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Santacroce Isabella - V.M. 18

V.M. 18
Zoom della copertina
TitoloV.M. 18
AutoreSantacroce Isabella
Prezzo € 17,50
Prezzi in altre valute
Dati2007, 491 p., brossura
EditoreFazi  (collana Le vele)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi

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Descrizione
"All'interno di collegiali ambienti dal decadente ed eccentrico fascino, la libertina-criminale-esteta quattordicenne Desdemona, in compagnia delle altrettanto perverse e licenziose coetanee Cassandra e Animone, si sollazza tra orge e delitti, bevendo l'allucinatorio cocktail Reietto, e divertendosi a drogare talune vittime iniettandogli nei globi oculari il potente Acido Viperinico Liquido. Tali imprese crudelmente voluttuose si compiono sotto il nome del Manifesto Delle Spietate Ninfette, di cui fanno parte le tre feroci e lussuriose fanciulle, abitanti insieme la Stanza Furente, e dedite al massacro di ogni purezza. Le integerrime collegiali, le malfatte istitutrici Polissena e Pelopia, l'altera direttrice Andromaca, la burrosa insegnante Giocasta, il consorte custode Agamennone, i dotati diciottenni Creonte e Minosse che frequentano il conservatorio poco distante, tutti sono in ostaggio delle Spietate Ninfette che, traendone cospicui profitti, li condurranno dentro giochi colmi di scellerate turpitudini". (Isabella Santacroce)

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 67 recensioni presenti.  Media Voto: 3.55 / 5

Anton (31-07-2009)
I libri della Santacroce sono un po' come i film horror di serie B; quelli alla "La croce delle sette pietre - l'uomo lupo contro la camorra", per intenderci.
Voto: 1 / 5

jimmy doyle (26-07-2009)
Mi è piaciuto. Ottima atmosfera e personaggi sapientemente curati. I contenuti sono forti, per certi versi al limite, ma se si guarda al di là, si può vedere la crudeltà e il narcisismo della scrittrice, che a suo dire si indentifica completamente nel personaggio di Desdemona. Insopportabile però il continuo ripetersi descrittivo dei personaggi del romanzo
Voto: 4 / 5

giuseppe (20-05-2009)
Graziosa la storia, buona l'ambientazione gotica e gradevole il linguaggio. Peccato che sia tutto appesantito da un'inutile reiterazione di intere frasi: effetto voluto, certo, ma insopportabile dopo trecento pagine...
Voto: 1 / 5

Elisa the.truth.is.my.pain@hotmail.it (16-05-2009)
Solo qualche parola per questo libro. Veramente pesante! La storia potrebbe essere divertente o appassionante se tutte le volte non si fermasse a raccontare i particolari in modo così prolisso, barocco.. troppo! Finisce per stufare. Mille aggettivi, ripetuti nelle descrizioni così minuziose di ogni personaggio. Si fatica a seguire il filo della storia e ci si perde in una marea di descrizioni che ti fanno sfuggir di mente quello che stava accadendo, confondendoti. Per il resto, sarebbe potuto piacermi il racconto... e anche la scrittura finta settecentesca. Mah, chissà se un giorno lo finirò. Intanto non lo consiglio.
Voto: 1 / 5

jacky (27-02-2009)
sono riuscito a mala pena ad arrivare all'ultima pagina. un libro complicato, al limite della pesantezza, un romanzo che cerca di stupire a partire dal titolo e dalla copertina accattivante. penso che la scrittrice sia entrata in una forma letteraria così tanto complicata che nemmeno lei stessa sapeva come terminare la storia. ottima la descrizione minuziosa e coinvolgente dei rapporti carnali tra i diversi personaggi.buono anche lo studio dei personaggi della storia di ognuno di questi che la santacroce è riuscita a far trasparire magistralmente. ma non basta!
Voto: 2 / 5

Gultiero (04-11-2008)
Credo che l'aspetto più interessante del libro non siano tanto i contenuti estremamente forti (e spesso fasidiosi da leggere) o il genere di avventure estreme vissute dalle protagoniste, quanto più l'atmosfera del tutto particolare creta dllo stile e dalla bravura dell'autrice. In fin dei conti le azioni descritte on hanno nulla di nuovo rispetto a quanto narrato da tanti altri scrittori e non credo che il fatto di elencare tutta una serie di turpitudini permetta di dire di un'autrice che è innovatrice rispetto agli altri. Personalemnte sono stato colpito più dall'ambiente della scuola e dalla rapprsentzione dei caratteri delle tre ragazze: tanto belle e perfette dal di fuori ... tanto nefande nel loro animo. C'è proprio una netta contrapposizione tra l'imagine esterna (qui bella e perfetta ) e l'abisso che si cela nello spirito di queste ragazzine. Insomma è una sorta di brutto anatroccolo capovolto.
Voto: 4 / 5

