro Veronesi. Daniele Rocca |
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