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Morale Giorgio - Paulu Piulu |
Un racconto che procede senza far caso alla cronaca degli eventi ma a quel magico insieme di visioni, sogni, atmosfere che rappresentano il modo di stare al mondo di ogni bambino, gli strumenti per conoscere la realtà. Un romanzo di formazione in cui l'infanzia diviene l'età delle scoperte, di ognuno e di tutti, e rende il libro capace di parlare ad ogni lettore. Sullo sfondo gli anni Cinquanta e la Sicilia, luogo dell'anima; poi gli anni Sessanta e il lavoro in Germania; infine l'abbandono e la solitudine che diventano scoperta dell'amore, degli affetti e della morte.
Media Voto: 4 / 5Cronosisma (20-02-2009) Uno strano libro: lieve, sognante, emozionato ma con una sorta di riserbo e timidezza. Niente effetti speciali, ma una scrittura levigata che, piano piano, ti lega a sé. Bello, senza dubbio. (Chissà cosa ha letto, al suo posto, quella persona che l'ha definito "freddo" - è sicura che si tratti dello stesso libro?) Voto: 4 / 5 |
mmm (03-03-2006) Romanzo brutto e noioso, scritto in maniera fredda e distaccata, quasi un articolo di giornale. Si fa fatica a leggerlo. Soldi buttati. Voto: 1 / 5 |
maria (19-05-2005) Bellissimo, un capolavoro. La scrittura, la storia, tutto. Non è una di quelle operazioni costruite a tavolino che ci propina l'industria culturale (o forse l'ufficio turistico siciliano?), in questo libro si sente a ogni pagina l'invenzione e la scoperta. Pare che lo stesso autore scopra a ogni pagina un pezzetto di mondo e le parole per dirlo e noi lo scopriamo con lui. Potrei ripetere le parole di De Sanctis, quando per dire che per lui un'opera era il massimo diceva: "Ci senti l'uomo". Scoprire cose che sapevamo ma forse non sapevamo di sapere, è questo che mi piace in un libro, e con paulu Piulu mi succede. Voto: 5 / 5 |
Roberto roberto.dima@email.it (03-05-2005) Anche a me questo libro è piaciuto molto. E’ qualcosa che parte in sordina piano piano e poi ti prende e ti affezioni. Sì, è giusto dire ti affezioni, perché il libro scatena affetto. Sembra una specie di ricerca del tempo perduto meridionale. Gli ambienti sono belli, veri, pregni di atmosfera e di malinconia. I personaggi sono forti, "fisici", a tutto tondo. Per la prima volta forse si può parlare di una specie di "realismo magico" italiano. C’è la sofferenza che solo il Sud è capace di provare… o meglio di riconoscere. Perché anche il Nord prova sofferenza, ma il Sud la sa esprimere con più verità, forse perché in quella sofferenza si riconosce o riconosce il suo destino. Ma non è una sofferenza che abbatte... anzi, è una sofferenza che non cancella la gioia, sia per la bellezza della scrittura che la esprime, sia per l'intensità delle emozioni. Bastano pochi intensi momenti per farti amare la vita. Voto: 5 / 5 |
Walter wmorale@tiscali.it (01-04-2005) Un romanzo poetico, un mondo di scoperta della vita, visti attraverso gli occhi di un bambino dove si alterna, traspare e si scopre la semplicita' e la crudelta' della vita stessa. Voto: 5 / 5 |
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