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Bianconi Giovanni - Ragazzi di malavita. Fatti e misfatti della banda della Magliana | La banda della Magliana ha giocato un ruolo in quasi tutti i misteri d'Italia: dal delitto Pecorelli all'omicidio Calvi, dalla loggia P2 alla strage di Bologna. Ma come e perché un gruppo di giovani rapinatori di borgata si è trasformato in un nucleo di killer al servizio della mafia, del terrorismo nero, dei Servizi segreti "deviati", di imprenditori d'assalto e riciclatori di denaro sporco? Il libro ripercorre la storia del gruppo di "bravi ragazzi" arricchiti dalle rapine e dai traffici illeciti, dagli omicidi e dal racket delle estorsioni, in una specie di romanzo nero con protagonisti e fatti reali raccontato attraverso le testimonianze degli ex-banditi pentiti, le ricostruzioni delle inchieste giudiziarie e di polizia, le cronache d'epoca.
Media Voto: 5 / 5LUCREZIA lutiti@tin.it (24-02-2006) Eccellente. Libro esaustivo nonostante la vastità del tema e il numero dei personaggi coinvolti. Mi ha permesso di conoscere la storia di questa banda, di cui avevo una vaga idea solo in relazione ai grandi misteri della storia italiana degli ultimi trent'anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pietro pietro.esperto@libero.it (07-10-2005) Un libro eccellente,l'ho letto decine di volte.Descrive in maniera perfetta la nascita,le gesta e la fine della banda della magliana con dovizia di particolari che in altri libri non ci sono(come ad esmpio i passatempi dei protagonisti e i luoghi di ritrovo,come il bar di via chiabrera).
Scritto benissimo,in maniera lineare,coglie degli aspetti molto interessanti anche a livello psicologico di chi sta per ammazzare o per compiere un reato.
Chiunque abita a Roma deve leggere questo libro,e non potra' fare a meno di guardare la citta' con occhi diversi..un conto e' viverci,e un conto e' viverla. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sasso sasso67@aruba.it (25-12-2002) Giovanni Bianconi raggiunge con questo libro un notevole risultato nel non facile compito di mettere ordine e ricostruire quella sorta di "agglomerato criminale" che fu la Banda della Magliana. La quale in realtà non fu propriamente una banda, nel senso che siamo abituati a vedere nei film di gangster; essa fu piuttosto un insieme di "batterie", piccoli gruppi criminosi, cresciuti nel degrado della periferia romana e passati dalle rapine ai rapimenti via via agli omicidi e al traffico di droga. Il loro strumento di lavoro la P38, il loro simbolo il Rolex d'oro. Fino alla resa dei conti finale, dal sapore di teatro elisabettiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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