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Vidal Gore - Il candidato |
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Titolo | Il candidato |
| Autore | Vidal Gore | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 2008, 582 p., brossura | | Traduttore | Castoldi S. |
| Editore | Fazi
(collana Le strade) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Un patto segreto fra i due partiti che si alternano alla guida del paese per truccare le elezioni. Una totale mancanza di regole che permette alle élite di arricchirsi sempre più. Una corruzione dilagante a ogni livello dell'amministrazione statale. Nel Candidato, Vidal pare analizzare, con il consueto sguardo critico, la politica americana dei giorni nostri. Eppure, la sua indagine non riguarda stavolta la contemporaneità, ma va a ritroso fino al 1876, ovvero alle celebrazioni per il centenario della fondazione degli Stati Uniti: fanfare, fuochi artificiali ed esagerate esibizioni di spirito patriottico nascondono in realtà torbidi intrighi politici. Sullo sfondo di un clamoroso scandalo - i democratici "vendettero" la presidenza degli USA ai repubblicani, lasciando la Casa Bianca a Rutherford B. Hayes - viene narrata l'affermazione in società di Charlie Schuyler e di sua figlia Emma, da poco rimasta vedova del console statunitense a Parigi e per questo in cerca di marito nella New York che conta.
Media Voto: 5 / 5Michael Moretta michael.moretta@libero.it (18-02-2012) Questo romanzo di Vidal è il terzo dei sette che compongono la sua personale storia degli Stati Uniti. Come al solito la sua penna pungente, ironica, tagliente non manca di mettere in rilievo pregi e difetti del Paese che si erge a Democrazia assoluta nel mondo. In questo romanzo, Vidal affronta le elezioni del 1876, centenario della nascita degli Stati Uniti, mescolando come suo solito personaggi veri e personaggi di sua invenzione, che però ritroviamo in tutti i suoi altri romanzi storici. La voce narrativa del romanzo è Charles Schuyler, storico ed ex ministro in Francia per conto dell'ex presidente Van Buren, che si vede costretto a ritornare nel suo Paese natale a causa di problemi economici e perché vuole che la sua bellissima figlia si sposi con un americano dopo la morte del suo spiantato marito. Così Charles ritorna a fare il giornalista e storico a tempo pieno e diventa collaboratore del candidato democratico alla presidenza, il governatore dello Stato di New York, Tilden. Assiste alle primarie del partito repubblicano in cui viene nominato candidato l'oscuro governatore dell'Ohio Hayes, dopo che tutti i favoriti si sono eliminati a vicenda, ed assiste alle incredibili elezioni di novembre 1876.
Il pensiero va alle elezioni del 2000 in cui Bush rubò i voti a chi era stato legittimamente eletto dal popolo, Al Gore, ma qui la situazione è ancora peggiore perché il voto determinante è stato letteralmente comprato per circa duecentomila dollari di allora. Vidal non può esimersi dal criticare aspramente quella mostruosità giuridica che sono i voti elettorali, il sistema attraverso cui si elegge il presidente degli Stati Uniti, ma lo fa al solito con un umorismo raffinato anche se tagliente. Sono passati quasi cento e quarant' anni da quell' episodio ma una cosa simile è sempre dietro l' angolo. E che i presidenti del più influente Paese del mondo possano essere eletti in modo non del tutto democratico deve fari riflettere. E Vidal vuole fare questo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
dany looking.guy@gmail.com (01-08-2008) e' il primo libro ke leggo d Gore. e nn sarà l'ultimo. sembra la storia delle elezioni americane del 2000... ma anticipate con sarcasmo e realtà d 120 anni...! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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