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Griffin David R. - 11 settembre. Cosa c'è di vero nelle «teorie del... | Partendo da una posizione di scetticismo sulle cosiddette teorie del complotto riguardo l'11 settembre, l'autore ne vaglia le principali e individua in alcune di esse elementi probanti. Nel 1995 la polizia filippina consegnò agli Stati Uniti le informazioni trovate in un computer di Al Qaeda che descrivevano un piano per dirottare degli aerei e colpire degli obiettivi sensibili. Nel luglio 2001 la CIA e l'FBI erano in possesso di informazioni su un probabile atto terroristico. I capi di governo di diversi paesi avevano informato i servizi americani dell'attacco. L'amministrazione Bush, dunque, sapeva di un attacco terroristico ed ha utilizzato questa consapevolezza per scatenare una guerra, come accadde per l'attacco a Pearl Harbor.
Media Voto: 5 / 5Luciano Riccardi luciano.riccardi@gmail.com (18-05-2006) Un modello di chiarezza metodologica per qualsiasi libro che voglia dare significato e spessore ad una "dietrologia" - un termine talmente brutto e squalificato che infatti spesso toglie dignità e valore a lavori del genere. L'autore espone con rigore una serie di incongruenze intorno all'11 settembre, tante e tali da far emergere una serie di dubbi intorno ad una "verità ufficiale". Egli non espone una teoria alternativa, né costruisce castelli di carta teorici pronti a crollare sotto un soffio di vento - il suo obiettivo è infatti la elaborazione di solidi presupposti per la critica ad una tesi ritenuta "vera" mediante - uso le sue parole - un metodo "cumulativo" di prove o presunte tali che sembrano invece contraddirla. La quantità tale di prove accumulate dall'autore e da altri autori regolarmente citati è in effetti imbarazzante; molte di queste sono facilmente reperibili su siti internet sparsi in giro per il mondo; tuttavia pochi di questi siti si presentano con la prosa rigorosa ed imperturbabile di questo professore di filosofia americano. Se un lavoro del genere fosse stato compiuto per gli 11 settembre italiani - più ridotti forse, ma dal significato analogo, come il caso Moro o le varie stragi durante gli anni di piombo - forse ci sarebbe stato qualcosa di diverso che una fioritura di testi spesso stravaganti intorno a questioni serissime. Non è un caso a mio modo di vedere che a questo modello metodologico americano l'Italia possa contrapporre, per il caso Moro, solo il testo di Vladimiro Satta (2003), che però si muove a favore della "verità ufficiale" e contro le "dietrologie".
Da notare che il titolo originale è, più significativamente, The New Pearl Harbor. Disturbing Questions about the Bush Administration and 9/11 e non, in maniera piuttosto ambigua, "11 settembre. Cosa c'è di vero nelle 'teorie del complotto'", che sembra piuttosto presentare questo testo come una "controdietrologia" - o è dietrologia anche questa? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (17-02-2006) Il libro è tanto chiaro quanto sconvolgente. Immaginavo ed ora mi sento un po più vicino alla varità. ATTENZIONE: non si riesce più a trovare, come mai? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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