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Celant Germano; Vaughan David - Merce Cunningham. Catalogo della mostra (Vienna,... |
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Titolo | Merce Cunningham. Catalogo della mostra (Vienna, 4 maggio-11 giugno 2000; Rivoli, 30 giugno-10 settembre 2000). Ediz. italiana e inglese |
| Autore | Celant Germano; Vaughan David | Prezzo Sconto 20%
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€ 26,86 
(Prezzo di copertina € 33,57 Risparmio € 6,71)
|  | | Dati | 2000, 320 p., ill. | | Curatore | Harris M. |
| Editore | Charta
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Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 settimane | | 
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http://giotto.ibs.it/cop/copt13.asp?f=9788881582587
Merce Cunningham. Catalogo della mostra (Vienna, 4 maggio-11 giugno 2000; Rivoli, 30 giugno-10 settembre 2000). Ediz. italiana e inglese
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| La recensione de L'Indice |

scheda di Franco, S. L'Indice del 2000, n. 11
In una recente esposizione allestita presso il Castello di Rivoli, un'ampia rassegna di fotografie, materiali scenici, costumi, manifesti, disegni, spartiti, annotazioni coreografiche, filmati e registrazioni hanno accompagnato il visitatore attraverso la lunga e intensa carriera di uno dei maggiori protagonisti della danza moderna e contemporanea americana, Merce Cunningham. Il relativo catalogo, interamente bilingue italiano-inglese, è stato pensato come il seguito e il complemento del volume Merce Cunningham. Fifty Years curato da David Vaughan e Melissa Harris nel 1995, a tutt'oggi la monografia più completa sull'artista. La raccolta di testi, che coprono un arco cronologico che va dal 1945 al 1997, è assai eterogenea, e alterna testimonianze di Cunningham e degli artisti che hanno collaborato alle sue coreografie a scritti di storici e critici della danza e dell'arte.
Per lungo tempo è prevalsa l'idea che il maggior merito di Cunningham fosse stato quello di aver liberato la danza dalla tirannia della musica, ma, secondo Stephanie Jordan, una simile affermazione rischia di essere fuorviante, in quanto il nucleo centrale della ricerca di Cunnigham è stata proprio l'indagine dei rapporti tra musica e danza, stimolata dalla sua collaborazione decennale con John Cage e altri celebri esponenti dell'avanguardia musicale americana, quali David Tudor, Earle Brown e Gordon Mumma. Come per Cage l'elemento essenziale della musica è il tempo, così per Cunnigham spazio e tempo sono i parametri entro cui creare ed eseguire una coreografia. Per evitare corrispondenze arbitrarie tra le due arti, danza e musica vengono create indipendentemente, e coincidono solo nella durata che musicista e coreografo stabiliscono preventivamente, mentre gli spazi scenici, allestiti con l'aiuto di artisti del calibro di Rauschenberg, Warhol e Jasper Johns, negano la frontalità e moltiplicano i centri di irradiazione della danza. Primo danzatore moderno a infrangere il muro dell'incomunicabilità tra modern dance e balletto classico, Cunningham ha anche criticato in modo originale l'idea di naturalezza del movimento danzato: la coreografia non è più espressione "naturale" dei sentimenti del danzatore, né tanto meno strumento di una narrazione, ma nasce da procedimenti aleatori e impersonali come il lancio delle monete o dei dadi, una modalità creativa fortemente influenzata dalla filosofia dell'I Ching.
E il saggio del 1979 di Roger Copeland ci ricorda quanto un simile approccio alla danza risultasse disturbante per un pubblico che non riusciva (riesce?) a ritardare il piacere sensoriale immediato che la danza offriva. Allenare la lucidità percettiva dello spettatore che deve saper decidere dove, quando e come guardare la danza, una danza il cui scopo principale è essere e non significare: in questo consiste la "dimensione morale", come la definisce Copeland, dell'opera di Cunningham. Un'opera che ha segnato l'inizio dell'era della danza postmoderna.
Chiudono il volume la cronologia dell'opera di Cunningham dal 1995 a oggi stilata da David Vaughan e una buona bibliografia di base.
Susanne Franco
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