|
|  |
Mastrocola Paola - La gallina volante | Carla, quarant'anni, insegnante di lettere in un liceo di Torino, è la voce narrante di questo romanzo scandito nell'arco di un anno scolastico, dal primo all'ultimo giorno di scuola. Al centro della vicenda sono i problemi quotidiani con cui la protagonista deve confrontarsi, ma soprattutto il rapporto intenso e profondo che instaura con una sua allieva particolarmente sensibile e intelligente, Tanni, una ragazzina con alle spalle una situazione familiare molto difficile. In lei riconosce alcune situazione della sua adolescenza e solo con lei condividerà un progetto, apparentemente folle: quello di far volare le galline che alleva nel giardino di casa.
| La recensione de L'Indice |

recensioni di Vittori, M.V. L'Indice del 2000, n. 06
A vent'anni esatti di distanza dal suo debutto nelle patrie lettere (nel 1980, nel libro di Luigi Malerba Le galline pensierose), quest'onesto animale chiamato gallina ritorna ad animare le pagine di un romanzo. Un romanzo che racconta di Carla, quarantenne professoressa di lettere sposata e con due figli, equamente divisa tra il suo pollaio, che ospita ventiquattro galline, e la scuola, ambienti non così distanti come si potrebbe supporre. L'autrice (nata nel 1956 e al suo esordio) ne parla con cognizione di causa, dal momento che è un'insegnante di scuola superiore; e se pure s'era vista nei libri di Domenico Starnone un'analoga rappresentazione ironica talvolta impietosa del mondo scolastico, risulta del tutto inedito il connubio che qui s'instaura tra scuola e pollaio, discenti e galline, insegnamento e allevamento.
La storia è inscritta in una struttura circolare: l'eterno ritorno - che ha poco di Nietzsche e molto di burocratico - dell'anno scolastico, con i sui riti e le sue scartoffie; ed è una scrittura circolare che richiama però anche il recinto di un pollaio, com'è testimoniato dalle ricorrenze lessicali: apre e chiude la storia il verbo "beccare", e si ritrovano di frequente espressioni come "zampettare", "raspare", "abbassare la cresta", "abbassare le ali".
All'interno di questo doppio recinto di scuola-pollaio la protagonista "cova" un sogno smisurato: quello di riuscire a far volare una gallina.
Impresa ridicola, disperata, impossibile: ma se la gallina ha le ali perché non dovrebbe usarle? Del resto insegnare a usare le ali è anche quello che lei quotidianamente fa, o cerca di fare, con i suoi allievi, i suoi ragazzi "a cui hanno appiattito il mondo": il goffo adolescente Assarotti, lo skinhead Collina, la paffuta Richetta accessoriata di gel e piercing. E non è certo impresa meno ridicola, o disperata, o impossibile.
Le lezioni di sradicamento dai luoghi comuni ovvero di volo che Carla cerca di impartire ai suoi allievi inerti, orizzontali, paghi di becchettare in terra, sono vere e proprie partiture di un'operetta tragicomica. Per fortuna in classe c'è Tanni, ovvero Carla Tannivella, che non sarà un genio ma è una che ha i pensieri e possiede "la dote straordinaria, ormai rarissima, di saperli esprimere in un sorriso, in un tema"; e, nel pollaio, c'è Corvetta, la gallina tutta nera che è più curiosa delle altre, più disponibile all'avventura. Va da sé che sarà Corvetta la gallina prescelta per il folle volo, e Tanni aiuterà la sua stramba professoressa a progettare e costruire macchine da volo sempre più ingegnose: "una specie di gru a metà tra il pendolo di Galilei e la carrucola nel pozzo di Montale".
Come andrà a finire non si sa, e del resto non ha alcuna importanza, perché il pregio maggiore di questa storia esilarante, beffarda e anche un po' commovente - che meritatamente ha vinto lo scorso anno il premio Calvino per l'inedito - risiede per l'appunto nella sua capacità di mantenere aperta la curiosità, la disponibilità al volo a dispetto di ogni recinto, d'ogni orizzontalità.
|
17 recensioni presenti. Media Voto: 3.82 / 5rany_74 (09-01-2008) Molto carino.. bisogna leggere tra le righe per capire bene il messaggio dell'autrice. Voto: 4 / 5 |
nini11 (20-06-2007) L'ho letto anni fa ma lo ricordo con piacere, addirittura quasi con affetto Perchè questa autrice scrive ( benissimo! ) ma così poco? Voto: 5 / 5 |
Loris (21-11-2005) Intenso, divertente, dolce. Cosa chiedere di più a un romanzo? Paola Mastrocola ci stupisce e ci ammalia con la forza della semplicità e della tenerezza. Bravissima Paola! Voto: 5 / 5 |
ZUFFETTI PAOLA paola.zuffetti@caaf.lomb.cgil.it (22-09-2005) Mai avevo letto con tanta allegria un testo scritto da una donna. Complimenti alla scrittrice. Aggiungo che mi sono sentita meglio dopo avelo letto, forse perche' amo le cose smplici e mi piace leggere di cose che capitano tutti i gioni viste pero' con spirito non comune ,molto proprio e vissuto.
