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Cohen Leonard - Il gioco preferito |
Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1975, "Il gioco preferito" viene riproposto dopo vent'anni in una nuova traduzione. Scritto qualche anno prima del debutto di Cohen come cantautore, "Il gioco preferito" è in buona parte autobiografico e racconta gli anni delle scoperte adolescenziali e della prima giovinezza di Lawrence Breavman, unico figlio di un'antica famiglia ebrea di Montreal. Lawrence è un ragazzo dotato di una immaginazione e una sensibilità fuori del comune, e la sua vita si compone di tanti episodi di cui non riesce ad avere chiaro il senso: la morte del padre; l'amicizia e la rivalità; i giochi d'amore e di guerra; gli esperimenti segreti sull'ipnotismo; l'affetto per Krantz, il suo migliore amico.
Media Voto: 4.33 / 5Francesco (20-11-2009) Voto massimo d'ufficio. Perchè Cohen è il più grande di tutti, qualsiasi cosa faccia, scriva o canti Voto: 5 / 5 |
andreap otarp2001@libero.it (19-02-2005) Libro bellissimo sulla dialettica uomo-artista in cui è coinvolto il protagonista, un giovane di origine ebrea. Alla fine a prevalere è l'ambizione dell'artista che, per amore della poesia, sacrifica tutto: l'amore per Shell, l'amicizia di Krantz e l'affetto della madre. L'idea di fondo del libro - rappresentata in modo straordinario da Cohen - è nell'impossibilità di cogliere la poesia se non nella solitudine, nel rimorso e nell'inquietudine verso cui inesorabilmente viene attratto l'artista. Voto: 5 / 5 |
Fabio Brotto brottof@libero.it (06-04-2003) Rispunta, nella traduzione italiana di C. Vatteroni, il primo romanzo di Leonard Cohen, del 1963, Il gioco preferito. E' un tipico romanzo di formazione, in cui l'autore si presenta nelle spoglie di uno che non si chiama come lui, ma che è lui. L'ho letto non già perché mi interessasse l'ennesimo romanzo in cui un giovane ebreo non osservante ci parla della sua difficile crescita, col problema del rapporto al padre e alla madre (qui il padre è morto, e la madre, che ama ossessivamente il figlio, finisce in manicomio), ma perché sono un amatore recente del Cohen trovatore. Confesso di non essermi mai interessato alla musica leggera, se non come fatto di costume da studiare, e di aver comprato il mio primo CD non di classica all'età di cinquantuno anni, pochi mesi fa: appunto Cohen, I'm Your Man, che mi è piaciuto tanto da indurmi a comprare altri tre dischi dello stesso autore. Cohen è un trovatore contemporaneo non solo perché i suoi testi sono poesie, che si possono leggere anche senza musica (e in effetti egli ha pubblicato raccolte di poesie), ma perché appare fin da giovane conscio della natura trascendente dell'amore che gli uomini portano alla bellezza delle donne. Che l'amore possa essere soltanto per la bellezza, e che questa possa solo essere desiderata, ma non posseduta, pena il suo svanire, che dunque l'amore sia tale in quanto impossibile, se non nel perpetuo sottrarsi dell'oggetto amato, questo mi pare essere l'idea di fondo de Il gioco preferito. Che ne sarebbe della grande letteratura occidentale dall'epoca dei trovatori in poi, se si togliesse l'amore per la donna come fantasma sfuggente, come presenza assente? Che lo si affermi o lo si neghi, esso sempre è nel gioco, il gioco preferito. Voto: 3 / 5 |
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