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O'Connor Joseph - Il rappresentante | Dublino 1994. Billy Sweeney è un venditore di antenne paraboliche di mezza età, ex alcolizzato e sempre senza soldi, con un matrimonio fallito alle spalle e una famiglia disgregata. Un giorno d'estate, durante una rapina alla stazione di benzina in cui lavora, la figlia viene violentata e rimane in coma. Da quel giorno la vita dell'uomo non sarà più la stessa: solo, ossessionato, deciso a farsi vendetta, si mette sulle tracce di quello che ritiene essere il colpevole, pianificando il delitto perfetto. Ma i suoi piani falliscono clamorosamente e le conseguenze saranno terrificanti.
| La recensione de L'Indice |

recensioni di Bajani, A. L'Indice del 1999, n. 05
Questa volta O’Connor ha tentato il salto, non c’è dubbio. Si è voluto scrollare di dosso quel timbro giovanilistico-punkeggiante che fino a oggi costituiva la sua cifra più autentica: si è tuffato in un romanzo di ampio respiro e di grandi ambizioni, e forse non ne è uscito del tutto indenne. O’Connor ha le sue costanti, ormai: la questione irlandese come sfondo alle vicende, la crisi della coppia, l’incompatibilità distruttiva tra i sessi, l’alcolismo, e il disagio giovanile. Con Il rappresentante, però, ha infilato un ingrediente insolito nella sua consueta miscela, un forte sapore di thriller che lascia il suo marchio sul romanzo. E non è tutto. Dopo la prova d’esordio, Cowboys & Indians (1991; Einaudi, 1998; cfr. "L’Indice", 1998, n. 9), e i racconti di I veri credenti (1991; Gamberetti, 1995; Einaudi, 1996), O’Connor ha scelto per la prima volta di lavorare più a fondo sulla struttura, di sistemare impalcature visibili a sorreggere il testo. Il risultato è un romanzo-diario vergato quotidianamente dal quasi cinquantenne ex alcolizzato Billy Sweeney e indirizzato alla figlia Maeve, in coma in seguito a un’aggressione. E con il pretesto formale del diario O’Connor trasforma Il rappresentante nella cronaca di un’ossessione: Billy vuole farsi giustizia da solo e uccidere il presunto aggressore, latitante, Donal Quinn. Ma quella che era una caccia diviene poi una convivenza, e vittima e carnefice si dilaniano a fasi alterne tra le mura di una casa di campagna. A tutto questo fanno da contrappunto i lunghi passaggi "malinconici" del romanzo, dove la cronaca si stempera e si fa spazio il sentimento, la commemorazione di un passato che ha lasciato di sé soltanto macerie: un matrimonio fallito, una moglie morta e una figlia che perde la propria giovinezza nascosta in un corpo immobile. È qui che va ricercata la non riuscita del libro. Se, infatti, Il rappresentante non convince, è proprio perché O’Connor non risolve a fondo questa bivalenza thriller/malinconia, e costruisce un romanzo eccessivamente stratificato, un romanzo che ne contiene, in potenza, almeno altri due. E contemporaneamente si lascia indietro quella secchezza e quella tensione linguistica che ancora oggi fanno di I veri credenti la sua prova migliore.
(A.B.)
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Media Voto: 4.8 / 5mauro baraldi (21-09-2004) Ottimo! Toccanti le pagine finali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca lucaxcaso@hotmail.com (12-06-2004) è il primo romanzo che leggo di O' Connor ma è una favolosa storia sulla speranza che l' uomo spesso è meno cattivo di quello che lui stesso creda. Il desiderio di vendetta del protagonista si trasforma in amicizia col nemico....secondo me rivela che il terrorismo repubblicano di veramente aggressivo possiede solo la maschera. in pochi hanno veramente il "coraggio" di uccidere...
leggere questo libro è stato come guardare un film, leggero e ben descritto!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Angelo (05-08-2003) Che diavolo state aspettando? Procuratevi questo libro e leggetelo subito!
E dopo, vi consiglio di leggere gli altri romanzi successivi di O'Connor (soprattutto: "La fine della strada" e "Desperados").
Vi entusiasmerete. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
carlo bonato bonatoc@tin.it (11-06-1999) Una rivelazione assoluta, è sicuramente il libro più intenso ed emozionante che io abbia letto negli ultimi anni,personaggi straordinariamente disegnati, per una storia che offre più letture da quella gialla a quella introspettiva con una tensione ed un ritmo costanti e travolgenti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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