|
|  |
Bordwell David; Thompson Kristin - Storia del cinema e dei film. Vol. 1: Dalle origini... |
In questi due volumi si č cercato di costruire una storia delle tendenze principali nei film, nei documentari e nel cinema sperimentale. Gli autori hanno deciso di suddividere la storia del cinema in cinque grandi periodi - il cinema delle origini (sino al 1918 circa), gli ultimi anni del muto (dal 1919 al 1929), lo sviluppo del cinema sonoro (1929-1945) - compresi nel primo volume -, il periodo successivo alla seconda guerra mondiale (1946-1960) e l'epoca contemporanea (dagli anni Sessanta sino ad oggi) - nel secondo volume. Queste suddivisioni riflettono sviluppi nella forma e nello stile delle opere cinematografiche, profondi cambiamenti nel sistema di produzione, distribuzione ed esercizio e significative tendenze a livello internazionale.
| La recensione de L'Indice |

recensione di Tomasi, D., L'Indice 1998, n. 8
Tanto lo studioso che il semplice appassionato di cinema non possono che salutare con piacere la prima traduzione italiana di un'opera di David Bordwell. Docente all'Università del Wisconsin-Madison, Bordwell è oggi uno dei teorici di cinema più noti, amati e ovviamente discussi. Legato in particolare al cognitivismo, convinto che qualsiasi discorso sul cinema non possa che essere inserito in un più generale quadro di riferimento comprendente le teorie della comunicazione, della letteratura, della cultura ecc., lo studioso americano è il capofila di un agguerrito gruppo di ricercatori - fra i quali la moglie Kristin Thompson, Janet Steiger, Edward Branigan, Donald Kirihara - autori di alcuni dei testi di teoria del cinema fra i più significativi di questi ultimi anni. Nella sua intensa produzione (troppo intensa, secondo alcuni) si possono ricordare "Film Art" (scritto nel 1979 con Kristin Thompson), un valido esempio di introduzione all'estetica e al linguaggio del cinema; "The Classical Hollywood Cinema "(1985, con Janet Steiger e Kristin Thompson), punto di riferimento per qualsiasi ulteriore studio sul cinema classico; "Narration in the Fiction Film "(1985), che pone le basi per un approccio al cinema in quanto racconto; "Meaning "(1989), uno studio che si interroga sulle modalità dell'interpretazione di un'opera cinematografica; "On the History of Film Style "(1997). Insieme a questi saggi, che affrontano questioni chiave di teoria e scuola del cinema, vanno poi ricordate alcune brillanti, solide e voluminose monografie, quelle dedicate a Dreyer (1981), Ozu (1985) e Ejzens˙tejn (1993). Purtroppo la mole di questi testi e il loro ricco e fondamentale apparato iconografico ha tenuto lontano gli editori italiani dalla tentazione di tradurne qualcuno. Diversamente le cose potevano andare, e sono andate, per "Film History. An Introduction* (1994) un'opera dalle valenze chiaramente introduttive, dalle esplicite finalità didattiche, in grado di rivolgersi a un pubblico che non è solo quello degli studiosi e degli appassionati, ma di chiunque consideri il cinema un fenomeno a cui prestare una certa attenzione.
Consapevoli dei limiti che una storia generalista del cinema, redatta dai due soli autori, si trova ad avere, Bordwell e Thompson avvisano subito il lettore che la loro è una semplice "introduzione"(avvertenza che si perde nel titolo italiano dell'opera) e che come tale va presa. Un'introduzione che tuttavia da una parte si costituisce come un momento di sintesi dei diversi contributi che sulle varie cinematografie nazionali sono stati offerti da diversi studiosi, dall'altra vuole porsi in termini problematici, nel senso che la ricerca che la costituisce si organizza intorno ad alcune grandi domande, tre per l'esattezza, che la orientamento, conducono verso nuovi territori, le permettono di valutare diversi punti di vista. La prima di queste domande riguarda il modo in cui si è modificato o normalizzato l'uso del mezzo cinematografico, qui intenso come forma filmica in tutti i suoi diversi aspetti, nel corso del tempo. La seconda questione si concentra sul come le condizioni di produzione, distribuzione e protezione dei film hanno influito sugli usi del mezzo cinematografico. Il terzo e ultimo problema concerne il contributo di ogni paese nel determinare le tendenze internazionali nell'uso del mezzo cinematografico.
Sulle base di queste linee direttrici, i due autori hanno, classicamente, suddiviso la storia del cinema delle origini (sino al 1918 circa), gli ultimi anni del muto (dal 1919 al 1929), lo sviluppo del cinema sonoro (1926-1945) - compresi nel primo volume -, il periodo successivo alla seconda guerra mondiale (1946-1960) e l'epoca contemporanea (dagli anni sessanta sino ad oggi) - nel secondo volume, che sarà disponibile dal novembre 1998. Ognuna di queste parti è poi articolata al suo interno privilegiando il criterio della suddivisione per cinematografie nazionali (a cui talvolta si aggiungono problematiche particolari, come quelle dell'avvento del sonore o dell'affermarsi di uno stile internazionale).
I diversi momenti delle diverse cinematografie nazionali sono studiati attraverso una molteplicità di approcci strettamenti intrecciati tra loro: quello sociale, culturale e politico, dove l'attenzione è posta sul ruolo del cinema nella società; quello economico, dove l'accento è collocato sulle questioni relative alla produzione, alla distribuzione e al noleggio; quello tecnologico, dove si insiste sull'analisi dei materiali e delle macchine del cinema; quello estetico, dove si guarda alle questioni di forma, stile, narrazione e generi. Pur in sostanziale equilibrio, è quest'ultimo aspetto a emergere sugli altri e a costituirsi come perno intorno a cui l'interna opera ruota. Un discorso sull'estetica del cinema non poteva che assegnare un posto di primo piano alle opere, e cioè ai film. Film che Bordwell e Thompson scelgono sulla base di tre criteri: l'"eccellenza intrinseca" delle loro qualità artistiche, l'"influenza" che questi hanno avuto su altri film, autori o generi, e la "tipicità" che ne fa dei significativi rappresentati di determinate idee o tendenze.
La centralità dell'aspetto estetico è evidente anche nell'attenzione posta, per ogni autore e momento della storia del cinema, ad aspetti strettamente formali come quelli della messa in scena, del montaggio e dell'uso della macchina da presa (quello che gli americani definiscono, con un'espressione assai efficace, "camerawork"). Da qui il ricco materiale iconografico del libro, riprodotto integralmente nell'edizione italiana (evviva!), che è costituito non da foto di scena, bensì dalla riproduzione di fotogrammi dei film citati, che diventano così parte integrante dell'analisi. Un'altra significativa caratteristica dell'opera è l'utilizzo di riquadri, disseminati un po' ovunque, dedicati di volta in volta ad autori o aspetti chiave di determinati momenti della storia del cinema: da Méliès alle origini del cinema d'animazione, da Pabst e la nuova oggettività al codice Hays. Ogni singolo capitolo è poi chiuso da una sezione chiamata "approfondimenti", dove, nelle intenzioni degli autori, si esplorano "strade secondarie" e si accenna a "problemi storiografici". Alcuni esempi: "Identificazione e conservazione dei primi film"," L'importanza di Griffith nello sviluppo dello stile cinematografico"," Il lavoro di restauro di Napoleone"," La controversia su Orson Welles". Ognuno di questi approfondimenti è corredato da preziosi riferimenti a studi e ricerche che vengono poi integrati nella bibliografia finale, appositamente stilata per il lettore italiano da Elena Mosconi.
|
|
 | I più venduti degli stessi autori |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|