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Corti Eugenio - Catone l'Antico | E' anzitutto la storia di un uomo, Marco Porzio catone (Cato maior, 234-149 a.C.), emblema della romanità in un tempo di mutamenti epocali, che sorprendentemente richiama il nostro sotto molti aspetti. Resi con la forza della grande letteratura, nel romanzo tornano a vivere gli uomini di allore: popolani, nobiles, schiavi, legionari, sordidi affaristi, le fiere dominae romane, i barbari spagnoli, i pirati illirici e gli orgogliosi Greci incapaci di indipendenza... Scipione e Annibale.
Rob (26-09-2008) Noto con piacere che ancora oggi si possono trovare scrittori italiani di valore e intelligenza come Corti, e non solo emuli di best-seller internazionali. Intelligente è infatti la scelta del periodo in cui è ambientato il romanzo: la Repubblica durante le guerre puniche anzichè il solito abusatissimo Impero: un periodo in cui i valori della romanità erano ancora intatti, un periodo (forse il più VERO della storia romana) di cui l'opinione pubblica oggi ha poca o nulla consapevolezza perchè la romanità viene troppo spesso identificata esclusivamente con la fase imperiale, già piuttosto corrotta dal lusso eccessivo e molto incline alla prepotenza e agli abusi di potere. Catone è appunto il campione di questa Roma vera, il difensore del mos maiorum, della tradizione dei padri grazie alla quale Roma eccelle in virtù e in gloria. (Contaminatio (come direbbe l'autore): ce ne fossero oggi anche solo di mezzi-catoni in politica e nel giornalismo!!) Catone teme le idee esterne a Roma: l'intellettualismo sofistico dei Greci o l'economia schiavistiva superproduttiva cartaginese (che ricorda la Cina moderna). Egli ha ben presente che qualora Roma dovesse allontanarsi del suo essere proprio, identificato nella tradizone guerriero-contadina, inevitabilmente si avvierebbe verso la decadenza (la storia gli avrebbe dato poi ragione con le guerre civili, l'impero, la corruzione e infine la conquista dei barbari e il cristianesimo). Per questo dietro Catone e in tutto il romanzo aleggia la grandiosa figura di Curio Dentato, esempio perfetto di romanità, quasi una sorta di co-protagonista non presente fisicamente (è vissuto alcune generazioni prima) ma sempre presente in spirito. Da notare poi l'armonia tra contenuti antichi e forma molto originale e moderna: simile ad una sceneggiatura cinematografica, di lettura gradevole, ma senza scadere nel banale. Mirabile infine la capacità di rendere vivi i personaggi e le situazioni, tirandoli fuori da quel senso di piattezza e di noia di cui li hanno rivestiti i libri di storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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