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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Atwood Margaret - La donna che rubava i mariti

La donna che rubava i mariti TitoloLa donna che rubava i mariti
AutoreAtwood Margaret
Prezzo € 15,49
Dati1998, 512 p.
EditoreDalai Editore  (collana Romanzi e racconti)

Attualmente non disponibile su IBS
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Descrizione
Toronto, primi anni Novanta. Tony, Roz e Charis si conoscono dai tempi dell'università e sono tre tipi completamente diversi tra loro. Ciò che le accomuna, ed è alla base della loro amicizia, è Zenia, entrata nella vita di ciascuna di loro portandosi via i loro uomini; data per, morta ora riappare più splendida e conturbante che mai. Cercando di scoprire il mistero, le tre amiche percorrono la loro storia personale, con le ferite d'infanzia che le hanno segnate.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

recensione di Ghigo, P., L'Indice 1998, n.11

"La storia di Zenia dovrebbe cominciare quando è cominciata Zenia. Dev'essere stato in un luogo lontano nel tempo e nello spazio, pensa Tony". Così inizia "The Robber Bride", il romanzo che Margaret Atwood ha scritto nel 1993, appena pubblicato da Baldini & Castoldi nella traduzione di Margherita Giacobino, un anno dopo "L'Altra Grace "(cfr. "L'Indice", 1997, n. 7).
"La donna che rubava i mariti "si apre con i pensieri di una delle tre vittime, Tony, una storica che ha l'abitudine di leggere le frasi all'incontrario. "La storia è uno schema. Si può entrarci dentro da qualunque punto e ogni scelta è arbitraria. Ci sono però momenti decisivi, momenti che usiamo come punti di riferimento, perché spezzano il nostro senso della continuità, cambiano la direzione del tempo", dice Tony ai suoi studenti. "Possiamo osservare questi eventi e dire che dopo di essi le cose non sono più le stesse. Ci forniscono dei punti d'inizio, e anche di fine. Nascite e morti, per esempio, e matrimoni, e guerre". Siamo a Toronto, alla fine del 1990. A Tony interessano le guerre: possiede una mappa tridimensionale dell'Europa e del Mediterraneo, su cui ricostruisce le battaglie adoperando spezie della sua cucina e pedine del Monopoli. Appena può, si reca personalmente sui luoghi delle battaglie, raccoglie un fiore e lo incolla col nastro adesivo nei suoi album, in ordine alfabetico.
Tony era stata la prima a fare amicizia con Zenia, negli anni sessanta, ai tempi dell'università. A quell'epoca Zenia era l'unica amica di Tony, e viveva con West. Quando Zenia all'improvviso lo lasciò, fu Tony a consolarlo. Tony sposò West, ma sapeva che sarebbe rimasta una cicatrice. Una sera Zenia ricomparve, fingendosi molto infelice e, in meno di due settimane, riuscì a portarselo via. Quando West, quasi un anno dopo, si ripresentò a casa di Tony, lei capì al primo sguardo che fra lui e Zenia era tutto finito. Ricordava come l'aveva curato la prima volta e lo curò di nuovo, ma con meno illusioni. "Era solo un uomo in prestito. Zenia era la sua droga. Gli sarebbe bastato un sorso, e sarebbe corso da lei come un cane che risponde a un fischio a ultrasuoni, inudibile da orecchie umane". Avevano deciso di non nominare mai Zenia; "Ma quando Zenia morì, Tony non ebbe più bisogno di tremare a ogni suono del campanello. Zenia non era più una minaccia. Era una nota a piè di pagina. Era già storia".
Il funerale di Zenia si era svolto quattro anni prima. Era saltata in aria durante un'azione terroristica in Libano. Tony, Charis e Roz erano state compagne di università; non avevano molte cose in comune, tranne la catastrofe che le aveva indotte a unirsi. Zenia aveva portato via il compagno a ognuna di loro, e le aveva incluse nella lista delle persone da informare in caso fosse morta. Zenia era bravissima a mentire. Negli anni settanta, per conoscere Billy, il fidanzato di Charis, aveva finto di avere il cancro e si era installata in casa loro. Dieci anni più tardi aveva fatto credere a Roz di essere stata tossicodipendente e di essere disperata, e si era fatta assumere nella rivista di Roz, per avvicinare Mitch, il marito.
