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Bobbio Norberto - Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica |
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Titolo | Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica |
| Autore | Bobbio Norberto | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,05
(Prezzo di copertina € 13,00 Risparmio € 1,95)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2004, XVII-221 p., brossura, 4 ed. |
| Editore | Donzelli
(collana Saggine) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Dunque, destra e sinistra esistono ancora? E se esistono ancora e tengono il campo, come si può sostenere che hanno perduto il loro significato? E se un significato ancora lo hanno, questo significato qual è?". Bobbio affronta la questione a partire dal suo più profondo nucleo teorico. Il rigore della trattazione dà conto, secondo il classico procedimento dell'autore, delle ragioni di entrambi i campi: "non mi domando chi ha ragione e chi ha torto, perché non credo sia di qualche utilità confondere il giudizio storico con le mie opinioni personali. Anche se non faccio mistero, alla fine, di quale sia la mia parte". Pubblicato per la prima volta nel 1994, il libro è diventato ormai un punto obbligato della discussione sulla politica contemporanea.
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5giorgio g (08-11-2009) Avevo letto “Destra e sinistra” quindici anni fa, quando era uscito: era il tempo della grande svolta verso il bipolarismo e Bobbio era intervenuto al momento giusto per chiarire il significato di quei termini che in Italia si erano troppo spesso confusi “tout court” con fascismo e comunismo. L’autore ci aveva spiegato che la distinzione tra destra e sinistra riguarda fondamentalmente il diverso atteggiamento verso l’idea di uguaglianza: la sinistra ritiene che si debba trovare il modo di attenuare le disuguaglianze tra gli uomini mentre la destra è certa che le disuguaglianze non siano eliminabili. Ricordo che le argomentazioni di Bobbio mi avevano chiarito le idee. A distanza di tre lustri mi è venuta la curiosità di riprendere in mano il libro prima di tutto per rinfrescarmi le idee e poi per verificare quanto delle argomentazioni in esso contenute si fosse conservato dopo tanto tempo. La risposta è positiva: “Destra e sinistra” è più che mai attuale, vorrei anzi consigliarne la lettura in primis a tanti rappresentanti delle Istituzioni che sono entrati in politica con l'ideologia del potere per il potere, il potere intoccabile e incontrastato. Purtroppo costoro non si soffermeranno a leggerlo… Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (05-03-2009) Con la consueta chiarezza, Bobbio tratteggia la distinzione tra destra e sinistra nel tempo della fine delle grandi ideologie.
Si tratta di un volume divulgativo, rivolto a un pubblico di non specialisti. Ed è proprio per questo che le critiche rivolte sono ingenerose e infondate, oltre che tali da denotare un certo astio nei confronti dell'Autore. Non un "baronetto dell'accademia", come è stato ingenuamente scritto, ma il più grande filosofo del diritto del Novecento italiano: un pensatore attento ai risvolti concreti delle teorie; un fine scrittore, Maestro del metodo di scrittura controllata; un grande divulgatore, capace di spiegare temi complessi con parole semplici.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
piero garuti (27-02-2007) Uno dei libri più banali mai scritti. Donzelli con questo e "Cattiva maestra televisione" di Popper ha inaugurato il filone della saggistica da Talk Show. Pochi pensieri e male assortiti Voto: 1 / 5 |  |  |  |
tonio (30-05-2006) Semplicemente magnifico. Pungente nella riflessione e nelle analisi personali. Insomma, un libro che come al solito, conferma bobbio ad altissimi livelli.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
HAE (08-04-2006) Un testo divulgativo di un comune baronetto (requiem aeternam deo) della nostra accademia, estremamente sopravvalutato. Non occorre cercare a lungo all'interno di questo libro per trovare null'altro che qualche luogo comune ammantato di theoresis filosofica. La scelta di assoldare Max Stirner nelle fila del "centrodestra" e Bakunin in quelle dello schieramento opposto ha dell'inquietante e denuncia un costume diffuso: quello, invalso già a partire da Kuno Fischer, di parlare di Stirner (e Bakunin) non avendone mai letto gar nix! La filosofia della politica è altra cosa. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Sara (01-12-2005) Bellissimo libro di divulgazione di una materia ostica come la filosofia, per di più politica.
Bobbio è stato un grande pensatore del nostro tempo, e con questo brevissimo saggio ha dato il via a una serie di dissertazioni da parte di numerosissimi filosofi a livello mondiale.