Krx (12-09-2008)
GENIO
Voto: 5 / 5

andrea leontg2004@yahoo.it (29-08-2008)
ho riso, riso, riso, riso, riso!!! spassosissimo! brava!
Voto: 5 / 5

Liv liv_Ashley@yahoo.it (16-07-2008)
sono arrivata a pagina 154 e non riesco piu ad andare avanti! Lo trovo veramente noioso! Tutte ste descrizioni, ste regole, madò non mi piace per niente! e poi questo linguaggio settecentesco proprio nn lo reggo!
Voto: 1 / 5

richi1980 (02-07-2008)
Non rendere nota la mia stima per la Santacroce sarebbe poco leale nei confronti di chi leggerà questo mio personale giudizio. Con il libro precedente (Zoo) ho avuto la sensazione che l'autrice volesse ricercare un metodo di scrittura più efficace per delineare meglio la storia che, in passato, a mio avviso, di frequente è risultata poco incisiva. Le acrobazie letterarie credo abbiano reso in più di un'occasione la lettura dispersiva e complessa. Ora ho avuto la piacevole conferma che la scrittrice sa come catturare l'attenzione per quasi 500 pagine, anche facendo ricorso a qualche artifizio, come la violenza ossessiva o l'ostentato desiderio pruriginoso, ma chi non ha peccato scagli la prima pietra come qualcuno recitava... Ne consiglio spesso l'acquisto, certo che non deluderà gli amanti della letteratura anticonvenzionale.
Voto: 5 / 5

Angelica (27-06-2008)
Il contrasto tra la storia e il linguaggio è perfetto. il finale è stato duro da leggere ma nel complesso è un libro stupendo.
Voto: 5 / 5

stella4 (28-05-2008)
Libro monumentale e sublime questo della Santacroce, a mio parere la voce più forte e sconvolgente del panorama letterario italiano. Invidie a parte che la vedono denigrata, e in maniera ridicola posta un gradino sotto a nomi per nulla degni di nota come quelli citati da qualcuno qui, sostengo che dovrebbe essere molto più celebrata, ma in un paese ottuso e divorato da gelosie stupidissime, questo avverrà solo con la sua morte. Troppo bella per non essere condannata la Santacroce, troppo genio, troppo potente la sua lirica, troppo scomoda, però l'unicità del suo linguaggio è così accecante che nessuno può rimanerne illeso.
Voto: 5 / 5

Gloria italian_shoegal@hotmail.it (20-05-2008)
Senza dubbio l'impresa più ambiziosa della scrittrice.Dietro quel titolo così formale ed emozionalmente piccino, evidentemente provocatorio e "paraculo" allo stesso tempo, si nasconde un'opera titanica, una sorta di Anti-Divina Commedia.L'omaggio è facilmente deducibile e forse anche voluto, data la suddivisione del libro in tre grandi capitoli/fasi di efferatezza della protagonista: Preludio - Purgatorio Capovolto - Inferno.Il personaggio principale è una sorta di incarnazione dell'essere onniscente, al cui potere persuasivo nessuno può sfuggire.Ella si rende protagonista di "ingiuriose nefandezze", per il lettore apparentemente turbanti in modo profondo, ma che ad un'analisi più attenta sono lo specchio del nostro vivere. Come Dante aveva ottenuto una rappresentazione del Credo, dei timori e della fede del proprio tempo, così la Santacroce pone in sè l'intento di ricreare una rappresentazione sacra della religione del nostro, fortemente lontana ma al contempo di modalità simile a quella tradizionale. Il dogma proposto in tal senso prevede un'esasperazione del concetto di apparenza, con conseguente trionfo della furbizia, dovuto all'importanza di ricercare l'estrema bellezza. Viene ben sottolineato il disprezzo per la razza umana, nella fattispecie del maschio come simbolo dell'umanità, a cui viene contrapposto l'ammirazione e l'amore per le bestie. Per un occhio attento è impossibile non ritrovare in questi concetti un disgusto tipicamente borghese, profondamente radicato nella noia della nostra società. A mio parere è palesemente espressa la volontà di rendere ufficiali i cardini e i motivi di vita e di sopravvivenza della società odierna. La narrazione è accompagnata da ricercatezze linguistiche, citazioni colte diffuse a profusione, con un'accentuata ripetitività e ridondanza stilistica e verbale, quasi come a sciorinare e sottolineare tutte le informazioni largamente a disposizione nel mondo moderno. Un'opera universale che scopre il marcio della società, al quale tutti, consapevolmente o non, siamo devoti.
Voto: 3 / 5

