|
|  |
Bove Emmanuel - La trappola |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Bianco, L., L'Indice 1996, n. 4
Ritenuto da Peter Handke "il santo patrono degli scrittori puri" (qualunque cosa questo possa voler dire), Emmanuel Bove (1908-1945) vede ora arricchire il suo catalogo italiano con "La trappola", che non rinuncia, come del resto molte altre opere dell'autore, a una consistente istanza autobiografica: i vani progetti del protagonista, il giornalista Joseph Bridet, corrispondono, all'incirca, alle reali vicissitudini dello stesso Bove al tempo dell'occupazione nazista inFrancia. Bridet vive a Lione, vorrebbe raggiungere l'Africa e in seguito Londra, vorrebbe unirsi a De Gaulle per combattere il governo di Vichy; rimane invece intrappolato nella terribile ragnatela di sospetto e burocrazia che avviluppa la Francia occupata, e che il romanzo di Bove descrive con estrema efficacia. I meccanismi adottati da Bove sono quelli del thriller "dalla parte della vittima"; un uomo meschino e innocente si trova perseguitato, incastrato e infine schiacciato da eventi molto più grandi di lui.Se l'affannosa e disperante lotta contro la burocrazia può ricordare alla lontana "Il processo" di Kafka, Bove sceglie, a ragion veduta, di eliminare qualsiasi frisson metafisico: la Francia occupata, con la sua galleria di collaborazionisti svogliati, fanfaroni patriottici, funzionari apparentemente onnipotenti ma, a conti fatti, imbelli, è più che sufficiente all'autore per immergere il lettore in un'atmosfera di paranoica ambiguità che può ricordare, di volta in volta, i romanzi di Graham Greene (soprattutto nelle descrizioni dei personaggi e nelle notazioni psicologiche) oppure quell'immortale film di Georges Clouzot intitolato "Il corvo".
|
|
 | I più venduti di Bove Emmanuel |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|