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Reich Robert B. - Supercapitalismo. Come cambia l'economia globale e i rischi per... |
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Titolo | Supercapitalismo. Come cambia l'economia globale e i rischi per la democrazia |
| Autore | Reich Robert B. | | Prezzo |
€ 25,00 Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2008, XIV-317 p., brossura | | Traduttore | Fazi T. |
| Editore | Fazi
(collana Le terre) |
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A partire dagli anni Novanta l'economia mondiale ha avuto un nuovo comandamento: globalizzare. Produrre in ogni angolo della terra al minor costo possibile e utilizzare i vantaggi offerti dalla rete per estendere al massimo il proprio mercato. Oggi, però, anche questo modello di business si sta evolvendo in una forma ulteriore: il supercapitalismo. Ancora più potente, ancora più pervasivo di quanto non fosse la globalizzazione. Intanto la democrazia - dovendo tutelare ciascun cittadino - si sta indebolendo progressivamente proprio a causa delle pressioni esercitate dal nuovo sistema economico. E il crescente dislivello fra reddito e ricchezza, la precarietà lavorativa in aumento e gli effetti ad ampio raggio del surriscaldamento del pianeta sono le naturali conseguenze di questo processo. "La scomoda verità", sostiene l'autore, "è che la maggior parte di noi ha due menti. Come consumatori e investitori puntiamo a fare grandi affari. Come cittadini disapproviamo le molte conseguenze sociali che ne derivano". Reich, economista di stampo liberal e segretario del lavoro durante la presidenza Clinton, propone in alternativa un capitalismo forte ed energico, che però non interferisca con l'esercizio dei diritti primari.
| La recensione de L'Indice |
 In quanto consumatori ci pare giusto acquistare i prodotti più convenienti. Quando investiamo pretendiamo i migliori rendimenti. Per venire incontro a queste esigenze le imprese tagliano i costi, ad esempio pagando ai propri dipendenti un salario basso. Una parte di noi, forse, è infastidita per i bassi salari di alcuni lavoratori. Se il consumatore, infatti, ragiona in base al proprio interesse immediato, il cittadino che è in noi utilizza altri criteri. Le due visioni sono difficili da conciliare e da gestire (l'economia cognitiva direbbe che siamo capaci di scegliere solo entro contesti definiti e semplificati; le diverse maschere che indossiamo servono a questo). Il cittadino si rivolge allora alla politica, la cui risposta è però inadeguata, perché anche la politica risponde al mercato. I finanziamenti delle imprese servono per essere eletti. Le campagne informative che rendono determinate decisioni complesse o impopolari sono manovrate dalle grosse compagnie. La tecnologia determina i prodotti disponibili e i desideri, obbligando gli stati ad adattarsi e le teorie economiche a razionalizzare quanto sta avvenendo. La democrazia, così, soccombe e il desiderio di equità è (in)soddisfatto con annunci fini a se stessi. La fiducia nella democrazia si riduce, spingendo le persone a sentirsi solo consumatori e investitori. Reich (economista, collaboratore dell'amministrazione Clinton) propone dure accuse alla politica americana e ai tentativi di imitazione europei, ma anche suggerimenti per provare a uscire dalla crisi e ridare fiato alla democrazia. Marco Novarese |
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