Recentemete ho letto "palline di pane" voto alto . ancora complimenti e auguri alla scrittrice Voto: 5 / 5 |
cricri (02-04-2005) bellissimo!!! Semplicemente!! Voto: 5 / 5 |
michele (14-12-2004) bellissimo! un vero caplavoro!
l'unica nota negativa è il finale perchè mi aspettavo una descrizione della vittoria della gallina molto più ampia ed elaborata mentre l'autrice ha scritto tutto in pochissime righe. Voto: 4 / 5 |
Andrea (10-11-2004) Ho sempre odiato le persone che compaiono - sotto forma di personaggi - in questo romanzo: prof che fanno favoritismi e studenti lecchini. Un libro ruffiano che fa venire mal di pancia. Voto: 1 / 5 |
giannimemoria (06-10-2004) Cos'è un diario? (Oggi ho fatto questo, ieri ho mangiato quest'altro, ecc.) O sono le confessioni di un'insegnante stressata dall'inconsistenza del suo lavoro? Dov'è la storia? Di cosa parla questo libro? Voto: 2 / 5 |
marianna sammarco buntin@inwind.it (07-09-2004) sono una giovane insegnante...ho letto attentamente tutto quello che riguardava le lezioni in classe e ho immaginato questa insegnante tanto presa dalla quotidianità scolastica...oggi, primo giorno di scuola per me, ho copiato pari pari la disquisizione sul nome fatta il primo giorno di scuola dalla protagonista e i ragazzi sono rimasti colpiti!
la storia in sé non mi ha fatto impazzire, perchè le galline mi fanno un po' impressione, ma nel volo ho voluto leggere la metafora della tensione verso l'alto, l'infinito...del desiderio umano tout court e sono davvero soddisfatta della lettura. la scrittura dela Mastrocola in ogni caso è davvero gustosa, briosa e originale. Voto: 5 / 5 |
Hannibal Lector (21-04-2004) Un romanzo qua e là grazioso, ma ben più volatile della gallina dell'orrido titolo: sfuma dalla memoria senza lasciar traccia (e sì che arrivare in fondo costa uno sforzo non indifferente). Voto: 2 / 5 |
luana saza64@libero.it (20-02-2004) L'ho preso in biblioteca per caso e l'ho trovato simpatico soprattutto per la figura dell'insegnante presa a far volare le sue galline. Mi sono piaciute anche le descrizioni delle mamme intente a difendere i loro figli nonostante fossero dei zucconi a scuola e la fermezza di carla. Ce ne vorrebbero molti di insegnanti così!
Voto: 4 / 5 |
Alice ameliepoulin.splinder.it (11-02-2004) Bellissime, fresche, poetiche le parti in cui si parla più o meno direttamente di scuola e rapporti umani, di contorno e abbastanza deludenti quelle sull'allevamento delle galline, fortunatamente minoritarie. In ogni caso, il giudizio è molto positivo. Voto: 4 / 5 |
francesco (20-04-2002) Un minimo di esperienza sconsiglia la lettura di libri con siffatto titolo, che annunciano onestamente la banalita' dell'oggetto, pero' lo scrupolo porta ugualmente alla lettura e talvolta il pregiudizio viene smentito. Non e' questo il caso. Voto: 2 / 5 |
Camilla K. (02-11-2001) Tenerissimo e consolante. Una scoperta. Forza, galline!!! Voto: 5 / 5 |
kikkuz pobbia@libero.it (11-07-2001) allora è vero che qualche volta pubblicano libri stupendi(gerundio del verbo stupere).
Un libro che si legge in un attimo,piacevole e scorrevole nella lettura.Io sono stata un'allieva parecchio tempo fà,ma a sapere di trovare un'insegnante così sarei pronta a tornare subito
a scuola.Un consiglio alle insegnanti:leggetelo e...non scoraggiatevi,ma siate fiere del vs.lavoro.
Da rileggere per cogliere i parecchi spunti,buoni e intelligenti per sagge riflessioni.
Voto: 4 / 5 |
lia liaa19@libero.it (28-10-2000) Assolutamente gradevole e ben scritto, con momenti molto intensi. Se ne esce con una sensazione del tipo "che bella la scuola dove il periodo è fatto di frasi con le braccine e gli insegnanti lavorano con lo scopo di rafforzare le ali, che siano di galline o di alunni!". Una lettura per tutti, insegnanti e non.
Il personaggio di Isidoro tratteggiato con gli occhi della protagonista Carla è prezioso. Voto: 5 / 5 |
Monica Morzenti monicamorzenti @yahoo.com (17-10-2000) Non è un romanzo epocale, beninteso, ma è pur sempre una lettura piacevole e scorrevole, piena di acute riflessioni un po' controtendenza sulle generazioni più giovani. Grandiose le divagazioni sulla virgola di pag.121, un po' noiose e sdolcinate le considerazioni sull'alunna del cuore. Preferisco le galline. In generale, farebbe inorridire certe maestre di mio figlio, il che fa presupporre che si tratti di un libro di un certo valore... Voto: 3 / 5 |
|
 | I più venduti di Mastrocola Paola |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|