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Selby Hubert jr. - Requiem per un sogno |
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Titolo | Requiem per un sogno |
| Autore | Selby Hubert jr. | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
|  | | Dati | 2003, 261 p., brossura | | Traduttore | Cioni A.; Giua G. |
| Editore | Fazi
(collana Le strade) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Il sogno americano è morto. Da un pezzo. Ma ognuno ha la sua droga per continuare a sognare: l'eroina, la televisione, il cibo, "Burqua" occidentali per evitare di guardare in faccia la realtà. "Requiem per un sogno" è la storia del "risveglio" di quattro personaggi, legati dalle illusioni di cui si nutrono per sopravvivere, e della loro lenta discesa all'inferno. Caratterizzato da una scrittura vibrante e "sensoriale", il libro rappresenta l'altra faccia del sogno americano con una crudezza notevole, ma forte di una commovente capacità di penetrare e descrivere la psicologia umana, le sue debolezze, il suo bisogno d'amare e di credere, nei suoi momenti di pura grazia, nella fede che ci sarà comunque, altrove, un'altra possibilità.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.62 / 5Guia (20-01-2012) Bellissimo e profondamente triste, ti obbliga a fare i conti con un vortice di dolore, che va sempre più giù fino a quando capisci che c'è un punto superato il quale non si torna più indietro. Da leggere solo se si è capaci di sopportare un inizio triste e un finale straziante; se ci si riesce, è un capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
caravanserraglio caravanserragliodellago@gmail.com (28-07-2009) veramente intenso, scorrevole. Descrive e trasmette al lettore le emozioni di persone che evolvono lentamente verso situazioni disparate. Bravo Baricco che mi ha invogliato a leggerlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Viviana Gigantiello (28-07-2005) È denso. Irriducibile. Un indiretto libero a briglia sciolta. Nell’amata-odiata città natale di Selby, New York, ciondolano Harry Goldfarb e Tyron C. Love, soci in eroina. Sara, la madre di Harry, trascorre le giornate davanti alla televisione assaporando, uno dopo l’altro cioccolatini assortiti e ripromettendosi ogni sera, invano, di mangiarne l’ultimo il giorno dopo. C’è del talento nella tenerezza di Sara, c’è magia triste in quei due smidollati innamorati di Marion e Alice, nei loro pomeriggi caldi e assolati trascorsi sul divano a godersi il riposo per sognare un futuro. Dà i brividi, fa venire caldo, nausea, ansia, gioia. La tensione è crescente. Ti fa incazzare, ti fa sperare che non si perdano, te li fa amare così tutti e quattro morbidamente abbandonati a pensare a un domani, perché loro possono smettere quando vogliono. E te lo fanno credere. E poi li vedi, madre e figlio, che si abbracciano goffamente alla ricerca di parole mai pronunciate. Perché Harry se l’è abbracciata sua madre, ma che gran casino quella sensazione strana sconosciuta, un casino tale che a Harry viene voglia di bucarsi subito, subito dopo ogni cosa bella che riesce a cogliere senza riuscire a raccogliere. Guardi Marion con i suoi occhi, la guardi dipingere anche quando strafatta cerca l’ispirazione. Pensi che è giusto quello che hanno in mente di fare, tanto loro possono smettere quando vogliono. E parti con quei due diretti a Miami a trovare i pesci grossi del giro [… L’eroina li tiene al cappio, un fatto che hanno voluto ignorare per molto tempo, ma che ora li colpisce dritti allo stomaco…] e colpisce anche te. Che gran casino dover riposarsi con l’eroina per sognare di vivere e di non avere paura. Che gran casino arrivare fino all’ultima pagina con la sensazione di aver aperto gli occhi sulla felicità solo le volte in cui quello che guardavi era anche doloroso. Un capolavoro, se si ha il coraggio di finirlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
brando misterbrando@hotmail.com (15-09-2004) Acido ed intenso come una partita degli All Blacks. Un libro puro, capolavoro di struttura,di immagini, di sensazioni e di silenzi.Passione, ingegno, dolore, un cacciavite che sfonda uno sterno, due chiodi in un muro, i tuoi occhi come li ricordo;c'è tutto ed ogni cosa è esattamente al suo posto; i ricordi e le passioni, tre proiettili , uno per ogni volta che mi hai ucciso e la paura di perdersi in questo dannato mondo. Avrei dovuto leggerlo quella sera; adesso dico fanculo e me lo godo sul divano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vincenzo xdarkwriter@hotmail.com (04-05-2004) Un vero e proprio lento precipitare nel baratro delle dipendeze. Struggente e spietato, il romanzo cattura col ritmo della sua scrittura. Raramente succede di amare personaggi tanto patetici. La fine del sogno americano ha così un sapore doppiamente amaro perché le ambizioni in gioco sono quanto mai alla portata. O così sembrano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Shape shape77@libero.it (27-04-2004) Il libro, è accattivante, cattura il lettore, lo trascina insieme ai personaggi in una spirale da cui nessuno riesce ad uscire. È un libro che fa male, che racconta di quattro personaggi, dei loro sogni e della fine di questi ultimi, che è un po' la morte dei personaggi stessi.
È un libro per certi versi inquietante, un libro che non si può leggere la sera prima di andare a dormire, pena un continuo tormentarsi (nel buio, nel silenzio e nella solitudine della notte) sulla salute fisica e mentale dei personaggi che entrano fin dentro l'anima del lettore.
Sì, perché questo libro non va letto, ma va vissuto in ogni sua minima parte: bisogna abbandonarsi al torrente di parole generato da un maestro in grado di travolgere il lettore e trascinarlo con sé.
È un libro che fa male e che, proprio per questo, consiglio a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabrizio mallarino mallarino@katamail.com (06-02-2004) con questo libro selby jr. riconferma le sue doti di esperto narratore, senza però aggiungere nulla di nuovo alle sue precedenti prove letterarie. se in "canto della neve silenziosa" lo stile era essenziale, descrittivo e immediato mentre "in ultima fermata e brooklyn" sperimentale e "nevrotico", qui l'autore sceglie la via di mezzo, alternando immagini "in presa diretta" a momenti di calma rassegnata. i personaggi sono sempre loro, gli emarginati, gli errori dell'umanità che si riscattano unicamente con la loro ingannevole speranza. se tuttavia selby jr. sapesse sdrammatizzare in parte la tragedia quotidiana di questo libro, rendendo il lettore più partecipe e meno "spettaore", la storia risulterebbe più gradevole. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Raffaella choirgirl@tin.it (18-12-2003) Come si arriva all'inferno? Forse nessuno si immagina mai di arrivarci in vita, eppure le strade infide della disperazione e della dipendenza attraggono sempre qualcuno, e quando si realizza dove portano è troppo tardi. Questa è la cronaca di quattro vite che si allontanano - l'una dall'altra, e dai sogni, dalla bellezza, dall'amore. Preciso come una mappa, da non seguire possibilmente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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