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Attali Jacques - Breve storia del futuro | Come sarà il mondo nel 2060? E cosa accadrà nei prossimi cinquant'anni? Questi gli interrogativi cui risponde l'ultimo saggio di Jacques Attali, economista e scrittore eclettico, esperto di politica internazionale e di nuove tecnologie. Si sa che nell'immediato futuro l'uomo dovrà affrontare alcuni problemi urgenti: il terrorismo su scala mondiale e il fondamentalismo religioso, il surriscaldamento del pianeta e l'esaurimento delle risorse naturali, l'ascesa di nuove potenze economiche e il declino dello stile di vita occidentale. Ma questo è niente, paragonato a quello che lo aspetta più avanti: la globalizzazione? Sarà sostituita da un "super-impero", che controllerà politicamente un mondo policentrico, non soltanto il mercato. Le guerre locali e nazionali? Inglobate da un "super-conflitto" dalle conseguenze inimmaginabili. E la gente comune? Sarà costretta a spostarsi continuamente in ogni angolo del globo per assecondare i dettami dell'economia, con la conseguenza che si innescherà una catena inesauribile di lotte intestine fra nomadi e sedentari. Dunque è tutto perduto? Forse no, perché - dice Attali la storia non è semplice fatalità: il domani dipende da come gli uomini intendono usare già oggi le innovazioni tecnologiche e da quanto vogliano mettere a disposizione dell'umanità le potenzialità individuali, soprattutto quelle creative.
Media Voto: 3.5 / 5Anna (21-11-2011) Previsioni lucide, chiare e lungimiranti che aiutano a inquadrare la criticità della situazione odierna, non solo dal punto di vista squisitamente economico. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marco stewe70@virgilio.it (31-07-2008) E probabile che nel prevedere il peggio in tutti i campi qualche cosa si indovina .
Mi sono piaciute le informazioni sullo stato attuale di cambiamento del mondo, meno le ipotesi sul futuro , troppo distanti nel tempo ,intuire una costruzione sociale che si svilupperà tra oltre venti anni ? con la rapidità vissuta oggi capire cosa accadrà in un'orizzonte di pochi anni è già molto . Voto: 2 / 5 |  |  |  |
fulvio zanoni pro-meteo@tiscali.it (19-04-2008) Nelle prime quaranta pagine di Jacques Attali, Breve storia del futuro, un libro che merita senz'altro di essere letto, ho còlto ben quindici errori o imprecisioni. Se un provinciale come me che di professione non fa lo storico ma il musicista è in grado di pizzicare Jacques Attali quindici volte in quaranta pagine, significa che:
1) questi nouveaux philosophes francesi, a cui tutta Europa chiede lumi, non sono poi così eccelsi;
2) la scuola italiana (almeno qui al nord) non è poi così male!
Cordialmente,
fulvio zanoni (Rovereto)
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Errori o imprecisioni.
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P.23 La piramide di Cheope non risale al 2400 aC bensì al 2600 o tutt’al più al 2500.
P.28 I Micenei vengono definiti Cretesi.
P.30 La sconfitta di Atene del 404 aC viene attribuita a Filippo re dei Macedoni (definito un vicino occidentale).
P.31 Il saccheggio di Gerusalemme del 170 aC ad opera di Antioco IV, viene collegato ai romani.
P.32 Fra i barbari che nel III secolo premono alle frontiere di Roma vengono citati gli Slavi.
P.33 Bisanzio è collocata in Asia minore.
P.33 Il decreto sulla libertà di culto del 313 viene attribuito a Massenzio (che nel 313 era già morto).
P.33 La conversione di Costantino è datata al 320.
P.33 I Mongoli vengono citati fra le tribù indoeuropee.
P.35 I principati longobardi in Italia vengono datati al IX secolo.
P.36 Nel XII secolo il centro del potere mondiale vira verso l’Europa: Francia, Inghilterra, Russia. E l’Italia?
P.42 Nella prima metà del XIV secolo, Venezia viene definita una città ancora insignificante.
P.43 Un ponte ardito sulle pendici del Brennero apre la via del san Gottardo: tre errori in una sola frase!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
nicola morgantini (04-04-2008) Attali affronta con coraggio e disinvoltura un tema difficile. Il rischio era di scadere nella pseduo-fantascienza o di raccontare il futuro come una semplice amplificazione delle forze che dominano il presente. Molto plausibile l'ipotesi del capitalismo globale che annienta la politica e che porta l'umanità verso la catastrofe (siamo già su quella strada) e assai suggestiva la possibile reazione, speriamo ex ante, a ciò che sembra inevitabile: l'iperdemocrazia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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