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Mazzucco Melania G. - Il bacio della Medusa |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Jarre, M., L'Indice 1996, n. 5
Siamo ai primi del Novecento a Torino e nella valle della Stura di Demonte. La bionda, fragile, velleitaria, malinconica contessa Norma, dopo dieci anni di matrimonio con un marito accettato e anche goduto e quattro figli, s'invaghisce e poi s'innamora ricambiata della bruna, giovanissima, selvatica Madlin, detta Medusa, venuta da un passato breve e aspro di violenze e di miseria a servire nella nobile casa dei conti Argentero. Le due donne verranno separate dallo scandalo generale e dalla vendetta del marito. Norma, rinchiusa in manicomio, forse muore, forse fugge dopo alcuni anni e raggiunge Medusa a Parigi. O invece muoiono entrambe cercando di passare in una tempesta di neve le montagne di confine? Questa, in poche parole, la vicenda de "Il bacio della Medusa" (primo romanzo di Melania Mazzucco, nata nel '66), una vicenda dilatata in immensi spazi per cinquecento pagine e va detto subito che a quella dilatazione si dovrà adeguare il tempo di lettura. Non sono infatti spazi vuoti, al contrario, sono colmi di dettagli d'ogni genere, dai più frivoli ai più gravi - ottima, fra l'altro, la diffusa perizia sulle condizioni mentali della contessa -, vi si accumulano lunghi deliri introspettivi, flussi di pensiero, avvenimenti insignificanti che però ampliano dall'interno l'azione principale. La sovrabbondanza è la cifra principale del libro, talvolta lo fa scadere nell'ovvietà - tutte, ma proprio tutte, le più stantie storielle sui cuneesi! - talaltra riesce a restituirci atmosfere e ambienti. C'è tuttavia una strana e intrigante contraddizione tra lo sguardo acuto e preciso con cui vengono osservati personaggi e vicende anche di politica e di cultura, e l'inarrestabile sfogo lirico e concettuale che li accompagna. Laddove il testo trova un argine ai suoi eccessi e i vari elementi si equilibrano, abbiamo pagine davvero indimenticabili: la salita al santuario di Norma e Medusa con la piccola Angelica, la vacanza d'amore delle due donne, ma soprattutto l'infanzia di Medusa, trascinata dal giocoliere, specialista in marmotte e in bambine, stupratore innamorato e anche amato, per le strade d'una Provenza d'inizio secolo.
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Media Voto: 4.5 / 5Dario Petrolati dario.petrolati@gmail.com (27-01-2009) Pensare e riferire l'impressione dopo la prima lettura è quasi restare muti e senza fiato.
L'autrice nonostante la giovane età lancia continuamente una sfida mentale usando aggettivi e parole sassose , s'incespica continuamente chè pare quasi una sfida all'immaginazione ed all'ossessione del vivere difficile, forse solo supposto.
Da leggere con calma e pause spesse pensando all'immaginario voluto quasi mitologico e sempre viene a mente quanti possono essere i limiti della intelligenza stupenda della Mazzucco.
Quasi pare costruito con glaciale freddezza provocatoria,è un'avventura difficile ,pare vendicativa nella fantasia.
dario petrolati-padova- Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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