L’articolo è stato aggiunto alla lista dei desideri
IBS.it, l'altro eCommerce
Cliccando su “Conferma” dichiari che il contenuto da te inserito è conforme alle Condizioni Generali d’Uso del Sito ed alle Linee Guida sui Contenuti Vietati. Puoi rileggere e modificare e successivamente confermare il tuo contenuto. Tra poche ore lo troverai online (in caso contrario verifica la conformità del contenuto alle policy del Sito).
Grazie per la tua recensione!
Tra poche ore la vedrai online (in caso contrario verifica la conformità del testo alle nostre linee guida). Dopo la pubblicazione per te +4 punti
Altre offerte vendute e spedite dai nostri venditori
Tutti i formati ed edizioni
Promo attive (0)
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
Sono foto che parlano, che comunicano , che vengono incontro, che lubrificano il cuore e che, in un gioco speciale di luci e di ombre, raccontano i colori di una vita piena, bella, intensamente vissuta , assaporata e , all’occorrenza, morsa. "Confesso che ho vissuto" , scriveva ieri Neruda, dopo averci regalato la bellezza della Poesia. "No, grazie. Confesso che ho vissuto", raccontava Terzani al regista Zanot, poco prima del suo volo ( nel racconto di un eventuale rifiuto di un’ipotetica pastiglia che, se scoperta, avrebbe potuto allungare la sua vita) , dopo averci indicato , attraverso le sue opere e il suo esempio di vita, la via che conduce all’interiorità, alla condivisione, al rispetto, alla pace . E il "confesso che ho vissuto" traspare , in maniera nitida, nelle straordinarie foto del fotografo-scrittore Cottinelli che, per dare un’anima agli scatti delle sue Nikon F4 e Leica M6, "ha bisogno di girargli intorno" – come nel caso di Terzani - " perché devo vederlo vivere e muoversi nel suo ambiente e parlare e magari lavorare.". "Solo così – precisa Cottinelli in una recente intervista a cura di Alen Loreti – si vive intensamente e nello stesso tempo viene fuori un buon lavoro perché delineato - per dirla alla Bresson - fra testa, occhio ed emozione".
«Tiziano mi chiama verso il 18 maggio 2004 perché vuole che fotografi lui e Folco che lavorano, insieme, all’ultimo libro. “Per il risvolto di copertina”, mi dice, “voglio che la foto sia tua”. Il 21 maggio sono da loro a Firenze, penso di sbrigarmela in pochi minuti, per non disturbare, invece mi tiene tre ore e vuole che scatti a più vasto raggio. “Sono le ultime che mi fai”, dice. Borbotto parole senza senso. Vorrei non esser mai stato fotografo, penso. Ma lui mi sostiene, mi fa quasi la regia, posa, recita, gioca con Folco, mi raccomanda gli sfondi! “Che si veda la rosa e il Buddha”, dice. “Facciamo un giro in giardino, salutiamo Ganesh”. Come sempre, lui è svariati gradini più su di tutti noi, più avanti mille miglia. Irraggiungibile. Però più tardi (era seduto sul divano, Angela al suo fianco, Folco di fronte, facevano belle risate insieme) in un certo preciso momento lui la guarda. Improvvisamente lui ha uno sguardo perdutamente innamorato e disperato. Umano, semplicemente umano. Grande anche in questo suo essere normale. Non so altro del suo andare verso la fine, altri ha avuto la dolorosa possibilità di sapere (e la facoltà di testimoniare, se vorranno). Ma se su un tema così tremendamente delicato potessi fare delle illazioni, non sarei così tranquillo nel ritenere che lui sia stato “contento di morire” o “felice del cancro”. Amava la vita: ha voluto guarire. Amava le persone care: le ha amate fino alla fine. Amava scrivere: ha avuto il colpo di genio di inventare l’ultima scrittura per mezzo di Folco in quello che sarà il suo ultimo libro (con sue foto) e, mi pare, il primo di Folco. Traditio vitae per imagines et verba. Ha passato il testimone, meglio, ha corso insieme a Folco l’ultima tratta, prolungando la propria vita creativa. Perché era fino all’ultimo in splendide condizioni di creatività e intelligenza. E lo sarebbe stato a lungo.» (Vincenzo Cottinelli intervistato da Àlen Loreti, tratto dal sito di Tiziano Terzani).
Vincenzo Cottinelli, ritrattista di scrittori (ma non solo), ha avuto il privilegio di fotografare Tiziano Terzani e i suoi famigliari dal settembre 1995 a fine maggio 2004, in Italia, Germania, India, in tante occasioni pubbliche e private, sempre nel segno dell'amicizia. Un centinaio di immagini, selezionate da Grazia Neri e dall'autore anche col contributo di Angela e Folco Terzani, sono divenute un libro fotografico edito da Vallardi.
Recensioni
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
L'articolo è stato aggiunto al carrello
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da IBS, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.ibs.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafetyibs@feltrinelli.it
L’articolo è stato aggiunto alla lista dei desideri
Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.
Verrai avvisato via email sulle novità di Nome Autore