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Arecco Sergio - Bertrand Tavernier |
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Titolo | Bertrand Tavernier |
| Autore | Arecco Sergio | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,22
(Prezzo di copertina € 8,50 Risparmio € 1,28)
|  | | Dati | 1993, 139 p. |
| Editore | Il Castoro
(collana Il Castoro cinema) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 settimane | | 
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| La recensione de L'Indice |
 VALENTINETTI, CLAUDIO M., Orson Welles, Il Castoro, 1993
ARECCO, SERGIO, Bertrand Tavernier, Il Castoro, 1993
recensione di Rondolino, G., L'Indice 1993, n. 8
"I miei film sono apparentemente classici. Ma spero che al loro interno risultino pieni di dissonanze". Cosi affermava alcuni anni fa il regista Bertrand Tavernier in un'intervista, parzialmente riprodotta in questa monografia di Sergio Arecco che inaugura la nuova serie della collana "Il Castoro Cinema", sempre diretta da Fernaldo Di Giammatteo, ma non più pubblicata dalla Nuova Italia di Firenze, bensì da una piccola nuova casa editrice di Pavia: l'Editrice Il Castoro. Giunta al numero 156, la vecchia serie aveva creato, nell'arco di un ventennio, una vera e propria enciclopedia monografica del cinema: decine e decine di registi, di ieri e di oggi, analizzati film per film con dovizia di dati e sintetici commenti critici, discutibili magari, ma indubbiamente utili per un primo approccio. Con il libro di Arecco la serie riprende dal numero 157, senza soluzioni di continuità, con la medesima impostazione storiografica, ma in veste tipografica più moderna e gradevole.
I pregi e i limiti di queste monografie sono direttamente proporzionali ai registi prescelti e agli autori delle medesime. Non ci sarebbe dispiaciuto, leggendo il testo di Arecco, entrare nel vivo di quel binomio classicità-dissonanza che, a detta dello stesso Tavernier, dovrebbe essere una delle chiavi di lettura, e forse la più importante, dell'intera sua opera. Invece ci sfugge, nonostante la cura meticolosa nel descrivere i singoli film e nel fornire la documentazione necessaria alla migliore comprensione del cinema di Tavernier, proprio il suo carattere preminente: il tentativo, spesso riuscito, altre volte solo programmato, di coniugare la tradizione con l'innovazione, di accettare in pieno le regole del "cinema ben fatto" ma al tempo stesso di metterle in crisi dall'interno, con qualche scarto di regia, qualche "dissonanza". E proprio questo percorso artistico ambivalente, questo apparente eclettismo nelle scelte dei temi e dei modi dei molti film realizzati in un ventennio, avrebbe dovuto costituire il filo rosso di un'indagine, appunto tematica e formale, che appare invece un poco dispersiva ed anche lacunosa.
Contemporaneamente all'uscita del Tavernier, l'Editrice Il Castoro ha ristampato l'"Orson Welles" di Claudio M. Valentinetti, già uscito nel 1980 e ora aggiornato nella bibliografia, in parte nella filmografia, ma non nel testo (tranne una paginetta e mezza di conclusioni). La recensione di questo libro non differisce di molto da quella del libro di Arecco. Certamente si tratta di monografie utili, informate, ricche di dati anche bibliografici e filmografici, ma forse un poco scolastiche. Sono come voci di enciclopedie, ampie, dettagliate, ma non sempre criticamente stimolanti. Proprio perché, nel panorama della pubblicistica cinematografica italiana, "Il Castoro Cinema" ha svolto in passato una funzione di grande utilità, ci auguriamo che le scelte future consentano di riaprire un discorso storico e critico sui registi di ieri e di oggi più approfondito e prospettico.
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