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Due donne si incontrano per caso su una panchina di una piazza romana. Una è disperata per amore, l'altra la consola raccontandole una meravigliosa storia accaduta a un'altra donna. Così le storie delle tre donne, a cui l'amore, in modi diversi, arriva improvvisamente, diventano metafore di un modo di vivere in cui la forza del sentimento superi ogni avversità e aiuti a realizzare il proprio destino.
Mario LEARNT puntoeacapo@hotmail.com (23-06-2000) Come facilmente desumibile dal titolo, la storia descritta nel breve romanzo trae la sua ragion d’essere proprio dal sentimento che più di tutti riesce ad attirare su di sé le attenzioni del sentire umano, l’amore appunto, partendo dal presupposto che … chi ama … vede le cose d’ogni giorno con colori diversi … riesce a percepire i “rumori del quotidiano” trasfigurati nella colonna sonora del sentimento che sta vivendo … tocca ciò che lo circonda percependone morbidezza e calore nuovi … gusta le cose con attitudine diversa. Anche in questo caso il cambiamento, l’evento che fa rinascere a nuova vita i sentimenti interni, nasce in un momento di sconforto, in una fase della vita in cui tutto sembra esser perso, in cui non sembra di vedere altra strada che il “non-vivere”.
Sulla scia di una mera sensazione, sospinta dal semplice abbandonarsi ad un istinto (“dove porta il cuore”, direbbe la Tamaro), in un giorno di maggiore sconforto Giulia -la protagonista della nostra storia- varca l’ingresso di una chiesa. Si, una chiesa perché nella cultura occidentale, forgiata dall’influenza della religione, quando si percepisce d’andar contro-corrente i sensi di colpa spingono spesso a sottolineare a noi stessi, direttamente o in via mediata, il fatto d’essere in un terreno proibito, richiamandoci alla nostra responsabilità d’aver deliberatamente deciso d’assaggiare la mela dal giardino dell’Eden attraverso tutta l’iconografia religiosa.
E’ questo il punto cruciale della storia: da questo momento, dall’incontro-confessione nella chiesa, si sviluppano -sia in senso fisico che metaforico- tutte le vicende successive, aspetti esteriori di un vero amore ma di quell’Amore che appassiona, che fa vivere e fa soffrire (no, non morire perché “che non si muore per amore è una gran bella verità”), che spinge a dedicare tutto all’amato.
E questo sentimento, a volte talmente sublime da potersi anche offuscare alla prova della realtà, è di certo un sentimento grande, non importa se nato per caso, se sbocciato in un terreno non suo, se sv Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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