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Certeau Michel de - La debolezza di credere. Fratture e transiti del cristianesimo | Storico affascinato dall'avventura mistica, antropologo, viaggiatore attraverso paesi e culture, Michel de Certeau fu abitato dall'interrogazione su Dio. Nel 1950 entrò nella Compagnia di Gesù e da allora cercò incessantemente di definire il modo di pensare e di vivere, nell'epoca attuale, l'opzione cristiana. Le sue opere segnano alcuni momenti di questo itinerario; in esse l'autore riflette in particolare sui temi della preghiera e del rapporto tra fede e politica. Esse rivelano un pensiero incisivo, coniugato ad una radicalità che rifiuta le consolazioni e le convinzioni del discorso religioso per andare dritto all'essenziale.
Edoardo Prandi (24-03-2008) Ho letto e riletto il libro sia per studiarne l'autore che per ispirazione e aiuto personale. Dà molto sia per l'analisi critica del tempo presente e del cristianesimo ai nostri tempi sia come spunti di riflessione. Il testo raccoglie saggi e scritti occasionali dell'autore che riguardano tutto il periodo della sua produzione ossia dagli anni '60 agli inizi degli anni '80. Ci sono testi che riguardano più la sua attività di storico della spiritualità, altri che riguardano l'analisi del religioso nella società contemporanea. Ci sono testi capitali per capire il pensiero dell'autore come il capitolo 7 "La frattura instauratrice" e il capitolo 10 "Dal corpo alla scrittura, un transito cristiano". Alcuni testi, quelli più brevi all'introduzione e alla fine, sono pezzi rarissimi nel loro genere nell'ambito della produzione dell'autore ma vanno al cuore di De Certeau, la cui frenetica ed eclettica attività di intellettuale era pur sempre accompagnata da un senso profondo e serio della fede. Un libro che raccomando a quanti si interrogano sul senso della vita cristiana nella società di oggi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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