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Riccardi Roberto - Sono stato un numero. Alberto Sed racconta |
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Titolo | Sono stato un numero. Alberto Sed racconta |
| Autore | Riccardi Roberto | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
|  | | Dati | 2009, 165 p., brossura |
| Editore | Giuntina
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| | Disponibile anche in ebook a € 6,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Questo libro racconta la vita di Alberto Sed dalla nascita ai giorni nostri. Rimasto orfano di padre da bambino, Alberto è stato per anni in collegio. Le leggi razziali del 1938 gli hanno impedito di proseguire gli studi. Il 16 ottobre 1943 è sfuggito alla retata effettuata nel ghetto di Roma. È stato catturato in seguito, insieme alla madre e alle sorelle Angelica, Fatina ed Emma. Dopo il transito da Fossoli, la famiglia è giunta ad Auschwitz su un carro bestiame. Emma e la madre, giudicate inabili al lavoro nella selezione condotta all'arrivo, sono finite subito nella camera a gas. Angelica, un mese prima della fine della guerra, è stata sbranata dai cani per il divertimento delle SS. Solo Fatina è tornata, segnata da ferite profonde: ha assistito alla fine terribile di Angelica ed è stata sottoposta agli esperimenti del dottor Mengele. Alberto è sopravvissuto a varie selezioni, alla fame, alle torture, all'inverno, alle marce della morte. Ha partecipato per un pezzo di pane ad incontri di pugilato fra prigionieri organizzati la domenica per un pubblico di SS con le loro donne. Dopo essere scampato a un bombardamento, è stato liberato a Dora nell'aprile 1945. Tornato a Roma, superate le difficoltà di reinserimento, ha iniziato a lavorare nel commercio dei metalli e si è sposato. Ha tre figlie, sette nipoti e tre pronipoti.
Recensioni 1 - 20 di 25 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5monica (19-03-2012) Alberto ha subito fame freddo botte malattie, ha visto morire mamma e sorelle in Auschwitz, ha visto i corpi dei gasati degli impiccati dei bambini trucidati. E' scampato alla camere a gas per miracolo ha cercato la morte per porre fine alle sue sofferenze, eppure in questa sua testimonianza racconta il bene che lo aiuto' a fare ritorno nel mondo dei vivi. Parla con affetto e gratitudine di chi salvo' suo cugino di coloro che lo strapparono alla morte solo per bonta' d'animo, degli amici ritrovati e di tutti coloro che non torneranno mai piu'. Quasi ogni gesto quotidiano lo riporta in Lager nonostante i parecchi anni passati, da una visita medica ad un vagone del treno, ma la sua bonta' d'animo e il coraggio di continuare a vivere lo sente come una forma di riscatto, le SS lo volevano annientare perche' nato ebreo e lui con orgoglio mostra le foto della sua numerosa famiglia figli nipoti e pronipoti. Nessun odio per i suoi carnefici, solo la bellezza di tutto cio' la vita puo' offrirgli ora, impossibile non provare affetto per Alberto dopo aver letto questa sua splendida testimonianza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dolores (18-03-2012) Ho pianto, per tutta la durata della lettura del libro, calde lacrime.
Come puó esistere tanta sofferenza, tanta malvagità ma anche tanta bontà? Sono stata male leggendo questo libro ma sono riconoscente al sig. Albero per questa sua preziosa testimonianza.
Vorrei consigliarvi questa lettuta, non dobbiamo sottrarci a tanto dolore, é comunque un dono.
Ringrazio di cuore Alberto Sed e vorrei che gli giungesse il mio abbraccio caloroso Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paola19031974 (09-12-2009) Caspita è un libro che ti coinvolge parola per parola... Fantastico Roberto Riccardi, per come a saputo esprimere nel miglior modo la vita di Alberto Sed. E mi chiedo come può la gente dopo "una sventura" del genere, aver ancora fiducia nel genere umano? Grazie alla fede?
Grazie a questo libro ho capito...
La domanda giusta da fare è: perchè le persone riescono ad arrivare a tanto? Che cosa passa loro nella testa? Un giorno capiranno il male fatto agli altri? Chissà...
Ma io sono un tipo positivo e spero che con l'andare del tempo, le cose possano migliorare.
Complimenti ancora per il libro.
