|
|  |
McLiam Wilson Robert - Il dolore di Manfred | McLiam Wilson descrive gli ultimi giorni di Manfred, un vecchio segnato profondamente da una sofferenza fisica, che rifiuta di confidare ai medici, e psicologica, legata ai ricordi della seconda guerra mondiale e al suo matrimonio con Emma, una sopravvissuta ai campi di sterminio. Ed è proprio sul rapporto tra Emma e Manfred che si incentra il romanzo: perché un marito picchia la moglie che adora? E perché, a vent'anni dalla loro separazione, i due coniugi continuano a incontrarsi ogni mese su una panchina di Hyde Park? L'autore ci rende partecipi dei tormenti, delle gioie e dei sentimenti d'un finale di partita talvolta beckettiano, dove il tragico e il burlesco si mescolano in un dosaggio sapiente.
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.30 / 5Walter (23-06-2011) Ci sono descrizioni che rimangono impresse, quella della madre che si lava dentro la tinozza per esempio. E c'è un umorismo nero che attraversa tutto il romanzo: "Webb stava guardando le foto sulla credenza: «Chi è questa ragazzina?». «È mia moglie, quand'era bambina». «Chi è il vecchio con lei?». «Suo padre». «Sembra un gambero. Ci andavi d'accordo?». «Non l'ho conosciuto. È morto durante la guerra. Era un medico famoso a Praga. Ha scoperto la cura per diverse malattie. È stato fucilato dai tedeschi». «Peccato che non avesse trovato una cura per le pallottole»".
E c'è una storia d'amore che si sviluppa piano, a pezzi, per finire poi letteralmente a pezzi lasciando due vecchi a incontrarsi una volta al mese, su una panchina del parco, per stare vicini senza parlarsi né guardarsi, eppure comunicando come forse mai prima. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cippi (04-01-2008) Un libro molto duro che lascia interdetti, una forte introspezione su come può essere vissuta la vecchiaia. Scritto molto bene ma la trama per certi aspetti lascia un pò a desiderare. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Pippomix (10-04-2007) Fra le opere di Mc Liam Wilson questo terzo parto è sicuramente il meno vivido e pulsante. La storia che ne è alla base è abbastanza ritrita anche se lo stile di qto splendido irlandese non viene meno riuscendo a patinare con la consueta eleganza una storia tutto sommato già sentita. Certi passaggi e alcuni personaggi di contorno ricordano quasi il cinema dei fratelli Coen ma ne "Il dolore di Manfred" c'è anche tanta tristezza, c'è tutto l'acido dilaniante di una quotidianità che degrada e abbrutisce e c'è il peso del passato di fronte alla decadenza ineluttabile dell'avvenire. Del tempo che passa. Deprimente ma ben caratterizzato seppur non nuovissimo: in definitiva un libro più che discreto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
bef77 (23-01-2007) al di là del terrore allucinante di invecchiare che ha suscitato in me...penso sia un mix di cose già viste: il silenzio della parte ferita della coppia, l'incontro mensile sulla panchina senza guardarsi...purtroppo già altri autori hanno introdotto questi elementi nei loro romanzi, per non parlare del bellissimo espediente di scrivere alternando capitoli con periodi storici o protagonisti differenti, che ora a lungo andare sto trovando un pò troppo ricorrente nei libri che mi appresto a leggere...se prima era una novità, che conferiva movimento e attesa al libro, ora mi sembra solamente una copiatura Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alessandro (18-10-2006) ho amato molto eureka street, questo libro no. è un libro doloroso, cupo, mi sembra anche scritto da un autore più acerbo. non ha quell'humor nero di eureka, non da speranza. ho fatto fatica a leggerlo e mi ha lasciato con molta angoscia a poca soddisfazione. è un grande scrittore che sa fare molto meglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
simonetta (02-12-2005) Scrittura eccezionale, consigliato d'estate...
Ma qualcuno puo' spiegarmi perchè Manfred sente improvvisamente il bisogno di picchiare la moglie o tutto è da ricondursi solo alla gelosia per il figlio?
simonetta Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Tessa (19-07-2005) Un pugno nello stomaco: un amore smarrito, l'Olocausto, la malattia, dolore fisico, spirituale e anche morale. Che altro dire? Un libro senza speranza, se non quella che l'amore, seppur portatore di un così grande dolore, può durare fino alla morte.
Senz'altro diverso da Eureka Street, è comunque un libro che consiglio di leggere ... magari non per rilassarsi sotto l'ombrellone! Se vi sentite forti psicologicamente allora fa per voi Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gianna (18-02-2005) Anch'io ci sono arrivata dopo Eureka Street ed ero pronta a un testo di tutt'altro genere.
Questo romanzo è un'autentica rivelazione sia per il contenuto che per la scrittura, entrambi di un'intensità difficilmente raggiungibile.
Un consiglio: leggetelo solo se vi sentite veramente corazzati. Soprattutto la seconda parte è un pugno nello stomaco dopo l'altro. (Perché allora 4/5 e non 5/5? Per un dubbio che mi è venuto: che ci sia un'influenza un po' troppo vistosa de "La donna che sbatteva nelle porte" di
Roddy Doyle). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Pic grammata@katamail.com (07-01-2005) Scrittura intensissima e la vicenda, nonostante l'avvio dolce-malinconico, è sconvolgente.
Un bellissimo romanzo, che suscita molti quesiti ma allo stesso tempo apre conoscenze nuove a distanza di decenni dall'Olocausto e dalla guerra. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Vale (07-12-2004) lo stesso stile è raro ritrovarlo in altri autori...lascia poco spazio alle interpretazioni personali date le fotografie descrittive su personaggi e sentimenti così accurate da poter lanciare la stessa immagine in ogni lettore in ogni parte del mondo...fino ad oggi il dolore era una cosa personale e soggettiva così difficile da far comprendere ad altri, con McLiam Wilson è diventato universale...Sicuramente da leggere! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Elena (19-11-2004) Anche io, avendo letto molto volentieri Eureka street, ho acquistato subito Il dolore di Manfred... E' tutto un altro genere, ma nonostante questo è un libro bello che tocca il profondo. Complimenti all'autore che sa trasmettere con le parole tutte le sfaccettature di ogni sentimento. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Manolo manolo2072@yahoo.it (09-11-2004) Conoscevo l'autore per Ereka Street. Dato che quest'ultimo romanzo mi era molto piaciuto, senza pensarci due volte ho intrapreso la lettura del Dolore di Manfred.
Il genere è completamente diverso (mi sono accorto più tardi che il romanzo era stato scritto anni prima rispetto ad Eureka Street)ma ne sono rimasto ugualmente affascinato.
E' una storia che a tratti mi ha angosciato veramente...come lo è Manfred peraltro...
Riconosco a McLiam una buona capacità di trasferire con le parole emozioni vitali!!!
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di McLiam Wilson Robert |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|