Salomè (19-05-2008)
La Santacroce è valida, disapprovo e credo siano veramente ridicoli e pacchiani quei commenti di persone scioccamente entusiaste (si ricordi cosa dicevano Deleuze, Kafka e Bene su certo entusiasmo) che parlano di nuova Bibbia. (Allora l'Ulisse di Joyce cosa sarebbe...un nuovo sistema solare?) Quindi credo sia giusto dire che la Santacroce sia una delle più furbe scrittrici italiane, ma questo anche perchè il livello generale è scandaloso, ma niente più. Per rispondere agli utenti sotto che si chiedevano se ci siano altri autori libertini "santacrociani"...bè penso ad Una Chi, più cerebrale, più raffinata. Penso ad uno che in vero santacrociano poi non è tantissimo come Andrea Cassaro di "Raggi", un giovane poeta molto più "oltre" per certi versi, molto più definitivo e con una sapienza linguistica decisamente superiore (e questi credo abbia la metà degli anni della Santacroce), insomma lo consiglio vivamente, penso anche ad una certa letteratura post-moderna che tratta argomenti "oltre" in modo totalmente diverso e forse più (de)costruttivo, penso a John Barth, Barthelme. Insomma, consiglio di non fermarsi alla Santacroce, di gente interessante ce n'è in giro, sicuramente meno pubblicizzati, ma non per questo...anzi.
Voto: 3 / 5

byronofrochdale (12-05-2008)
a parte che qualcuno dovrebbe dire alla Santacroce che il personaggio della mitologia greca è AMimone e non ANimone; a parte che non capisco perchè si censuri la pubblicità dello scoiattolo che fa le puzze, quella delle patatine con Rocco e non questa copertina - in libreria ci vanno anche i bambini a comprare Geronimostilton!- il libro non è niente più che un romanzo erotico (?!- ho guardato pornazzi meno degradanti-) di quarta categoria. non mi è riuscito di finirlo, cosa che raramente mi accade per un romanzo.
Voto: 1 / 5

IndustrialKrieg (30-04-2008)
Non capisco perchè ci sia gente che legge per criticare con parole degne di un bigotto di paese. Certi libri non sono per tutti, ma solo per spiriti liberi (e libertini!). Per rispondere a Charles: vorrei proprio sapere quali sono gli autori di questo tipo rintracciabili oltre la Santacroce e poi è inutile dire che la Santacroce dice cose vecchie decadenti, in molti sentono l'urgenza evidentemente di trovare un'artista che rinvigorisca tale decadentismo, non è che se in passato ci sono stati i poeti maledetti ora non devono più essercene di nuovi! E poi non c'è niente di male ad essere degli adolescenti che magari giocano con incoscienza con la vita invece che dei vecchi tromboni coltissimi ma morti.
Voto: 5 / 5

Julia (10-04-2008)
Concordo con brucoalato: il solo aggettivo in grado di definire questo romanzo è SUBLIME.
Voto: 5 / 5

Flaco (08-04-2008)
Qui non si parla del linguaggio con cui questo libro è scritto, bello, studiato, anche se un pò troppo altisonante, ripetitivo e alla lunga pure noioso, ma del contenuto. Raccapricciante, delirante, molto oltre la perversione e molto oltre il limite della decenza umana. Mi chiedo se l'autrice ha fratelli (io ne ho uno) e se ci ha pensato nel descrivere la parte dell'incesto... Senza nulla togliere alle capacità della Santacroce, però questo libro è veramente pazzesco. Non mi è piaciuto proprio.
Voto: 1 / 5

roberta (01-04-2008)
Un libro per perversi e maniaci sessuali.
Voto: 1 / 5

italo italo@live.it (01-04-2008)
Bisogna essere integri fino alla durezza per sopportare nelle questioni spirituali la mia serietà e la mia passione. Si deve essere avvezzi alla vita sulle montagne, a vedere al di sotto le meschine ed effimere chiacchiere della politica e dell’egoismo dei popoli. Bisogna diventare indifferenti, senza mai chiedersi se la verità sia utile o fatale per qualcuno… Una predilezione della forza per domande che nessuno ha oggi il coraggio di porre; il coraggio del proibito; la predestinazione al labirinto. Un’esperienza fatta di sette solitudini. Nuove orecchie per una nuova musica. Nuovi occhi per ciò che è più distante. Una nuova coscienza per verità finora rimaste mute. E la volontà per l’economia in grande stile: mantenere la propria energia, il proprio entusiasmo… Il rispetto per sé stessi; l’amor proprio, la libertà illimitata in relazione a se stessi… che importanza ha il resto? Il resto è soltanto l’umanità. Si deve essere superiori all’umanità. Si deve essere superiori all’umanità per forza, per altezza d’animo, per disprezzo… F. Nietzsche
Voto: 5 / 5

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