Da allora Tony, Charis e Roz pranzano insieme una volta al mese. Oggi sono al Toxique, è il 23 ottobre del 1990, e Zenia torna dal regno dei morti. Charis è la sola a non essere sorpresa di rivederla, perché è convinta che la gente non muoia. Secondo Roz, la si potrebbe definire un'amnesica: come Mary, la protagonista di "Altra gente "di Martin Amis (Einaudi, 1998; cfr. "L'Indice", 1998, n. 10), Charis ascolta quello che le parole nascondono, quello che c'è dietro le facce. Ma benché il libro descriva una solida amicizia fra donne, il modo in cui le protagoniste interagiscono fra loro e con gli uomini sembra secondario rispetto alle donne stesse. Sono incredibilmente forti, sanno che Zenia ha fornito versioni di se stessa totalmente diverse eppure, quando scoprono che è ancora viva, la vogliono incontrare, perché quello che mettevano in dubbio non era la storia personale di Zenia, ma la sua buona fede.
Quando vanno a trovarla, Zenia chiede ancora il loro aiuto, ma questa volta non lo ottiene. "Tutte loro sono state tentate, ma non hanno ceduto alla tentazione. Se lo avessero fatto, avrebbero ucciso Zenia, fisicamente o spiritualmente. E ucciderla avrebbe significato trasformarsi in lei". Non a caso uno dei tre eserghi premessi al romanzo, quello da Günter Grass, ricorda che abbiamo la mania di richiamare ciò che è completamente perduto finché non ritorna. I lettori di Margaret Atwood sono abituati ai personaggi che tornano in un'altra forma. A 26 anni Charis si era liberata del suo vecchio nome - Karen - e l'aveva gettato nel lago. L'aveva fatto nella sua mente, perchè "gli eventi mentali sono reali come quelli esterni". Le visioni di Charis in "La donna che rubava i mariti" esemplificano questa tendenza. Valga per tutte la seguente: "È Karen, la Karen che ha cacciato via da sé. Viene da molto lontano e si avvicina, ha la stessa faccia spaurita e inerme che Charis vedeva un tempo quando si guardava allo specchio, il vento la spinge verso di lei come un fantasma inseguito, la spinge verso questa casa in cui è isolata, credendosi al sicuro; chiede di entrarle dentro, di unirsi a lei, di condividere nuovamente il corpo che lei abita". Il libro contiene parecchie altre trasformazioni: la nonna di Charis che appare sotto forma di fantasma di chicchi di riso, Zenia che si presenta a Roz sotto sembianze maschili.
Talvolta Zenia è evocata volontariamente: per esempio durante il battesimo della figlia di Charis, quando viene definita "madrina tenebrosa" (si pensi alla letteratura che va dalle "Transformazioni" di Anne Sexton alla "Camera di sangue "di Angela Carter). Altre volte, invece, la sua presenza si percepisce appena: le figlie di Roz che pretendono che i personaggi delle fiabe siano tutti femminili (così è intitolato un capitolo, "La Signora Barbablu"), i brani scelti aprendo la Bibbia a caso con uno spillo, le citazioni da Byron, Shakespeare, Blake fatte involontariamente dall'assistente di Roz. Il legame con le fiabe è presente già nel titolo, che rimanda a "The Robber Bridegroom" dei fratelli Grimm. Atwood ha creato, con Zenia, un personaggio distruttivo, che come il fidanzato brigante non si fa scrupoli; eppure quello che non si riesce a dimenticare sono le altre, le donne che in qualche modo devono sopravvivere.
Tony pensa che probabilmente il nome "Zenia" non esista: "Lo sa perché l'ha cercato. Ha tentato di scoprirne il significato: "Xenia "è una parola russa che vuol dire ospitale, o una greca che indica l'azione di un polline estraneo su un frutto. "Zenaida "significa figlia di Zeus, ed è anche il nome di due antiche martiri cristiane; "Zillah", ebraico, vuol dire ombra; "Zenobia "era la regina guerriera di Palmyra, in Siria, che nel III secolo venne sconfitta dall'imperatore Aureliano; "Xeno", in greco, è uno straniero, come in xenofobo; "Zenana", in lingua hindu, è la zona della casa riservata alle donne, o harem;" Zen*, la religione meditativa giapponese; "Zendico "si chiama in Oriente chi pratica la magia eretica". Zenia era un po' tutte le cose insieme, forse è proprio a partire da questi indizi che ha escogitato se stessa: Tony è avvilita dall'impossibilità di una ricostruzione accurata, ma sente di doverle un atto di rimemebranza. Quando spargono nel lago le ceneri di Zenia, nonostante quello che hanno subìto, le tre amiche non provano sentimenti malevoli. Charis le augura di essere più fortunata nella prossima vita, Roz è piena di gratitudine, Tony raccoglie un fiore da incollare al suo album. "Il tempo non è un solido, come il legno," dice ai suoi studenti, "ma un fluido, come l'acqua o il vento. Non lo troviamo chiaramente suddiviso in parti uguali, in decenni e secoli. Tuttavia, per i nostri scopi, facciamo finta che sia così. La fine di una storia è una menzogna in cui noi tutti accettiamo di credere". Questa sera le tre donne racconteranno storie che parleranno di Zenia. Sono quelle che inventa Margaret Atwood, per i suoi lettori.

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