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Balocchi Luigi - Il diavolo custode |
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Titolo | Il diavolo custode |
| Autore | Balocchi Luigi | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,56
(Prezzo di copertina € 8,90 Risparmio € 1,34)
|  | | Dati | 2007, 253 p., brossura |
| Editore | Meridiano Zero
(collana Primo parallelo) |
| | Disponibile anche usato a € 4,45 su Libraccio.it |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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Una scrittura che riscopre tutta la potenza selvaggia e arcaica della parola, la voluttà di una musica di anarchica bellezza. Una parola che sorge per dare voce a una terra di diseredati, vagabondi, sognatori; il mondo di tutti i dannati che non si sono piegati all'ordine poliziesco dell'epoca moderna. Una voce che si fa epos, che si fa narrazione rocambolesca e quasi mitologica, per raccontare le gesta leggendarie di un manipolo di eroi ribelli e squattrinati, di sbruffoni amanti delle donne e del Barbera, che con i loro corpi e le loro piccole vite hanno tenuto in scacco per anni il potere di due nazioni. Luigi Balocchi fa rivivere la violenza dell'amore, la dolcezza della battaglia e della morte, la magia della natura, di notti e nebbie vissute all'addiaccio, nella storia del bandito Sante, che tra le due guerre si fece beffe dei Regi carabinieri, della polizia fascista e della Sùreté francese. La diserzione dall'esercito, i primi assalti ai treni, l'entrata in contatto con il movimento anarchico, l'amicizia con il ciclista Girardengo; e poi i giorni bui degli omicidi, della clandestinità sempre più braccata, della fuga in Francia. L'esistenza di un idealista libertario, di un uomo di straripante vitalità, che si fece bandito per regalare un sogno di rivalsa ai diseredati della sua terra.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788882371425
Il diavolo custode
Una scrittura che riscopre tutta la potenza selvaggia e arcaica della parola, la voluttà di una musica di anarchica bellezza. Una parola che sorge per dare voce a una terra di diseredati, vagabondi, sognatori; il mondo di tutti i dannati che non si sono piegati all'ordine poliziesco dell'epoca moderna. Una voce che si fa epos, che si fa narrazione rocambolesca e quasi mitologica, per raccontare le gesta leggendarie di un manipolo di eroi ribelli e squattrinati, di sbruffoni amanti delle donne e del Barbera, che con i loro corpi e le loro piccole vite hanno tenuto in scacco per anni il potere di due nazioni. Luigi Balocchi fa rivivere la violenza dell'amore, la dolcezza della battaglia e della morte, la magia della natura, di notti e nebbie vissute all'addiaccio, nella storia del bandito Sante, che tra le due guerre si fece beffe dei Regi carabinieri, della polizia fascista e della Sùreté francese. La diserzione dall'esercito, i primi assalti ai treni, l'entrata in contatto con il movimento anarchico, l'amicizia con il ciclista Girardengo; e poi i giorni bui degli omicidi, della clandestinità sempre più braccata, della fuga in Francia. L'esistenza di un idealista libertario, di un uomo di straripante vitalità, che si fece bandito per regalare un sogno di rivalsa ai diseredati della sua terra.
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Media Voto: 3.75 / 5ugo (20-03-2008) Lo stile è un po' troppo... articolato, tanto da rendere la lettura, all'inizio, lenta e difficile.
Poi ci si trova coinvolti in una bella ballata di sangue, sudore, passioni, ricerca di libertà.
Da leggere. Non 5 stelle, ma nemmeno 4... 4 e mezza! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Claudio Bellini (20-03-2008) la riscoperta di una Novi lontana di un rione affascinante dove ho vissuto buona parte della mia gioventù."nelle stradine del borgo,nella Novi proletaria e traffichina,tra la puzza benedetta dei cortili,per le ringhiere grondanti la parlata del Piemonte ch'è già Liguria,ogni passo poco avanti gli si infervora il destino ." complimenti all'autore . Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (16-01-2008) Il libro è sicuramente pregno di: vitalità, fantasia, azione, sentimenti, passioni etc...ma lo stile scrittorio me lo fa paragonare a una filastrocca romanzata. Notevole l'apporto del dialetto(spiccano alcune frasi veramente crude ed efficaci..."La bella Violettina, che la vegn da la risera..", oppure " ag'luma dricc...") Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli rmontagnoli@alice.it (29-09-2007) Ha quasi il ritmo di una ballata questo romanzo tutto centrato sulla figura di Sante Pollastro, per le cronache un bandito di Novi che ha imperversato, soprattutto fra le due guerre, ma per la realtà storica un ribelle.
Luigi Balocchi con uno stile del tutto particolare, che ricorre con misura al dialetto, con frasi brevi, incalzanti, riesce a fornirci un quadro completo di questa meteora dei diseredati.
Sì, perché le gesta di quest’uomo, indubbiamente contro la legge, sono animate da uno spirito di rivolta contro un sistema che opprime l’individuo, negandogli quella libertà che è suo diritto di nascita.
Sante Pollastro, il bel Santéin è anarchico senza saperlo, lo è per un istinto naturale che lo porta quasi in un gioco-sfida con se stesso a violare leggi che sembrano fatte apposta per consentire il predominio di alcuni uomini sugli altri.
In un ambiente descritto in modo magistrale, con nebbie che sembrano avvolgerti, con il freddo di cui hai il sentore, Il diavolo custode è assai di più di un romanzo noir, di una riuscita biografia, è un intenso, vibrante, e per certi versi struggente, canto di libertà. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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