Auguro Buon Natale a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ery (06-07-2009) Stupendo.Ringrazio Riccardi, nella speranza che altri come lui, vogliano e riescano ad ascoltare e poi raccontare persone come Alberto Sed, la cui vita può e deve, essere un grande insegnamento per tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annalisa (07-06-2009) Grazie. Non è il primo libro che leggo sulla Shoah, e tutti è bene averli letti, sono un monito che serve ad ogni generazione. Questo, forse perché risponde in parte a domande troppo grandi per avere una risposta, sono grata che sia stato scritto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maria pezzullo.maria@libero.it (07-06-2009) Ho letto questo bellissimo libro peraltro su suggerimento di un lettore che ne aveva già scritto un commento su questo sito.Penso che dovrebbe essere utilizzato come libro di testo di storia già in terza media.Oltre alla descrizione di quanto accadeva nei campi infatti, in modo molto chiaro si parla della "banalità del bene" e dell'incomprensibilità del male.Argomenti su cui i nostri figli devono riflettere fin da subito perchè valori quali la solidarietà, l'amore per il prossimo. la generosità non sembrano più appartenere a questo mondo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rikki rikki19@libero.it (28-05-2009) Dire che è un bel libro mi è difficile,è molto forte ma purtroppo vero.Sono triste quando lo leggo, pagina dopo pagina provo rabbia e anche delusione, per il fatto che molti di noi,me compreso, non sappiamo apprezzare la vita anche se dura, abbiamo di siucuro perso i valori stessi.Una sola domanda mi pongo,perchè? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mirco Ficola - Perugia firkoo@alice.it (25-05-2009) Questo libro lascia più di un brivido, una speranza e un dubbio atroce. E' indescrivibile l'emozione nel leggere la narrazione della vita (vita?) nei campi di sterminio. Altrettanto dirompente il messaggio finale di speranza nell'intelligenza del genere umano. Sono d'accordo con l'autore sulla necessità del ricordo dei fatti affinchè tutti sappiano e sull'errore di cercare di capire e quindi di trovare "una ragione" a quanto avvenuto: la "ragione" è la motivazione di cose nobili, non certo di atti di sterminio. E proprio perchè non può esserci una "ragione" per quanto è avvenuto che il dubbio affiora: ci potrà mai essere un nuovo olocausto? Se si intende la vita, molto semplicemente, come una ruota che gira, è facile pensare che "quella casella", prima o poi, possa nuovamente uscire. Forse sta a noi imprimere la velocità giusta a quella ruota affinchè non si fermi dove non si deve fermare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nicoletta berriz@libero.it (24-05-2009) Veramente un libro fantastico.Ricco di emozioni e di stati d'animo.Consigliatissimo! Complimenti all'autore e in bocca al lupo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
valina (09-05-2009) Per non dimenticare, ma soprattutto per capire con gli occhi di un bambino...
Un libro commovente sulla vita e la morte, da consigliare a tutti.
Ragazzi, leggete cosa dice Alberto Sed riguardo alla sua passione per il calcio e cosa gli ha impedito di andare ancora allo stadio....e....RIFLETTETE. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
steven tolstoi@virgilio.it (24-04-2009) Un libro bellissimo e commovente. Ci insegna a non dimenticare ed anche a non abbassare la guardia nei confronti di coloro che predicano
odio verso chi e' "diverso" da noi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
M. T. (20-04-2009) Nei racconti dei campi di concentramento si può correre il rischio di stancare il lettore con le solite descrizioni di atrocità e cattiveria pura; questo non avviene in questo bellissimo diario di una vita, di una famiglia travolta e distrutta nel giro di pochi giorni. Un libro speciale che resta inciso nella memoria. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sarah saraconlh@libero.it (16-04-2009) Molto molto molto bello, da leggere assolutamente, nonostante l'argomento è un libro vivace che parla anche di speranza e di possibilità con un tono a tratti leggero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ERICA ebelaf@katamail.com (14-04-2009) un libro toccante... in alcune pagine resti senza parole per la descrizione accurata di certi episodi.
Trasmette però tanta tristezza e sconforto che scompaiono sapendo che il protagonista sia vivo ed abbia potuto testimoniare.
Bello Bello Bello Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chiara chiaramarelli1974@libero.it (01-04-2009) Dire che mi ha toccata profondamente è dire poco. Ho ancora i brividi, e credo che la vicenda di Alberto Sed non uscirà mai dal mio cuore. Ma è trattata in modo così delicato che dopo aver letto non mi sento angosciata, anzi. Una grande lezione di amore per la vita, di etica, di cultura e Storia vere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tommaso (24-03-2009) Trascrivo un passo del libro: "Nei miei ricordi ci sono pagliericci che restavano vuoti, vestiti che tornavano in magazzino, compagni con cui non avrei più diviso le rare parole, le incerte speranze, i magri sorrisi. Nessuno di loro meritava di morire fra simili tormenti, lontano dai suoi cari, privo di ogni conforto.
Ne sia celebrato il ricordo, i volti senza nome siano lapidi scolpite nella storia, restino incisi i numeri tatuati sulle braccia. Milioni di numeri e di volti, i miei fratelli. Legati a me non da razza o religione, ma da un imprevisto, inevitabile destino". Questo è solo un esempio: poesia, allo stato puro, dall'inizio alla fine. Bellissimo, imperdibile.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valentina (24-03-2009) Me-ra-vi-glio-so! Un libro scritto con stile impeccabile, che esprime, dalla prima all'ultima pagina, valori e sentimenti belli e delicati. Stupenda la lettera finale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luisa (18-03-2009) A me, per rispondere a Gianni, la parte che è piaciuta di più è il Capitolo in cui Alberto Sed incontra Giovanni Serini, il militare italiano. Fermo restando che tutto il libro è bellissimo e toccante, quella parte è veramente meravigliosa e straziante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pino (16-03-2009) Complimenti per la forma fluida e scorrevole, si legge tutto di un fiato come un libro giallo.Trattare temi così importanti non è semplice, ma bisogna riconoscere con quanta semplicità ed efficacia l'autore sia riuscito a trasmettere al lettore sensazioni di reale sofferenza con partecipazione diretta ad un dramma del passato che non deve essere dimenticato, e che sia di monito per le generazioni che verranno. 5 / 5 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni elvio.cortina@libero.it (12-03-2009) Un libro profondo e particolare che lascia il segno.Una testimonianza unica.Il momento in cui alberto e fatina incrociano i loro sguardi separati dal filo spinato è uno dei più toccanti che io abbia mai trovato in un libro.Assolutamente da non perdere !! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 25
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