Alcuni sono raccolti a fondo libretto (anche quelle negative o confutatore! evviva la democrazia!), e danno una prospettiva del dibattito che Bobbio ha fatto partire sul problema delle differenze tra destra e sinistra - soprattutto in un periodo storico come quello che viviamo in cui le ideologie politiche sono sparite, o sono state annacquate da necessità propagandistiche e ricatti economici.
E' un ottimo punto di partenza per porsi il problema, e dal seguito che ha avuto immagino che sia un dibattito che si rinnova sempre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (28-10-2005) Bakunin e Stirner non erano né di destra né di sinistra, erano solo due che non si rendevano conto delle assurdità e delle contraddizioni delle loro teorie politiche. E Bobbio non è uno di quegli ingenui che credono che la libertà si possa ottenere eliminando la presenza dello Stato. Comunque neanche a me è piaciuta molto questa dissertazione: poco approfondita e molto discutibile nella parte più originale. Ha ragione nel dire che la distinzione c'è e non può essere negata, ma il criterio su cui si sofferma (il rapporto con il concetto di uguaglianza) è solo uno degli aspetti più esteriori della contrapposizione - il più banale -, e non si può ridurre la questione in termini così superficiali. Da un filosofo politico ci si aspetta molto più che qualche luogo comune. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Alberto casadeialberto@libero.it (01-05-2005) Forse sarò di bassa cultura, ma il libro di Bobbio mi è piaciuto, anche nelle sue massime ad esempio citate dal simpatico recensore qui sopra, tipo quella di "Nietzsche ispiratore del nazismo", credo che a quelli di medio-cultura serva la lettura dell'ultimo libro di 1000 pagine sul Nietzsche di Losurdo per farsi una idea sulle connesioni tra il pensiero del filosofo tedesco ed il nazismo.
A riguardo dello stato e sul concetto di sovranità di certo non sono stati gli anarchici del tipo Stirner e Bakunin a farlo fuori, ma semplicemente un tipo come Kelsen, appunto il Kelsen su cui il Bobbio ne ha studiato a fondo il pensiero nel corso della sua vita.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gc (29-11-2004) di Fabio Massimo Nicosia:
Sapete perché negli Stati Uniti hanno Posner, Dworkin, Axelrod, Rawls, Nozick, Rothbard, e noi abbiamo Bobbio? Perché gli americani hanno scelto la libertà della ricerca, e non il conformismo accademico; da noi invece chi propone punti di vista inediti è percepito come uno stravagante velleitario. Pensate a Bruno Leoni: l'unico nostro filosofo del diritto davvero grande e originale, nonché l'unico coerentemente liberale in questo secolo, è tuttora del tutto assente dai manuali nostrani: non era bobbiano. E’ preoccupante il fatto che Bobbio sia considerato un grande filosofo, nonché un grande liberale. Il fatto è che Bobbio non è né grande, né liberale. Chiunque di media cultura abbia letto "Destra e sinistra" (Donzelli, 1994), non può non aver provato imbarazzo di fronte a un simile Harmony della scienza politica, zeppo di massime immortali come le seguenti: "Nietzsche, ispiratore del nazismo" (pag. 23); "Gli estremi si toccano" (pag. 27); "Nel linguaggio politico i buoni e, rispettivamente, i cattivi possono trovarsi tanto a destra quanto a sinistra" (pag. 48). Per non parlare delle prese di posizioni più pensose, come quella secondo la quale gli "estremisti" essendo "autoritari" e i "moderati" "libertari", i libertari-egualitari si collocherebbero nel centro sinistra (pag. 81). Chissà come reagirebbero Bakunin e Stirner, se sapessero di essere rispettivamente di centro-sinistra e di centro-destra! Naturalmente, nello schema del "liberale" Bobbio l'elemento rappresentato dallo Stato, questo piccolo dettaglio della modernità, non trova alcuna collocazione critica, ma è visto come un dato naturale a priori, come i vulcani e i terremoti (170 milioni di morti provocati dagli Stati nel XX secolo, e la tassazione al 60%, saranno di destra o di sinistra?).
Bobbio non ha mai scritto un libro che sia uno (i suoi sono tutte raccolte di saggi o di lezioni), e questo non è detto sia un difetto; mi fa specie piuttosto -devo ripetermi- che Bobbio sia considerato un filosofo del diritto liberale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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