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Kalogridis Jeanne - Il signore dei vampiri |
Media Voto: 5 / 5giulia94 (09-04-2009) L'intera trilogia è affascinante e travolgente e si conclude con questo splendido e avvincente romanzo che in più punti mi ha lasciata a bocca aperta per la sorpresa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanna gio.carsughi@vodafone.it (31-10-2005) 3° ed ultimo libro della trilogia, che si sovrappone al “Dracula” di Stoker sviluppandone lungamente la trama in maniera originale sia dal punto di vista stilistico, caratterizzato dalla combinazione e dalla sfaccettatura degli avvenimenti - riferiti in 1^ persona non solo dai protagonisti, ma anche da quei personaggi che nell’opera dello scrittore irlandese non assumevano che ruoli marginali e la cui origine non veniva spiegata ( p.e. è Zsuzsanna, la bruna delle tre vampire-amanti, e delinea la maggior parte del racconto dall’inizio fino alla partenza di Dracula per Londra)-, sia dal punto di vista contenutistico: un nuovo, potente vampiro si aggiunge ai precedenti: la contessaBathory ( vista da Harker, al castello, come la bionda delle tre vampire); il ritorno di Dracula in Transilvania riceve una motivazione; i legami tra Van Helsing e Dr. Seward sono ben più stretti di quanto si immagini. Un po’ deludente il personaggio della Bathory quando, negli “insegnamenti” impartiti alla sua amante Zsuzsanna, contraddice alcune delle caratteristiche peculiari dei vampiri: il suo corpo emana calore e si riflette nello specchio; i suoi canini non sono più aguzzi degli altri denti; può mangiare e bere, agire di notte come di giorno e dormire in un qualsiasi giaciglio (non obbligatoriamente una bara) e perfino toccare un crocifisso. La figura di Zsuzsanna, invece, ritorna alla “purezza” iniziale: tormentata e tragica nel suo prendere coscienza del male fatto e nel suo schierarsi dalla parte del “bene” (commovente il nascere del nobile sentimento di amicizia tra lei ed un bianco levriero afghano donatole da Elisabeth). Il finale è altamente filosofico: la maledizione del vampiro come metodo di redenzione: attraverso la noia di una vita immortale, si può giungere a comprendere come l’eterna divinità, l’eterno amore e l’eterno sacrificio siano un tutt’uno. Nasce coì una nuova figura di vampiro che, anziché il sangue, prende su di sé volontariamente la sofferenza altrui. Una degna fine per una superba trilogia vampiresca! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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