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Lehmann Christian - Il seme della colpa |
Il dottor Laurent Scheller credeva nel suo lavoro, aveva a cuore i suoi pazienti e amava profondamente sua moglie. Una vita fa. Ora è uno scrittore di best seller e un'acclamata star televisiva. La vita di tredici anni prima è un ricordo che il successo ha soffiato via. Finché una notte, al telefono, una donna, la voce rotta dal pianto, chiede il suo aiuto. Il suo vecchio amico Thierry Salvaing è finito in prigione con l'accusa di aver ucciso una paziente. Ma il Thierry che ricorda lui è un puro, forse anche troppo ingenuo, che del mondo ha ritagliato solo lo spazio di un piccolo nido per sé e la sua famiglia. L'uomo che lo accusa è invece un arrogante barone della medicina, un intoccabile ipocrita le cui molestie sui pazienti e sui sottoposti sembrano essere al di sopra della legge. Per un divo della tv sembra così facile commuovere il pubblico, lottare per Thierry, ribaltare l'esito scontato di un processo in un trionfo che vada contro ogni previsione e aspettativa possibili. Ma la ricerca della verità, il faccia a faccia con gli affetti a cui ha rinunciato, porterà Laurent sotto i riflettori di un'intera nazione, dove la troppa luce non risparmia in nessuno i germi del male. E ciò che emergerà non farà piacere a molte persone, a cominciare da Laurent.
Media Voto: 5 / 5Maurizio Crispi maurizio.crispi@gmail.com (16-12-2009) La storia di Lehmann, egli stesso medico oltre che scrittore, mostra il conflitto tra mondi diversi ed incompatibili nella pratica della Medicina odierna.
Da un lato, il lavoro silenzioso, senza gloria e con molti oneri, dei medici di famiglia che, se rifuggono dalla semplice burocratizzazione del proprio ruolo, sono costretti spesso a farsi carico di situazioni difficili e disperate, specie nel campo delle malattie degenerative di stadio avanzato e in quelle terminali. Dall'altro, la pratica della medicina come esercizio di potere che è tipica di certi cattedratici e dei primari ospedalieri (almeno, di alcuni di essi), in cui ciò che conta è la salvaguardia del proprio ruolo (tutelarsi sempre le spalle e il c***), mentre i loro collaboratori sono spesso gettati allo sbaraglio, costretti ad assistere impotenti a situazioni difficili o a dover fare salti mortali per sopperire a gravi carenze strutturali. Infine, la terza realtà è quella scintillante della Medicina mediatica, dei palinsesti che si occupano di Medicina, di Tutela della salute oppure di "casi" di malasanità. E' questo un mondo scintillante (in cui ciò che si presenta è sempre perfetto e all'avanguardia) oppure crudele e spietato, quando va alla ricerca dei "casi" da esporre al grande pubblico (il battàge mediatico attorno al caso Englaro ne è la prova). Spesso i paladini di queste trasmissioni sono medici (specialisti e non) che hanno abbbandonato - o significativamente ridotto - la loro pratica professionale per entrare nell'universo mediatico.
E spesso si tratta di personaggi pronti a piombare come avvoltoi (o squali) sulla loro preda, che viene considerata cadavere ancora prima di esserlo. Spesso le apparenze ingannano e i processi mediatici vengono celebrati in tali contesti, prima che un verdetto di colpevolezza sia emesso.
Prendendo spunto da un "presunto" caso di eutanasia, il romanzo di Lehmann ci mostra questi intrecci in tutto il loro turpe squallore, gettando luce - tuttavia - sulla generosità e l'agire disinteressato di alcuni altri. Voto: 5 / 5 |
lauretta (01-10-2009) Eutanasia, televisione, successo, fortuna, sfortuna, audacia, senso del dovere, etica e amoralità. C'è tutto in questo bel libro di Lahmann, che non a coso è medico e giornalista oltre che scrittore. Lo consiglio come regalo per quelli che non hanno mai dubbi su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, perchè sgretolerà il vostro mondo di certezze. Perfetto. Scivolà graffiando nei punti giusti. Voto: 5 / 5 |
elettricasound (01-10-2009) Il protagonista è da prendere a schiaffi. anti eroe che pensa solo alla sua salvezza personale, anche se per un attimo riesce ad ingannare anche te che aspiri ad una redenzione qualsiasi. Educativo: alla fine nessuno è salvo veramente, neppure chi è tornato all'amato ovile. Non ti stende ma ti ammorba, S'insinua, come la danza di un serpente a sonagli: un rumore continuo, di sottofondo che non ti abbandona neppure quando dormi, Quando lo termini ti manca, e vorresti scoprire nei tarocchi il destino del dottor Laurent. Voto: 5 / 5 |
ely (01-10-2009) L'ho letto tutto d'un fiato, avvincente, attuale, l'autore ha una capacità unica di dipingere i personaggi, Laurent è un uomo perduto con l'abito giusto, lo odi eppure ti piace, lo disprezzi, eppure lo compatisci, perchè lui va dove lo porta l'ego. E come sulle montagne russe ti ritrovi a provare sentimenti ambivalenti e contradditori, sei terrorizzato ma non vorresti scendere, ti viene da vomitare ma anche da ridere. Anche Thierry è un uomo perduto, al contrario però: nella sua purezza, nel minimalismo della sua vita c'è un che di febbricitante e frenetico, di spaventoso.
Di stampo fortemente francese dalle atmosfere al ritmo. Per riflettere con sentimento e provocazione. Voto: 5 / 5 |
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