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Media Voto: 4.66 / 5NeroPioggia piotor81@yahoo.it (16-12-2005) Qualitativamente, un leggero passettino indietro rispetto al primo, devastante libro della quadrilogia, 1974. Però è comunque un 5 pieno, perchè Peace è il mio scrittore preferito ad oggi, divoro i suoi libri in due giorni, vivo per leggere i suoi libri, sono trascinato nell'orrore e nel grigio-nero delle sue atmosfere, senza possibilità di redenzione. In attesa di spiegazioni chiarificatrici sempre presenti ma difficili da scovare. In attesa di squarci di luce nelle anime nere che popoano i libri del red riding quartet. Squarci che ci sono, quando i protagonisti si fanno sopraffare dall'affetto per altre persone e aprono il loro cuore. Ma sono squarci sottile: nel mondo di Peace c'è poco spazio per la positività. A guardarmi bene attorno, capisco che il mondo di Peace non è diverso dal mondo attuale, anche se sono passati 30 anni. oscurita dei sentimenti tutto intorno a me, senza possibilità di redenzione....basta accontentarsi degli squarci di luce...Grazie David. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Pazienza (02-12-2004) Per Albys: sono d' accordo, potevi dargli 5 però, perché 1977 è un capolavoro....
David Peace vale James Ellroy, non so se esista complimento migliore........ Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (24-11-2004) Terminata la seconda puntata della quadrilogia dello Yorkshire Ripper, lette cose turpi e assoluti deliri letterari, scosso la testa per la sorpresa e per il rintronare cupo provocato dai mantra sanguinolenti di Peace. Cosa resta dentro? Parecchio. Anzitutto la convinzione che l'opera di Peace sia quanto di più allucinogeno e sconvolgente esista al mondo. Peace ha creato un vero e proprio stile narrativo che credo segnerà in modo indelebile il mondo della scrittura noir. Un vero e proprio spartiacque fra quello che era e quel che sarà, uno sviluppo delle allucinazioni sociali di Ellroy che lascia stupefatti e sconvolti. Stilisticamente 1977 è una evoluzione del precedente 1974 ed è meraviglioso. Tolte di mezzo le forse eccessive complicazioni narrative di 74, qui Peace si concentra su una sola "storia", seppur narrata con una doppia prima persona assolutamente riuscita e schizzata. Ma Peace è un uomo dalle mille sorprese e nulla è scontato, anche in questo libro ad un certo punto si faticherà a capire cosa stia in fondo succedendo.
Il punto forte dello scrittore inglese è giocoforza anche il soggettivo punto debole: la sua è una narrazione che dà molto per scontato, per niente facile per un lettore saltuario, assolutamente ostica per chi si aspetta di essere portato per mano nell'indagine, e oltre a ciò le sue storie alla fine lasciano un contrastante senso di Desolante Soddisfazione.
Sì, perchè ti senti sedotto da lui ma vorresti averci capito di più. Peace è il David Lynch della letteratura. Ecco, i libri di Peace sono dei Twin Peaks dove ad un certo punto (verso la fine) non ti raccapezzi più. Ti aspetti un finale chiarificatore che invece non arriva, perchè non è questo l'importante per lo scrittore, che invece vuole dare voce alle vittime del male, di questo mostro sadico e di quella società malata. Ebbene, questa voce è surreale, incisiva, delirante. Efficace come una bestemmia nel silenzio. Non so se alla fine Peace deve "piacere". E' anzitutto un'esperienza. Indimenticabile e inenarrabile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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